Accadde oggi: John Sculley, colui che osò cacciare Steve Jobs, lascia Apple

18 giugno 2018 ore 23:45 | di | 3 commenti

18 giugno 1993 John Sculley si dimette dalla carica di CEO dopo aver guidato per 10 anni Apple.

Sculley fu costretto a lasciare il suo incarico dal Consiglio d’Amministrazione dopo il crollo delle azioni AAPL, che passano da un massimo di $4,33 per azione del 1992 a $0,73 l’anno successivo. Il ruolo di CEO fu assunto da Michael Spindler, e dopo essere stato per poco tempo Presidente di Apple, Sculley abbandonerà qualsiasi incarico all’interno di Cupertino.

La figura di Sculley è alquanto controversa, infatti oltre ad essere ricordato per aver autorizzato Bill Gates a copiare il sistema operativo per Mac, fu colui che osò cacciare Steve Jobs da Apple.

Ironia della sorte, fu proprio Jobs nel maggio del 1983 a convincere Sculley ad abbandonare la scarica di CEO della Pepsi Cola con la leggendaria frase “Vuoi passare il resto della tua vita a vendere acqua zuccherata o vuoi la possibilità di cambiare il mondo?” 

Mentre Jobs e Sculley inizialmente lavorarono fianco a fianco, le tensioni tra i due rapidamente emersero. Il risultato fu che Jobs tentò con la cosiddetta “trappola cinese” di estromettere Sculley, che però ricevette una soffiata sul piano, e in un drammico consiglio d’amministrazione esautorò di ogni potere operativo Jobs, costringendolo di fatto a lasciare la società che aveva fondato.

Sculley fu particolarmente fortunato. Infatti il settore dei personal computer era in rapida crescita, e Apple era riuscita a conquistare una parte importante di questo nuovo mercato. Nel corso del decennio in cui fu alla guida di Apple, Sculley riuscì ad aumentare le vendite da $800 milioni a $8 miliardi, ed ha supervisionato il lancio di alcuni prodotti di particolare successo, come ad esempio la serie di portatili PowerBook 100.

Sculley NewtonTuttavia, Sculley venne meno quando una serie di circostanze furono avverse ad Apple. La prima fu il lancio nel 1993 dell’innovativo Newton. L’idea di Sculley di un Personal Digital Assistant (PDA) era sicuramente geniale, ma i primi Newton avevano una serie di difetti, su tutti l’inaffidabilità del software del riconoscimento della scrittura, cosa che segnò per sempre il Newton impedendogli di diventare un colosso delle vendite. In più, Sculley si fossilizzò sull’idea del Newton trascurando quello che stava accadendo nel settore dei computer, dove la concorrenza era diventata sempre più agguerrita.

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Argomento: Accadde oggi

Commenti (3)

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  1. Ferdinando ha detto:

    Solo per aver concesso a Bill Gates di copiare il SO dei Mac ed aver licenziato l’uomo che avrebbe fatto fare alla Apple i miliardi (oltre a riuscire a vendere di tutto :D) lo si può definire uno che non sapeva fare tanto bene il suo lavoro di AD…
    Comunque ci racconti meglio la storia di Bill Gates?

    • Stefano Donadio ha detto:

      Il 17 marzo del 1988 Apple citò in Tribunale Microsoft (e Hewlett-Packard) perchè l’interfaccia grafica di Windows era una copia della GUI introdotta con il Lisa e poi con il Macintosh 128K.

      Apple chiedeva un risarcimento danni di $5,5 miliardi, ma incredibilmente gli avvocati non considerarono un accordo precedente tra Apple e Microsoft. Nel 1985 c’era stato un primo contrasto legale dopo l’uscita di Windows 1.0, ma quando Gates minacciò di interrompere lo sviluppo di software per Macintosh, John Sculley decise di concedere a Bill Gates il diritto di usare alcuni elementi dell’interfaccia utente del Mac.

      Su questo elemento si basò la difesa dei legali di Microsoft con il risultato che nel settembre del 1994 il Tribunale si pronunciò in favore di Bill Gates & C. (e la faccenda fu definitivamente archiviata nel 1997).

      • dave70 ha detto:

        Questa me l’ero proprio dimenticata… cavoli è vero…
        Comunque io ho avuto e ancora possiedo il Newton 130 e il Newton 2100.
        Quest’ultimo era un vero gioiello e l’ho usato tanto come assistente facendo alcune delle cose che faccio adesso con iPad e iPhone.

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