Moof! Non ho fatto bene, ma ho fatto benissimo…

| 2 luglio 2016 | 19 commenti

Google spy

L’altro giorno, un caro amico mi ha telefonato ed ha esordito esclamando “Stefano, è preoccupante…”

In breve: dopo aver ricevuto via e-mail il biglietto aereo in PDF per il viaggio della figlia, il giorno della partenza, quando ha lanciato Google Now sul suo Samsung Galaxy S7, gli è apparsa la schermata che gli ricordava l’orario del volo, le condizioni meteo della località di destinazione e altre informazioni (si, lo so, non dovrei avere amici che utilizzano Android).

Indagando, abbiamo scoperto che l’email con il biglietto in PDF dell’aereo era stata inviata da un account di posta Gmail, e anche il mio amico usa Gmail. Quindi, c’è stato uno scambio di informazioni tra il servizio di posta di Big G e l’assistente digitale Google Now. Infatti, grazie alle contestatissime condizioni d’utilizzo varate nel 2012, ogni utente autorizza i vari servizi di Google a scambiarsi le informazioni che raccolgono su di lui.  In pratica, il profilo utente ricavato “analizzando” la posta di Gmail (Se inviate una e-mail a Gmail, rinunciate alla privacy), i metadati delle foto caricate su Google Foto, le ricerche effettuate con Google e così via, confluiscono in un’unico dettagliatissimo profilo utente.

Non ho fatto bene, ma ho fatto benissimo ad abbandonare Gmail per @mac.com, ad impostare  il motore di ricerca rispettoso della privacy DuckDuckGo sui miei Mac e dispositivi iOS, ad utilizzare Apple Mappe invece di Google Maps e così via per tutti i servizi di Big G, ovvero il Grande fratello dei giorni nostri.

Molti sostengono che non ci sia nulla di male a fornire tutte queste informazioni a Google, “Non ho nulla da nascondere!” esclamano orgogliosi alcuni. Il problema, però è un altro: non è chiaro a quali aziende questi profili utenti vengono venduti, e nella migliore delle ipotesi sono sfruttati per far apparire pubblicità mirate quando si naviga su internet, ma, attenzione, questi banner pubblicitari non è detto che siano relativi ai prodotti che garantiscono il miglior rapporto qualità/prezzo. Ad esempio, prima di abbandonare i vari servizi di Google, navigando su Internet continuamente visualizzavo i banner pubblicitari di un’azienda italiana che vende RAM per Mac, che però ha prezzi quasi doppi a quelli di un famoso produttore americano di RAM. E la pubblicità, si sa, influenza le scelte dei consumatori.

Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.

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Argomento: Moof!

Commenti (19)

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  1. giacomo ha detto:

    Bravo! un paio di anni fa ricordo che avevi scritto un articolo su come fare il backup degli account gmail…e quindi poter dire addio a Google e ai sui “servizi” salvando però le proprie email. Potresti gentilmente linkarlo?

  2. claudioinviaggio ha detto:

    Beh stefano qui siamo tutti tifosi apple ma non mi avventurerei nel campo della privacy , nel quale credo tutti gli operatori della silicon valley e non solo fanno a gara per acquisire i profili dei propri clienti. Apple si miove come google, come amazon, come ebay’ come you tube, come flickr come il tuo operatore telefonico eccc. Ecc. Cosi’ va il mondo e dorse ci piace pure….

  3. Carlo Di Turi ha detto:

    Peccato che DuckDuckGo sia indietro anni luce a google…

  4. Antonello ha detto:

    No ma piomba anche la pareti di casa così non possono ascoltarti dallo spazio

  5. Carlo53 ha detto:

    Grazie ai tuoi consigli da oggi mi sento un’altro. Ho eliminato GMAIL finalmente, anche se non lo usavo più da tempo, ogni tanto andavo a vedere se c’era qualcosa di nuovo, Le uniche novità erano migliaia di messaggi di spam da ogni parte del mondo e d’ogni genere. Da oggi basta Gmail, per google come motore di ricerca si vedrà!

  6. Roberto ha detto:

    La frase “Non ho nulla da nascondere, non mi importa se mi spiano” è la cosa più triste e pericolosa che una persona possa dire a se stesso e agli altri. le persone spesso non capiscano quanto siamo importanti noi, nella rappresentazione dei nostri dati. I dati sono miei, a prescindere, e non li voglio dare a nessuno senza il mio consenso; chi sono, i miei gusti, i miei pensieri, i miei amici sono la rappresentazione digitale di me stesso, ed in quanto tali appartengono solo ed esclusivamente a me. Il valore della privacy è la barriera che uno pone tra se stesso e le forze esterne che vogliono manipolare la vita altrui. Chi non ammette il diritto alla privacy, sta affermando di essere uno schiavo.

    • Il diritto alla privacy è sacrosanto come del resto lo è anche usare Google (basta essere consapevoli di quello che comporta).
      Se poi la conseguenza è che ti arrivano inserzioni mirate ma non particolarmente convenienti, non so se si possa definire schiavitù.
      Inomma, scusami se mi permetto, ma mi sembri un po’ esagerato…

  7. enriot ha detto:

    Grazie ai tuoi suggerimenti, da tempo ho eliminato Flash. Utilizzo sopratutto Safari. Quando devo vedere un filmato che mi richiede vado in sviluppo. Purtroppo però, quando sulle pagine del Corriere si presenta un filmato, lo sviluppo non è più sufficiente, devo quindi utilizzare Crome.
    Esiste un sostituto di Crome? Grazie

  8. Gidio ha detto:

    Rivoglio il telefono con la ruota, Postal Market, penna, carta e calamaio, Big Jim due volti, il Penny, la Polaroid, le cassette dei Pooh e rispolvero il tecnigrafo che ho in garage, ma poi nessuno sa che esisto.

  9. kp ha detto:

    Beh dunque tu non usi più i servizi di Google perché la pubblicità che visualizzavi non era quella a te gradita. E, secondo te, non era la pubblicità del prodotto con il miglior rapporto qualità/prezzo. Perché la pubblicità dovrebbe sempre pubblicizzare il miglior rapporto q/p? La pubblicità viene visualizzata a seconda delle fee che inserzionista paga a chi somministra la pubblicità agli utenti. Punto. Se non ti va la pubblicità, usa un adblocker.

    • Stefano Donadio ha detto:

      Non è scritto questo nell’articolo. Non utilizzo i servizi di Google perché non ho nessuna intenzione di fornire indicazioni sulle mie preferenze. Se mi desse fastidio la pubblicità userei anche adesso Adbocker.

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