La storia di Apple 2° puntata: dall’Apple III a Lisa

| 14 luglio 2010 | 6 commenti

Steve Jobs, troppo sicuro delle proprie capacità organizzative e produttive, commise il primo errore della sua brillante carriera con l’erede dell’Appie II. Il 19 maggio 1980, uno sfavillante Jobs presentò l’Apple III nel corso del National Computer Conference tenutosi in California (U.S.A.).

Il primo insuccesso: Apple III

La configurazione hardware dell’Apple III era di tutto rispetto: processore Synertek 6502A – il doppio più veloce del chip in dotazione con l’Apple Il – “ben” 128 KB di RAM e un floppy disk interno da 143KB in formato 5,25 pollici.

Sfortunatamente, l’Apple III non era stato progettato bene ed era nato troppo in fretta, in più, Steve Jobs aveva letteralmente snobbato tutte le indicazioni ed idee dei ricercatori che partecipavano al progetto Apple III. Su espressa richiesta di Jobs, il nuovo computer nacque privo di ventola di raffreddamento ed il case (anche questo su indicazione di Jobs) risultava troppo piccolo per contenere in maniera adeguata tutta la componentistica necessaria al funzionamento. Così, l’Apple III denotò subito la tendenza a surriscaldarsi enormemente e ben presto tutti i modelli commercializzati si guastarono.

Per correre ai ripari, Apple rilasciò una nuova versione dell’Apple III equipaggiato con il doppio della RAM e con un hard disk opzionale da 5MB (vera novità nel mondo dell’informatica dell’epoca). Tutto questo, però, non servì ad attenuare il pessimo ritorno d’immagine e le vendite dello sfortunato modello non migliorarono. Le 75.000 unità diffuse alla fine del 1983 erano assolutamente insufficienti per consentire ad Apple di continuare con la produzione di questo computer. Dopo l’ultimo tentativo con l’Appie III Plus, il computer uscì definitivamente dal listino nel settembre 1985. Il primo insuccesso, però, consentì ad Apple di concentrarsi completamente e seriamente sul nuovo prodotto che aveva da poco visto la luce, il glorioso Macintosh.

La Xerox e Lisa

Prima di passare al Mac, è necessario fare un passo indietro e parlare di Lisa. Nel 1979 l’idea di Lisa era ancora in uno stato embrionale. Lo scopo del progetto era solo quello di commercializzare entro il 1981 un computer dal costo economico, intorno ai $2.000, equipaggiato con un monitor a fosfori verdi e una tastiera, ma la Dea bendata diede una grossa mano a Steve Jobs e C. mettendoli sulla strada che in pochi anni avrebbe portato alla creazione di Macintosh.

La Xerox aveva un suo centro di ricerche situato in California nella Silicon Valley, più precisamente a Palo Alto. Nato agli inizi degli anni ‘70, il Palo Alto Resarch Center (PARC) sviluppò uno dei prodotti indubbiamente più interessanti mai creati: lo Xerox Alto (foto). Il punto di forza di questa macchina, che la rendeva anche unica, era la sua interfaccia grafica chiamata Smalltalk, costituita da elementi che da lì a poco sarebbero divenuti familiari a tutti gli utenti Mac, come le icone e le finestre. Oltre a questo, Xerox Alto utilizzava come strumento di puntamento una periferica a tre pulsanti: il mouse. Le innovazioni introdotte da Xerox con questo computer giunsero in breve tempo alle orecchie di Jobs, che intuì immediatamente le potenzialità del prodotto. Per convincere Xerox a mostrare a lui e a tutti i suoi più stretti collaboratori l’incredibile Alto; Jobs permise alla Xerox di acquistare un milione di Dollari di azioni Apple (la Società di Jobs stava andando particolarmente bene, quindi era normale che una Azienda del calibro della Xerox desiderasse investire i propri soldi nel lavoro di Jobs & C.).

Grazie a questo acquisto, Xerox aprì le porte dei laboratori del PARC a Steve Jobs.

Gli ingegneri di Cupertino si impossessarono immediatamente delle novità e degli elementi di particolare interesse proposti dall’interfaccia grafica di Alto, cercando di interpretarli in modo creativo e integrando Smalltalk con ulteriori elementi innovativi, come ad esempio la barra dei menu, il mouse con un unico pulsante e il mitico Cestino. Dopo la visita al PARC di Xerox, il progetto Lisa proseguì in maniera abbastanza travagliata e con non poche tensioni interne alla Apple. Da una parte, c’era Jobs che tentava un suo riscatto personale dopo l’insuccesso dell’Apple III e desiderava così mettersi a capo dello sviluppo di Lisa, dall’altro, i vertici di Apple, consapevoli della ridotta capacità ed esperienza tecnica di Jobs cercarono in tutti i modi di tenerlo lontano dal progetto Lisa e lo relegarono al ruolo di portavoce della Società.

Jobs cercò in tutti i modi di boicottare il progetto Lisa, dopo esserne stato allontanato. Lisa fece il suo debutto ufficiale il 19 gennaio 1983 durante la conferenza annuale dei soci Apple. Il nuovo computer aveva in dotazione un processore Motorola 68000 (che equipaggerà anche i primissimi modelli di Macintosh) con una velocità di clock pari a 5MHz. Completava la dotazione hardware di Lisa 1MB di RAM, due drive da 5.25″ e un hard disk da 5MB.

Il grande difetto del neonato computer era però il prezzo: poco meno di 10.000 Dollari. In realtà, Apple con Lisa era entrata in un settore che poco conosceva, quello dei computer di fascia superiore a quella professionale, dedicati quasi esclusivamente alle grandi aziende. Oltre a questo, l’idea di includere in Lisa quasi tutti i software necessari per poter lavorare quotidianamente (un foglio di calcolo, un word processor, uno strumento per disegnare) non invogliava le terze parti a realizzare nuove applicazioni. Infine, Lisa era estremamente lento e alcuni componenti hardware, come ad esempio i floppy drive, voluti dallo stesso Jobs, erano risultati inaffidabili rompendosi in poco tempo. Dulcis in fundo, poco dopo il debutto di Lisa, Apple presentò un nuovo prodotto noto anche come la “piccola Lisa”; ovverosia l’innovativo Macintosh.

Giovedì 15 luglio la terza puntata: Dal primo Mac all’arrivo di Windows.

Già pubblicati: La Storia di Apple 1° puntata: dalle origini all’Apple II

 

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Argomento: Notizie Apple

Commenti (6)

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  1. iBender ha detto:

    Ed io che credevo che Jobs fosse infallibile 🙂

  2. Kernel Panic ha detto:

    Interessante la storia dei laboratori del PARC.

  3. urlo ha detto:

    Non si vedono le foto…

  4. phabio76 ha detto:

    Ciao, bravo! Ben Scritto.
    Solo un appunto: quello in foto è lo Xerox Star.
    Dovremmo collaborare e tirare fuori un ebook, ti scrivo in privato.

  5. Stefano Donadio ha detto:

    @ phabio76: ooops… foto corretta, grazie 😉

  6. Silvano Dotti ha detto:

    Perché non parli mai nè del bellissimo Apple//c (tra l’altro portatile a parte il monitor) che dall’Apple/// ereditò il SOS/Prodos nè dell’Apple//Gs (4096 colori, 1250KB di RAM, dischi da 720KB e possibilità di aggiunta di HD esterno via SCSI) ?
    So bene che era già nato il Mac, ma non aveva un linguaggio di programmazione incluso ed aveva un piccolo schermo in B/N…

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