Recensione: MacBook Pro 13″ Retina 2,7GHz (inizio 2015) con Trackpad Force Touch reinventa il click

17 marzo 2015 ore 11:38 | di | 20 commenti

MacBook Pro 13 Retina 2015 370

Il MacBook Pro 13” (inizio 2015) eredita tutti i pregi del linea lanciata nell’ottobre del 2013, molto più leggera, più sottile e più veloce rispetto al glorioso Pro 13” con SuperDrive, in più guadagna un nuovo processore un po’ più potente, una migliore scheda grafica e soprattutto un trackpad sensibile alla pressione destinato a reinventare il click.

Configurazioni

Apple propone tre configurazioni, ma in realtà sono due perché l’unica differenza tra l’entry level e il modello medio è rappresentata dalla capacità di archiviazione e dal prezzo, ovviamente:

– € 1.499 (il modello della recensione): processore Intel Core i5 dual-core a 2,7GHz (Turbo Boost fino a 3,1GHz); unità flash PCIe da 128GB; 8GB di memoria LPDDR3 a 1866MHz (espandibile a 16GB); scheda grafica Intel Iris Graphics 6100;

MacBook Pro i5 2 7GHz

– € 1.699: stesse specifiche hardware, ma con SSD da 256GB;

– € 2.049: identico hardware, ma con processore Intel Core i5 dual-core a 2,9GHz (Turbo Boost fino a 3,3GHz) e SSD da 512GB.

Completano la dotazione di serie MagSafe 2, due porte Thunderbolt 2, due USB 3.0, una HDMI; ingresso cuffie, videocamera FaceTime HD a 720p, doppio microfono, altoparlanti stereo, Wi‑Fi 802.11ac e Bluetooth 4.0.

In fase d’ordine, per i primi due modelli si può optare per il processore Intel Core i5 dual-core a 2,9GHz (+ €100) oppure disponibile per tutti e tre c’è anche il più potente Core i7 dual-core a 3,1GHz (+ €350). Se si desidera portare la RAM da 8GB a 16GB bisogna aggiungere €200, ed è una decisone da valutare attentamente perché non è possibile effettuare l’upgrade in un secondo momento. Solo l’SSD si può sostituire, ma occorre un cacciavite pentalobo e molta attenzione.

Come sempre, si dovrà optare per il MacBook Pro 15” per mettere le mani su una potenza ancora maggiore assicurata dai processori quad-core, e sul top di gamma se si ha bisogno di una scheda grafica discreta con RAM dedicata.

Come tutti i nuovi Mac, i MacBook Pro 13 pollici includono OS X 10.10 Yosemite, la suite iLife con le app iPhoto, iMovie, GarageBand, e il pacchetto per l’ufficio iWork con Pages, Keynote e Numbers.

Gioco d’attesa

Se state pensando di acquistare il nuovo MacBook Pro, ci si potrebbe chiedere se vale la pena fare il grande passo ora, o aspettare per vedere se Apple rilascerà un aggiornamento a fine anno, magari proponendo un portatile completamente riprogettato.

Considerato che Cupertino ha già presentato il MacBook 12” Retina ancora più sottile e leggero, senza ventole e soprattutto con un’unica e rivoluzionaria porta USB-C, è quasi da escludere che la linea del Pro 13” verrà modificata. Quindi, se ci sarà un aggiornamento, probabilmente si tratterà di un piccolo speedbump, anche perché gli attuali modelli già utilizzano il nuovissimo processore Broadwell, e la prossima generazione di chip dual-core arriverà solo l’anno prossimo, salvo i soliti problemi di produzione di Intel.

MacBook Pro 15 retina 2015

Design

Il MacBook Pro 13 (inizio 2015) presenta lo stesso iconico e copiatissimo design unibody in alluminio del modello precedente, e mettendoli affiancati l’uno all’altro per confrontarli è praticamente impossibile distinguerli.

Il MacBook Pro 13” Retina pesa 1,58 kg, quindi è leggermente più pesante rispetto al 1,35 kg (+ 14%) del MacBook Air 13”, ma pesa quasi il doppio se paragonato al leggerissimo MacBook 12” Retina con i suoi 0,92 kg.

Come al solito, la qualità costruttiva è seconda a nessuno. Il coperchio è robusto e può essere facilmente aperto con un solo dito grazie ad una piccola cavità lungo il bordo anteriore.

