YouTube Music sfida Apple Music e Spotify

17 maggio 2018 ore 11:57 | di | 2 commenti

YouTube MusicMartedì 22 maggio il mercato dello streaming musicale  si arricchirà di una nuova offerta: YouTube Music. Ad annunciare il nuovo servizio è Google stessa con un articolo pubblicato sul suo blog ufficiale.

“YouTube è stato creato per i video, non solo per la musica. Martedì 22 maggio cambieremo la situazione introducendo YouTube Music, un nuovo servizio di streaming musicale fatto per la musica con la magia di YouTube: rendere il mondo della musica più facile da esplorare e più personalizzato che mai. I giorni dei salti avanti e indietro tra più applicazioni musicali e YouTube sono finiti. Se volete ascoltare, guardare o scoprire, è tutto qui Sul canale saranno disponibili canzoni ufficiali, album, migliaia di playlist e radio d’artista, oltre all’incredibile catalogo di remix, performance dal vivo, cover e video musicali che non si possono trovare altrove, tutti semplicemente organizzati e personalizzati”.

Inizialmente disponibile negli Stati Uniti e un’altra manciata di Stati (l’Italia non figura nell’elenco, ma da Mountain View fanno sapere che lo sarà “presto”), YouTue Music è gratuito ma con pubblicità. Naturalmente c’è anche una versione ad-free, ma costa 9,99 dollari al mese.

Gli abbonati a Google Play Music riceveranno un’iscrizione a YouTube Music Premium come parte dell’abbonamento, e si potrà ancora accedere a tutta la musica acquistata, upload e playlist, spiega Google.

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Argomento: Varie dalla Rete

Commenti (2)

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  1. Tonino ha detto:

    La moda degli abbonamenti vita natural durante. E va di moda anche il prezzo: 10€ al mese (non sia mai un prezzo inferiore ai 5€, per esempio). Se poi sommiamo l’abbonamento internet di casa, Sky, Rai, piano tariffario mensile del proprio smartphone (e magari quello di moglie e figli), andiamo a lavorare solo per pagare abbonamenti. Ormai anche le app si fanno pagare un “pizzo” mensile. Riguardo alla musica, non c’è più niente di nuovo che, musicalmente, potrebbe impressionarmi. La musica bella è stata prodotta e i giovani di oggi non hanno talento per sfornare qualche pezzo decente, motivo per cui (almeno nel mio caso che di professione faccio il musicista), sarebbe assurdo pagare abbonamenti per musiche orrende. Ho già una vasta discografia (anni ‘80, classica, jazz ecc) e quando mi interessa qualcosa di nuovo (di quei pochi musicisti ancora in grado di produrre qualcosa di dignitoso), mi compro il CD (LP o mp3), e sono anche “padrone” di ciò che compro. Poi in rete, in tv, per radio, c’è tanta musica gratis e non ne vedrei proprio la necessità di pagare abbonamenti inutili.

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