Recensione: Apple Newton MessagePad 110

| 25 dicembre 2013 | 5 commenti

Il primo assistente digitale o Personal Digital Assistant (PDA) è stato il Newton, rilasciato nel 1993 da Apple. Il progetto fu fortemente voluto dal CEO di allora, John Sculley, diventato famoso più che altro per aver concesso a Bill Gates di copiare Mac OS e per aver cacciato Steve Jobs dall’azienda.

L’idea era sicuramente rivoluzionaria, degna di Apple, infatti, se oggi è normale avere un lettore MP3, smartphone o tablet, all’inizio degli anni novanta nessuno aveva un dispositivo portatile che potesse assomigliare ad un PDA, c’erano solo il Game Boy di Nintendo, il Watchman di Sony e l’HP 95LX.

Il 29 maggio 1992, Sculley mostrò il Newton al CES di Chicago, annunciando che sarebbe stato disponibile sul mercato all’inizio del 1993 a meno di $1.000. Durante la presentazione ci fu anche un clamoroso “intoppo” stile Windows: Il Newton utilizzato aveva le batterie scariche e non si accese. Gli organizzatori furono costretti a prendere una seconda unità, e Steve Capps, uno dei creatori di Newton, mostrò alla platea sbalordita come era possibile usare il dispositivo perfino per ordinare una pizza spostando una serie di icone e inviando il tutto via fax.

Recensione Apple Newton MessagePad 110

L’hype che si scatenò subito dopo la presentazione di Sculley del Newton fu immenso, paragonabile al famoso Macworld del gennaio 2007 durante il quale Steve Jobs mostrò per la prima volta l’iPhone.

Nei primi tre mesi di commercializzazione, i MessagePad venduti furono 50.000 e gli esperti di settore stimarono che in un anno Apple avrebbe piazzato 1 milione di unità. In realtà, il Newton fu un colossale flop che costò il posto a Sculley, e quando Steve Jobs tornò alla guida di Apple nel 1997 dopo 10 anni d’esilio, la prima cosa che fece fu proprio interrompere lo sviluppo del Newton.

Newton MessagePad

Il mio primo computer è stato un Performa PowerPC (1997) che ho ancora, così come tutti gli altri Mac, iPad, iPhone e iPad che ho comprato negli anni. Il Newton non ha mai destato il mio interesse fino a quando ho scoperto che è stato il primo incarico di Jonny Ive, a soli 25 anni gli fu affidato l’onere di rilanciare dal punto di vista estetico il Newton con il MessagePage 110, commercializzato nel marzo del 1994. Ive aggiunse un coperchio a scatto che si apriva toccando un pulsante, e integrò il “pennino” nel dispositivo che si infilava orizzontalmente nella parte superiore. Per queste novità, Ive si ispirò al blocco note di carta che si apre verso l’alto, e al fatto che abitualmente la penna molti la inserivano nella rilegatura a spirale dei fogli del taccuino, lo scopo era di rendere il Newton più familiare all’utente finale. Inoltre, per alcune settimane Jonny si fermò in un albergo di Taiwan che si trovava nei pressi dello stabilimento dove veniva assemblato il MessagePade 110, nome in conduce Lindy, così da potere controllare ogni particolare della fase di produzione e assemblaggio.

Dopo una breve ricerca su eBay ho trovato un MessagePage 110 in perfette condizioni estetiche completo di scatola originale, istruzioni, videocassetta illustrativa e perfino di adesivi.

Recensione Newton MessagePad 110

Una cosa che ho sempre letto o sentito dire per spiegare l’insuccesso del Newton è che arrivò troppo presto, nel senso che l’utente di allora non era pronto per questo genere di tecnologia. Qualcuno ritiene anche che la decisione di Jobs di abbandonare il progetto Newton fu dettata più che altro dal desiderio di rivalsa nei confronti di Sculley che osò cacciarlo da Apple.

Nulla di tutto questo, in realtà, il Newton arrivò troppo presto perché nel 1993, e negli anni a seguire non c’era ancora la tecnologia per produrre un PDA degno di fregiarsi del logo Apple.

Sono bastate poche ore di utilizzo per capire il motivo dell’insuccesso del Newton: fondamentalmente, è un prodotto difettoso il cui unico pregio, almeno per quanto riguarda il MessagePad 110, è il design (si vede la mano di Ive, e non è un caso che sia esposto al Museo d’Arte Moderna di San Francisco).

Apple Newton Message Pad 110

La tecnologia del Newton per il riconoscimento della scrittura in stampatello o corsivo – un sistema in grado di trasformare un appunto scritto con il pennino in un testo come se fosse stato battuto con una testiera del computer – è geniale, perfino migliore del famoso Graffiti utilizzato da Palm qualche anno più tardi o di quello in dotazione con i Galaxy Note di Samsung, ma è praticamente impossibile scrivere una parola senza errori. Nonostante una settimana di intense prove, alla fine, la sensazione (leggere frustrazione) è quella che non sia possibile padroneggiare il sistema di scrittura, e proprio come è accaduto per i vari Palm che ho utilizzato, per scrivere un documento è preferibile utilizzare la tastiera software premendo i tasti con il pennino, mentre per gli appunti veloci è più pratico scrivere a mano libera, sempre con il pennino.

