Moof! Apple senza Steve Jobs è un po’ meno magica

5 ottobre 2017 ore 21:45 | di | 5 commenti

Oggi ricorre il triste anniversario della morte di Steve Jobs. Tim Cook lo ha ricordato tramite un tweet con la consueta affettuosità. 

Ho conosciuto Steve Jobs nel 1997, non personalmente ovviamente, ma quando ho acquistato il mio primo Mac, e mi sono interessato alla storia di Apple. Ricordo quando l’anno successivo presentò l’iMac G3 Bondi Blue, sembrava un computer arrivato da una civiltà extraterrestre, con quella forma ad “ovetto” e la sue plastiche colorate.

Una frase di Steve Jobs mi ha sempre colpito: “La gente non sa quello che vuole fino a che non glielo si mostra”. E devo dire che è stato così, almeno per me.

Ho acquistato il primo iPod, il primo iMac G4 “lampadone”, il primo iPhone e il primo iPad praticamente a scatola chiusa, fidandomi solo perché Steve Jobs ogni volta aveva spiegato che quello era un prodotto fantastico, e che non ne esisteva uno uguale sul mercato. 

I prodotti Apple, soprattutto acquistati al lancio inaugurale hanno qualcosa di magico. Dopo un po’ di anni addirittura aumentano di valore. Se non ci credete, provate ad acquisire su eBay il primo iPod da 5GB del 2001. I prezzi sono folli.

Tim Cook ha fatto sicuramente un buon lavoro fino adesso, del resto è un dirigente scelto dallo stesso Jobs, però gran parte della magia che accompagna un nuovo prodotto Apple veniva anche dal carismatica presentazione di Steve. Per questo senza di lui, Apple è un po’ meno magica.

Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.

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Argomento: Moof!

Commenti (5)

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  1. LucaS ha detto:

    Beh Cook è un bravo amministratore, forse perfino un ottimo amministratore, col pregio di non essere troppo appariscente e per l’apple post jobs era la cosa migliore visto che, forse, qualsiasi persona dalla forte immagine avrebbe rischiato di crollare paragonato a Jobs e al fresco ricordo.

    Ma prima o poi quel qualcuno servirà perchè ad oggi apple appare un po’ priva di idee.
    Sviluppa bene, ottimamente i propri “vecchi” prodotti, realizzandoli anche con tecnologie all’avanguardia e qualche idea particolare se non proprio innovativa.
    Ma di fatto è tutto bagaglio di Jobs, e l’eredità non può durare per sempre.

    Detto ciò mi pare che il futuro sia roseo e che sia lecito essere ottimisti sui prossimi prodotti, anche gli inediti.

    Si commetteranno sbagli, come li commetteva Jobs, ma l’importante è essere ricordati per i successi.

    • Stefano Donadio ha detto:

      L’Apple Watch non è un prodotto dell’era di Steve Jobs, ma di Tim Cook. E per quanto da molti è sottovalutato, grazie all’ Watch, Apple è il maggiore produttore di orologi.

      • LucaS ha detto:

        Si vero, seppure l’idea sia iniziata da Jobs, ma pure avendolo e apprezzandolo non riesco a considerarlo come un “nuovo prodotto”.
        Magari esagero però aspetto ancora qualcos’altro per comprendere meglio il futuro della apple post-jobs.

  2. Ilfolle ha detto:

    La follia,l’immaginazione di “sapere” quello che la gente vuole e saperla vendere è una qualità che non si impara a scuola:c’e o non c’e…in questo Jobs ne era maestro.
    La magia dei prodotti che presentava ora non la vedo….gli “ooohhhh” in platea non li sento nella stessa maniera….ecco cosa manca davvero, la follia di credere nell’impossibile,di creare oggetti apparentemente impensabili ed irrealizzabili.

  3. Elio ha detto:

    Jobs non è stato uno scienziato, tantomeno un inventore, Tuttavia ha saputo creare prodotti unici, rivoluzionari che solo il suo genio creativo poteva immaginare. È stato un grande direttore d’orchestra, esigente, perfino duro con i suoi orchestrali. Ha cambiato la vita a miliardi di persone. Il dopo Jobs è Tim Cook, l’esecutore testamentario di Jobs, colui che meglio incarna la filosofia di Jobs: innovazione, cura dei dettagli e grandi capacità manageriali. Certo due personalità diverse, ma entrambe unite dal sogno di essere i primi della classe. Cook non avrà il carisma di Jobs, ma ha dalla sua grandi capacità organizzative. Con Cook alla guida Apple non si è fermata, anzi ha manifestato dinamicità e capacità di innovare, portando le capitalizzazione dell’azienda a oltre 800 miliardi di dollari, in continua ascesa. Il segreto di Apple sta nel suo DNA: innovare e stupire. Jobs sarebbe orgoglioso del suo successore.

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