Il nuovo MacBook Pro presenta l’identico display lucido con copertura in vetro In-Plane Switching (IPS) della generazione precedente, che non solo permette di visualizzare neri profondi e toni di colore vivaci rispetto ai monitor relativamente slavati dei MacBook Air, ma offre anche migliori angoli di visualizzazione (178°).

Intorno il display c’è una cornice nera misura di un 1,5 centimetri (sinistra e destra) e di 2,5 centimetri (superiore e inferiore), con una webcam 720p HD integrato nella parte superiore.

La risoluzione nativa 2560 x 1600 pixel (227 pixel per pollice), rende gli elementi dell’interfaccia utente e le icone incredibilmente nitide, e consente di vedere immagini ad una più alta risoluzione, e quindi con una maggiore chiarezza rispetto ad un display 1080p. Anche i font sono più leggibili – in particolare quelli serif – cosa che rende la lettura di contenuti Web più facile.

Apple consente di scegliere tra quattro risoluzioni selezionabili dal pannello Monitor delle Preferenze di Sistema: 1024 x 768, 1280 x 800, 1440 x 900 e 1680 x 1050. Ciascuna opzione raddoppia il numero di pixel utilizzando la modalità Hi-DPI di OS X per ottenere una qualità “Retina”.

Utilizzando un’applicazione come SwitchResX, è possibile impostare la risoluzione ancora più elevata per avere ancora maggior spazio sul desktop, cosa che però potrebbe rende il testo e i menu dell’interfaccia molto più difficile da leggere.

Con le risoluzioni 1920 x 1200 o 2048 x 1280, è possibile vedere tutte le celle di un foglio di calcolo, modificare immagini di grandi dimensioni senza dover continuamente effettuare lo scrolling e riposizionare la finestra dell’applicazione che si utilizza.

Rispetto al modello precedente, si è ulteriormente ridotto il già live lieve impatto sulle prestazioni quando si utilizzano applicazioni per il fotoritocco pesanti, o si hanno 10 o più applicazioni aperte contemporaneamente.

Connettività

Uno dei motivi per preferire i nuovi MacBook Pro 13” al MacBook 12 pollici “monoporta” è sicuramente la connettività: oltre all’adattatore MagSafe 2, ci sono due porte Thunderbolt 2 che supportano velocità di trasferimento  fino a 20 Gbps, una porta USB 3.0, jack per cuffie e doppio microfono lungo il bordo sinistro.

Thunderbolt 2 è compatibile con una serie crescente di dispositivi e il MacBook Pro permette di collegarne fino a sei a cascata.

Sul lato destro c’è uno slot per schede SXC, la porta HDMI e una porta USB 3.0. Non ci sono FireWire 800 o Ethernet, ma se ne avete bisogno, è possibile acquistare degli adattatori che utilizzano la porta Thunderbolt 2, ma se a seconda dell’interfaccia ci possono essere limitazioni sulle velocità a cui possono operare.

Vale la pena notare che mentre il portatile non è compatibile con il vecchio MagSafe, è possibile acquistare un adattatore e avere un secondo caricabatterie nel caso ne aveste già uno.

Lo standard Wi-Fi 802.11ac garantisce una velocità di download incredibilmente veloce utilizzando un router AC.

Trackpad Force Touch reinventa il click

La novità più importante del MacBook Pro 13” (inizio 2015) è senza dubbio il Trackpad Force Touch. Esteticamente identico a quello degli altri portatili Apple, sotto la superficie in vetro del trackpad ci sono una serie di sensori, e un motore Taptic che possono vibrare.

Il trackpad è sensibile alla pressione, e in grado di rispondere a seconda della forza esercitata con una vibrazione che sembra un click, ma non lo è. Tecnicamente, quando si preme sul trackpad, il motore Taptic scuote la superficie del trackpad da sinistra a destra anche se inizialmente potrebbe sembrare il classico click verso il basso.

Il vantaggio di questo nuovo sistema è che il click del trackpad adesso può essere controllato via software. Infatti, andando nel pannello Trackpad delle Preferenze di Sistema si è in grado di regolare con un cursore a scorrimento la quantità di forza necessaria per un click, in modo da poterlo modificare per soddisfare le proprie preferenze. Ad esempio, in base alla forza esercitata, è possibile stabilire la velocità di avanzamento di un video riprodotto con QuickTime.

Tarckpad Force Touch

A breve, Apple dovrebbe rendere disponibile questa funzionalità agli sviluppatori di terze parti, e quindi sarà interessante vedere che utilizzo ne faranno.

