Spotify ribatte in stile suocera alla risposta di Apple

| 17 marzo 2019 | 11 commenti

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Mercoledì Spotify ha annunciato di avere denunciato Apple all’antitrust europeo. Quarantotto ore dopo, Cupertino ha risposto spiegando in una appassionata lettera che Spotify vuole tutti i benefici di una app gratis senza offrire un servizio gratuito, accusa che probabilmente ha colpito nel segno perchè il colosso svedese dello streaming musicale ha deciso di ribattere in maniera piccata con questa dichiarazione rilasciata a Variety:

“Tutti i monopolisti lasciano intendere di non fare nulla di sbagliato e sostengono di avere a cuore l’interesse di concorrenti e consumatori. La risposta di Apple alle nostre accuse prima dell’esposto alla Commissione Europea, non è quindi sorprendente ed è del tutto in linea con le nostre aspettative. Il comportamento di Apple danneggia la concorrenze e i consumatori, in chiara violazione della legge. Ciò risulta evidente nella convinzione di Apple che gli utenti Spotify su iOS siano clienti di Apple e non clienti di Spotify, evidenziando che il nocciolo del problema è Apple. Rispettiamo l’iter che la Commissione europea è ora tenuta a dare il via ed esaminare la questione.”

In realtà, quest’ultima dichiarazione di Spotify non serve a chiarire la questione, sembra più una risposta in stile suocera “ho ragione io”. Non rimane che attendere le decisone della Commissione europea.

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Argomento: iOS

Commenti (11)

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  1. Mela ha detto:

    In realtà sono le aziende e sviluppatori ad essere clienti di Apple (e spesso sopratutto per i più piccoli, dei dipendenti di Apple a tutti gli effetti, con obblighi, regole, guadagni e visibilità), quindi ogni azienda che passa attraverso Apple per qualche motivo accetta e guadagna dal fatto di passare attraverso Apple.

    Spotify vuole aprire il suo “banchetto in un centro commerciale” senza pagare, molto comodo. Il monopolio è proprio pretendere che un’azienda come Apple non guadagni quando un suo servizio viene sfruttato da altri per avere visibilità ed un bacino di potenziali utenti, il monopolio è pretendere di essere privilegiati rispetto agli altri, il monopolio è pretendere che altri non possano aprire un servizio simile (ma totalmente diverso) minacciando di denuncia e di concorrenza sleale.
    Apple nei suoi mac fornisce già tutti i programmi di base compresi nel prezzo, Microsoft no, è quindi concorrenza sleale da parte di Apple? la risposta è NO! Apple con i suoi prodotti può fare quello che vuole così come Microsoft, sono scelte e anzi a dirla tutta microsoft windows è preinstallato a forza nei computer quindi una persona è obbligata a comprare office se vuole qualcosa di first party, però microsoft è salva perché esistono pacchetti office alternativi gratuiti e non si crea il monopolio imposto. Apple ha il suo software first party, ha i suoi servizi first party, ha il suo hardware first party, e Apple gestisce tutto questo. Altro esempio, Google fornisce un servizio di could praticamente infinito gratuito per le foto, non è forse concorrenza sleale rispetto agli altri piani cloud? NO! non lo è, sono semplici scelte di offrire un servizio, però a dirla tutta Google si fa forte dei suoi server e quindi in realtà è una sorta di monopolio di potere “io ho il controllo dei server quindi posso avere ciò che altri non possono avere”, ma in realtà non lo è, è così e basta Google ha lavorato e si basa sulla proprietà dei server.

    Come potete notare se si va ad interpretare ogni virgola tutto diventa un monopolio e una dimostrazione di potere a discapito degli altri. Addirittura seppur nel piccolo, in un modo molto più incisivo e forte rispetto ad un banale e semplice situazione di Apple, altre aziende fanno davvero il bello e cattivo tempo nel mercato come se fossero un monopolio di cartello. La situazione Apple-spotify è praticamente una situazione alla “il negozio è mio, la vetrina è mia, se vuoi esporre le tue creazioni devi darmi una percentuale sulle vendite ed eventualmente pure un affitto” è così, è giusto così, è sempre stato così per tutto (faccio esempi fisici di vetrine di negozio, di banchetti dentro i centri commerciali per far capire che non è qualcosa di anormale e relegato ai nuovi “negozi virtuali”).

    ps. altro esempio, vendo spesso su Ebay, pago delle commissioni, ebay mi permette di avere visibilità ed un servizio per gestire pagamenti, spedizioni, e l’annuncio stesso. Dovrei denunciarli perché Subito mi permette di fare tutto gratis, ma io voglio usare Ebay e quindi LORO devono adattarsi a me e alle mie richieste?

    • Mela ha detto:

      e scusatemi ma “repetita iuvant” , sopratutto visto che c’è chi è più duro di comprendonio.

    • cbdj79 ha detto:

      “repetita iuvant” ma se dici cose non corrette:

      1.Spotify non ha chiesto nello specifico di non pagare, l’ha fatto per anni in silenzio ma ora il problema è che da alcuni anni Apple ha messo in piedi Apple Music entrando in concorrenza diretta, quindi il problema è che il padrone dello Store è lo stesso padrone dell’App in concorrenza, se vuoi un esempio nel mondo fisico è il padrone del centro commerciale che ti fa pagare profumatamente l’affitto del tuo negozio, giustamente anche per la visibilità che ti porta, ma poi quando vede che il tuo negozio “tira” ti mette su a fianco un suo negozio che vende le stesse cose con il vantaggio ovvio di non pagarsi l’affitto.
      Non c’è conflitto in questo?

