La brutta e intricata storia dei server Apple infettati

| 4 ottobre 2018 | 4 commenti

Internet

La notizia del momento è che Apple e altre 30 aziende americane sarebbero state vittime di un’azione di spionaggio su vasta scala da parte del Governo cinese.

Durante la produzione dei server Supermicro in stabilimenti dislocati in Cina, funzionari di Pechino avrebbero fatto installare un microprocessore direttamente nella scheda madre allo scopo di intercettare importati informazioni e segreti industriali delle aziende americane.

Con una tempestività inconsueta, Apple si è affrettata a smentire la notizia, rammaricandosi che i giornalisti autori degli articoli hanno confuso un episodio del 2015, quando Cupertino scoprì effettivamente un micro chip spia in un server del suo laboratorio. L’episodio è stato etichettato come “isolato”, e in nessun modo riconducibile ad una strategia contro Apple. Inoltre, nel 2016 ogni collaborazione tra Apple e Supermicro è stata interrotta

Bloomberg, il primo a pubblicare la notizia, ha ribattuto subito alle affermazioni di Apple, sostenendo che le fonti sarebbero numerose e tutte di primissimo livello, e perfino proveniente dal quartier generale di Cupertino.

Un dato è certo, da tempo il Governo U.S.A. ha lanciato l’allarme che la Cina spia e ruba le tecnologie americane, e anche l’FBI in una occasione arrivò a sconsigliare di utilizzare i dispositivi Huawei.

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Commenti (4)

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  1. Ferdinando ha detto:

    C’è forse da sorprendersi? Si sa benissimo che la Cina fa di tutto per spiare i soggetti interessanti.

  2. Andrea ha detto:

    Qui un interessante articolo sull’argomento (in inglese): click qui

  3. Stefano T. ha detto:

    Più che spiare, sarà un controllo capillare dei propri possedimenti…

  4. MelaVerde ha detto:

    Per scopiazzare meglio bambina mia disse il lupo cattivo

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