Basi AirPort inviolabili: la CIA non è riuscita ad hackerarle

8 marzo 2017 ore 23:17 | di | 1 commento

Airport family

Dai recenti documenti pubblicati da Wikileaks, è emerso che Harpy Eagle è il nome del progetto della CIA per hackerare (violare) le basi AirPort di Apple. 

Dalla documentazione è chiaro l’enorme sforzo dell’agenzia di spionaggio americana per trovare una falla nel firmware del router Apple per “installare un rootkit nella memoria flash” (un pacchetto di malware) nonché un attento esame di Utility AirPort. Tuttavia, nonostante il grande lavoro effettuato, gli esperti della CIA non sono riusciti a trovare una falla pienamente funzionale o affidabile per consentire di inserirsi nella rete di un obiettivo attraverso la Base AirPort.

Il tentativo di hackerare le basi AirPort è stato ostacolato non solo dall’aggiornamneto firmware 7.7.3, ma anche dalla base del codice personalizzato sviluppato per il router, grazie al quale le basi AirPort non sono state affette dagli stessi problemi di sicurezza che hanno interessato recentemente i router degli altri produttori.

La documentazione del progetto Harpy Eagle si ferma all’anno 2015, quasi sicuramente perchè Apple in quel periodo ha rilasciato tre aggiornamenti di sicurezza che probabilmente hanno azzerato tutto il lavoro svolto fino a quel momento dalla CIA.

Stando ad un recente rumor, Apple avrebbe deciso di non produrre più le basi AirPort, che tuttavia continuano ad essere disponibili su Apple Store: AirPort Express (€109), AirPort Extreme (€219), e AirPort Time Capsule 2TB (€329).

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Argomento: Mac

Commenti (1)

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  1. giox ha detto:

    È da tempo che tengo sotto osservazione l’AirPort Express 😍, anche se l’Extreme mi stuzzica parecchio 😁. A breve prenderò un AirPort Express….questo articolo mi ha fatto tornare voglia di acquistarlo 😬💪🏼

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