Il nuovo trackpad introduce anche un inedito gesto al vocabolario Mac. Oltre al click, doppio click e ctrl-click (o click con il tasto destro destra o con due dita), adesso c’è anche il “Force click”. Ad esempio, cliccando prolungatamene su una parola in una pagina web in Safari, si apre il menu a comparsa con la definizione del dizionario o un link a una pagina di Wikipedia. Nel Finder, utilizzando il Force click si attiva l’anteprima Quick Look.

Anche in questo caso, presumibilmente gli sviluppatori saranno in grado di integrare il Force click nelle rispettive applicazioni.

Il motore Taptic non serve solo per emulare il click del mouse, ma è anche in grado di comunicare alcune cose che accadono sul Mac tramite una vibrazione. Ad esempio, se si desidera allineare un blocco di testo al centro di una diapositiva di una presentazione di Keynote, una vibrazione avverte quando si è raggiunto il punto centrale.

Sebbene la natura umana preferisce la stabilità all’innovazione, è auspicabile che la tecnologia del nuovo trackpad con Force Touch venga estesa da Apple anche a tutti gli altri Mac rilasciando a breve un Magic Trackpad Force Touch e magari anche un Magic Mouse Force Touch.

Specifiche

Come accennato in precedenza, i MacBook Pro (inizio 2015) utilizzano i più recenti processori Intel Bradwell che migliorano ulteriormente la già stupefacente autonomia della batteria garantita dai chip Haswell che equipaggiano i modelli precedenti. Ancora un volta, Apple ha preferito non utilizzare la massima velocità di clock disponibile proprio per avere la possibilità di offrire un portatile che può essere utilizzato tutto il giorno senza bisogno di portarsi dietro il caricabatterie.

La funzione Turbo Boost rialloca le risorse non utilizzate per aumentare temporaneamente la velocità di clock, il che significa che può raggiungere velocità fino a 3.3GHz con carichi di elaborazione pesanti. La tecnologia Hyper Threading consente a ciascuno dei due core del processore di eseguire due thread simultaneamente, per un totale di quattro core virtuali.

La mancanza di spazio interno ha impedito ad Apple di aggiungere una scheda grafica discreta. La GPU in questione, la Intel Iris Graphics 6100, promette prestazioni grafiche migliori con i giochi fino al 40% rispetto alla Iris Graphics 5100 utilizzata sul precedente modello.

Il portatile è in grado di supportare una risoluzione massima di 4096 x 2160 su HDMI a 24Hz. Le due porte Thunderbolt 2, invece, consentono il collegamento a due display 4K a 60Hz, con milioni di colori.

La tastiera offre tasti ben distanziati con una discreta escursione durante la digitazione, e la retroilluminazione aiuta efficacemente a scrivere in condizioni di scarsa illuminazione. Anche se si tratta di una tastiera eccellente per digitare, il design affusolato del MacBook Air 13” consente un posizionamento migliore dei polsi per una scrittura più naturale e confortevole.

Non è una critica alla tastiera del Pro, ma piuttosto un riconoscimento che quella dell’Air – che ha anche tasti bombati leggermente più arrotondati – è ancora il portatile da battere per i puristi della digitazione che richiedono comodità prima di tutto.

Mentre gli altoparlanti vanno bene per le chat web, per l’audio dei video e per ascoltare la musica in generale, sarebbe meglio utilizzare un sistema di altoparlanti 2.1, che grazie al Bluetooth 4.1 è facilissimo da abbinare.

MacBook Pro 13 2015 BenchmarkJPG

Benchmark

La leggera maggiore velocità di clock del processore (+ 100MHz) aiuta a rendere il portatile un po’ più scattante grazie anche alla memoria flash PCIe d’ultima generazione prodotta da Samsung. Il portatile si avvia a freddo in poco meno di 10 secondi, e raramente bisogna aspettare più di un secondo o due per lanciare le applicazioni.

La potenza di elaborazione in più aiuta anche quando si modificano le immagini in programmi come GIMP o Photoshop Elements, anche se la differenza con il modello dell’anno scorso è appena percettibile, ma le cose cambiano se si effettua un confronto con il MacBook Air dell’anno scorso, per esempio, il ridimensionamento delle immagini ad alta risoluzione spesso richiedono minuti, cosa che non avviene con il MacBook Pro Retina 2015 utilizzando le stesse immagini fino a 200MB di dimensione.