Il sistema di riconoscimento della scrittura del Newton è coadiuvato da quello che si può considerare l’antesignano della funzione suggerimenti del dizionario dell’iPhone. In pratica, il Newton è in grado di riconoscere e suggerire una parola inclusa nel suo dizionario quando si inizia a scriverla, limitatamente all’inglese, francese e tedesco. In più, c’è anche un assistente digitale vocale, una sorta di Siri, per impartire alcuni comandi, ma anche in questo caso non localizzato nella nostra lingua.

Un altro grande difetto del MessagePad 110 (e dei modelli precedenti) è il display di scarsa qualità (320 x 240). All’epoca ne esistevano di migliori, ma era impensabile utilizzarli per un dispositivo come il Newton per via dell’elevato costo. In più, c’è un fastidiosissimo effetto riflesso che trasforma il Newton in uno specchio che costringe a continui spostamenti della testa per poter vedere ciò che si sta scrivendo. C’è un impostazione per regolare il contrasto, ma serve a poco. Con una luce ottimale, e una buona regolazione del contrasto, lo schermo del MessagePad è leggibile, ma nulla di entusiasmante. In qualsiasi altra condizione, è praticamente inutilizzabile.

MessagePad-110-Apple

Inoltre il Newton è grande come una vecchia videocassetta VHS. Si può infilare in una tasca del cappotto o dei pantaloni, ma rientra tra quei dispositivi denigrati da Steve Jobs: “Non è abbastanza tascabile, e non è in grado di sostituire un PC”, proprio come il Kindle Fire di Amazon e il Samsung Galaxy Tab 7.7.

Il MessagePad 110 funziona con quattro batterie AAA, ha anche una pila di backup per non perdere i dati quando si sostituiscono quelle scariche. Il sistema operativo è il Newton OS 1.3, e per impostare l’anno è stato necessario scorrere in avanti il calendario un mese alla volta. Le altre applicazioni in dotazione solo l’equivalente dei moderni Calendario, Note, Contatti, Mai dell’iPhone, più una funzione per l’invio di fax. Non c’è una schermata generale con tutte le applicazioni.

Per collegare il Newton ad un computer servirebbe un adattatore per un connettore seriale DB9.

Considerazioni finali

Il Newton è la dimostrazione che Sculley era un visionario, ma a differenza di Jobs non si rese conto che la sua idea era irrealizzabile per quel tempo perché mancava la tecnologia adeguata. Il sistema di riconoscimento della scrittura era troppo impreciso per poter tornare utile, e sicuramente Sculley non era un perfezionista come Jobs, che non avrebbe mai approvato un dispositivo con così tanti difetti, probabilmente lo avrebbe lanciato dalla finestra e licenziato in tronco il progettista.

Se siete dei collezionisti, l’unico modello che vale la pena acquistare su eBay è il MessagePad 110, ma solo perché è il primo progetto di Jonny Ive, da molti considerato il vero e unico visionario che attualmente lavora alla Apple.

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Argomento: iOS

Commenti (5)

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  1. Alessandro ha detto:

    Ovviamente la domanda nasce spontanea: su che range di prezzo si trova un device in buone condizioni?

    • Stefano Donadio ha detto:

      Io l’ho pagato €145, ma era pari al nuovo. Su eBay lo puoi trovare a partire da €50.

      • Paolo ha detto:

        Mi hai molto incuriosito, penso seguiró le tue considerazioni e ne compreró anche io uno…
        Ma ti volevo chiedere una cosa:
        “ma la foto del Newton che riflette l’iPhone che lo fotografa é opera tua?”
        Trovo che sia eccezionale…

      • Paolo ha detto:

        (riscrivo il commento perché la prima volta sembra non sia andata a buon fine, sperando che poi in seguito non vengano pubblicati emtrambi…)
        In primis vorrei chiederti se la foto del Newton con il riflesso dell’iPhone é tua. La trovo eccezionale…
        Poi, poiché ho iniziato la mia ricerca su ebay, volevo chiederti che differenza c’é tra il modello 110 e il modello 130.
        E in ultimo, un tuo parere su tale “Newton Emate 300 Laptop”, modello a me sconosciuto in cui sono appena incappato in una ricerca su ebay… Ha il design stile iBook Clamshell, é curiosissimo…

        • Stefano Donadio ha detto:

          Il MessagePad 130 ha come sistema operativo il Newton OS 2 ed è più potente, e tra le opzioni si poteva scegliere il display retroilluminato.

          L’Emate è il Newton con la tastiera fisica ed era destinato al settore scolastico, ha riscosso un buon successo, ma è stato commercializzato per pochi mesi (novembre 1997-febbario 1998).

          Tutte le foto allegate all’articolo le ho scattate personalmente, quella con l’iPhone serviva per mostare il problema del riflesso del display.

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