Il MacBook Pro 13” provato aveva una memoria flash Samsung che grazie all’utilizzo di 4 canali PCIe invece dei 3 dell’SSD utilizzato per il precedente modello, ha permesso di far registrare velocità più che doppie in due dei tre test.

MacBook Pro 13 inizio 2015 test Finder

Test Finder: consiste in tre differenti prove, la prima comporta la duplicazione di una cartella di 6GB (1765 file), la stessa cartella è stata poi compressa (zip) e infine decompressa (unzip) in modo da valutare la velocità della memoria interna del sistema. Naturalmente, i Mac con memoria flash hanno prestazioni migliori rispetto ai Mac con hard disk tradizionali.

Per quanto riguarda la velocità di calcolo, il nuovo chip Bradwell, sebbene il modesto incremento di clock, è risultato leggermente più veloce in alcuni test rispetto al chip Hasweel in dotazione con il vecchio modello.

Test MacBook Pro 15

Test iMovie: è stato utilizzato un filmato girato in slow-motion con un iPhone 5s, è stata applicata “migliora” di iMovie, e poi esportare il progetto in formato QuickTime 720p. Test HandBrake: consiste nella codifica di quattro capitoli ripeti (copiati) da un DVD sul disco rigido, utilizzando le impostazioni predefinite H.264 di Handbrake. Test Cinebench R15: isola la CPU del Mac. Come HandBrake, può sfruttare appieno tutti i thread del processore. Test Photoshop: prevede l’esecuzione vari filtri e script con un file di 100 MB, così come l’importazione di file RAW e serve per verificare processori, e la velocità della RAM. Test iPhoto: consiste nell’importazione di 518 fotografie in formato JPEG dal disco rigido in iPhoto. 

Giochi

La scheda grafica Intel Iris Graphics 6100 è sicuramente migliore rispetto alla Intel Iris Graphics 5100, ma non è in grado di competere con una scheda dedicata come quellache equipaggia il MacBook Pro 15” Retina top di gamma. I risultati ottenuti provando vari tipi di videogame sono stati “altalenanti”, per il vecchio e glorioso Doom è stato possibile impostare un frame rate alto, mentre con titoli più recenti è stato necessario abbassare la qualità del dettaglio per assicurarsi una esperienza di gioco fluida. In ogni caso, mai è stato possibile giocare alla risoluzione massima, il che va bene per i giocatori occasionali, ma non sicuramente per quelli più esigenti.

Intel Iris Graphics 6100

Batteria

Per verificare l’autonomia della batteria, il nuovo MacBook Pro 13” Retina è stato utilizzato per navigare su Internet via Wi-Fi, controllare la posta e i social network, scrivere questo articolo e modificare le foto allegate. Dopo 11 ore e 15 minuti il portatile si è spento, cioè è durato 1 ora e 13 minuti in più rispetto al modello che sostituisce. Il merito della maggiore autonomia, come anticipato, va attribuito al processore Broadwell di Intel, progettato appositamente per ottimizzare ulteriormente il consumo energetico; ed anche al nuovo sistema operativo OS X 10.10 Yosemite che include una serie di tecnologie per aumentare l’autonomia dei portatili.

MBP 15 2015 test batteria

Considerazioni finali

Se avete il precedente modello e la vostra attività quotidiana non prevede la copia dei file, allora non avete molti motivi per disperarvi, la maggiore velocità dell’SSD, il “rivoluzionario” Trackpad Force Touch, e un’ora in più d’autonomia, non valgono di certo la differenza che dovreste mettere vendendo il vostro vecchio portatile per acquistare il nuovo.

Per tutti gli altri, il nuovo Pro 13” Retina vale ogni centesimo del prezzo richiesto.

MacBook Pro 13” Intel Core i5 dual-core a 2,9GHz (128GB)

Punteggio (da 1 a 5): 4 0
Pro: “rivoluzionario” Trackpad Force Touch; prestazioni dell’SSD più che raddoppiate; maggiore autonomia batteria; display Retina; scheda grafica migliorata.
Contro: velocità di calcolo solo leggermente più veloce rispetto al modello precedente; disponibile unicamente con scheda grafica integrata; upgrade della RAM after market particolarmente difficoltoso.
Prezzo: € 1.499, disponibile su Apple Store.
Produttore: Apple.

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Argomento: Mac, Recensione Mac

Commenti (20)

RSS commenti

  1. Tiziano ha detto:

    Per poter decidere, bisognerebbe sapere quanto è potente il MacBook 12″ Retina.

    • Big Mac ha detto:

      Con una sola porta USB-C, il MacBook 12 è destinato ad una particolare tipo di utente, certo non a chi pensa ad acquistare un MacBook Pro, secondo me, ovviamente.

  2. Jena Plissken ha detto:

    Semplicemente incredibile la velocità dell’SSD.

  3. g8production ha detto:

    Mi chiedo… ha senso aspettare ancora per il Macbook Pro, quando arriverà la porta usb-c (e sparirà la thunderbolt?).
    Uomo ragno, te che sai tutto… sarà ottobre?

  4. Gaetano ha detto:

    concordo pienamente con le considerazioni finali dell’articolo.
    Aspettavo il nuovo MacBook da 12” per prendere un portatile da affiancare all’iMac che utilizzo in studio. Ma le specifiche, la scarsità di porte e la necessità di utilizzare connettori ed adattatori mi hanno convinto ad optare per il MBP di nuova generazione. Volevo lo schermo retina (la cui bontà ho potuto già testare sul MBP di mio padre) e volevo poter utilizzare le mie chiavette usb e dischi esterni senza dover necessariamente portarmi dietro altri ammennicoli, per non parlare dei connettori che già possiedo ed utilizzano le porte thunderbolt ( per non parlare della porta HDMI già presente sul MBP per un eventuale colegamento a tv/monitor ecc…)
    Morale della favola, il nuovo MB 12” retina è bello (ma (IMHO) non balla!). Meglio il MBP retina, se c’è la necessità di qualcosa di più performante e funzionale.

    • Sinoue ha detto:

      L’ideale per me sarebbe stato un MacBook Air 13″ con display Retina e Force Touch 🙂
      Peccato però che non l’abbiano fatto 🙁

  5. Rodolfo ha detto:

    Può essere che io sia male informato, ma credo vi sia una indicazione errata.
    La RAM non è possibile sostituirla o aumentarla in un secondo momento in quanto saldata su Motherboard.
    Al momento, a quanto mi risulta, è possibile farlo unicamente sul modello 13″ non retina (late 2013) che ancora risulta in vendita sull’Apple Store.
    Tutti i retina MBP (per intenderci quelli sottili senza Superdrive) mi risulta che non sia possibile nè la sostituzione/aggiunta di ram nè la sostituzione dell’ SSD.

    Pensiero personale:
    Io al momento se dovessi aver necessità di sostituire il mio glorioso MB 13″ Unibody Late 2008 opterei o per un Mac mini o per un MBP 13″ non retina Late 2013.
    Gli unici upgradabili a prezzi umani e di mercato.
    I nuovi li lascio a chi ha voglia e possibilità di cambiare ogni 2 anni. Per il MacBook 12 ” lo definisco, scusate la franchezza, una porcheria. Un ammasso di colla non riparabile. Capisco l’estetica ma Apple sta sacrificando un po troppo (ricordate circa un anno fa come fu “bacchettato” Surface perché era anch’egli un ammasso di colla non ripararbile?).
    Anche OSx è lontano dai fasti di Snow Leopard, certo sempre meglio di Windows, ma per quanto tempo ancora?

  6. AdiMercury ha detto:

    Quello che non capisco è perché non sia stato implementato anche sul MBP 15″ Retina…

    • Lorenzo ha detto:

      perchè vedrai che il 15 verrà aggiornato oppure apple ha altri progetti. Magari verrà sostituito (speriamo). Io mi tengo stretto il mio macbook 15′ vecchio tipo. Però magari mi piacerebbe mandarlo in pensione… 🙂

    • Marco S. ha detto:

      Perché I7, quad core, Broadwell, non è ancora disponibile.

  7. giangi ha detto:

    buonasera , volevo un consiglio per acquistare un SSD esterno thunderbolt adatto al mio nuovo MBP 13″ 128gb , per time machine e archiviazione . grazie

  8. Giangi1169 ha detto:

    Grazie Mille , per adesso , sto all’estero per lavoro , ho trovato uno SSD 256GB con case USB 3 a 125 euro Samsung

  9. Paride ha detto:

    Volendo “abbandonare” un vecchio MBP 15″ mid 2009, sto valutando l’acquisto di un MBP 13″ e vorrei sapere se c’è una differenza evidente fra i5 e i7 e se ne vale la pena spendere 210€ in più per il secondo?
    Grazie.

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