      2.”eh ma anche gli altri fanno così” non significa che sia corretto, forse stanno sbagliando anche loro ma ancora nessuno ha avuto la forza o la possibilità di denunciali. Però abbiamo esempi di aziende multate:
      -Google è stato multato di oltre 4miliardi dall’Antitrust Europeo per abuso di posizione dominante in ambito Android anche se per altri motivi.
      – Microsoft è stato multato un paio di volte dallo stesso organismo per abuso di posizione dominante.

      3.eBay che citi a esempio ti offre una vetrina a pagamento ma non si mette a vendere direttamente facendo concorrenza.

      A questo punto l’unica sarà aspettare di vedere le decisione della commissione dell’Antitrust.

      • Mela ha detto:

        1) Apple è libera di fare concorrenza, mettere il servizio anche a 0,99€ al mese. No non c’è conflitto perché non potrebbe appunto “pagarsi l’affitto” da sola, è una condizione di privilegio automatica, io a casa mia posso prendere un vaso e lanciarlo al muro, se lo fai tu a casa ti chiedo i soldi indietro. Ti stai focalizzando troppo sul fatto che sia un servizio simile senza considerare che a prescindere dal servizio e che quindi che sia Spotify o TizioZ service devono pagare per stare nel “centro commerciale” di Apple. Se dici come dici stai implicando che allora Apple non può fare nessun servizio nemmeno gratuito solo perché nello store c’è sicuramente un’app che paga per stare nello store che fa qualcosa di simile, questo significa bloccare la concorrenza.
        Avresti avuto ragione se il “campo di gioco” fosse stato neutrale, ma qui si parla di tutto sotto la proprietà di Apple non di un “parco pubblico”.

        2) infatti ho detto che gli altri fanno ben altro di differente e di peggiore, che non c’entra nulla con Apple che semplicemente “affitta” ciò che possiede, gli altri mettono mano in altri marchi e in altri ambiti.
        Saranno state anche multate ma non è cambiato nulla, le google apps sono preinstallate su tutti i marchi, windows è preinstallato su tutti i marchi, questi sono monopoli. Immagina un mondo pari a quello di oggi ma senza Apple, che scelte ci sarebbero nel mercato mobile e quello dei computer, forza su, Google e Microsoft cercano in tutti i modi di obbligare gli utenti ad avere un solo sistema operativo e tu sei qui a lamentarti di Apple che fa quello che fanno tutti i proprietari di servizi/attività ?

        3) ebay vende direttamente, c’è lo shop ebay, ma allora facciamo chiudere anche tutta amazon solo perché il negozietto ammuffito ha paura e si sente minacciato? Anzi Amazon davvero ha un monopolio per genere, tanto da obbligare ai siti a vendere nel proprio sito. Per spotify è diverso, a loro fa molto comodo stare su iOS, hanno notato anche che gli utenti iOS sono più propensi a spendere soldi per i servizi e per le app, semplicemente vogliono un privilegio che creerebbe concorrenza sleale nei confronti degli altri nello stesso store e vorrebbero il privilegio del fisrt party pur non essendolo.

        In definitiva cosa dovrebbe fare Apple? Chiudere Apple music? Dare i suoi spazi gratis al re Spotify? Tim cook prende i soldi con la mano destra e paga la mano sinistra? (c’è chi lo ha fatto nella storia del mondo, è illegale) Una fetta di c**o? Non scherziamo forza, il tuo ragionamento non sta da nessuna parte perché non ha un senso.

        • cbdj79 ha detto:

          Posso aver ragione o forse no, staremo appunto a vedere cosa verrà deciso da chi ha la competenza per farlo, dire però che il mio ragionamento non ha proprio senso significa non volere vedere la situazione con un occhio critico.

          Ebbene si, documentati se non conosci l’argomento, le aziende non possono fare quello che vogliono neanche a casa loro come dici tu, ne’ il centro commerciale, ne’ Apple, ne’ i competitor, ci sono delle norme che regolano la concorrenza, che poi con le grandi aziende sia una battaglia persa perchè pagano briciole per loro e poi continuano a fare ciò che vogliono è un’altra cosa.

          Non credo proprio che facciano chiudere Apple Music ma c’è la possibilità di una maxi multa e non solo, con tutto ciò che poi potrebbe conseguire.

          Qui si parla del caso specifico Apple vs Spotify, al punto 2 dici “Immagina un mondo pari a quello di oggi ma senza Apple” ma che centra? Stai delirando in stile Apple Fun che non centra con l’argomento del conteso, mai detto che Apple è il demonio … sto parlando della situazione specifica che dal mio punto di vista pone delle ovvie criticità.

      • Mela ha detto:

        Se per quello lo stesso servizio di Spotify si basa su “artista guadagna, artista paga una commissione a Spotify per usufruire del servizio” quindi secondo te non è giusto che Spotify venga pagata per il servizio che offre, per lo “spazio che affitta agli artisti” per avere visibilità. Apple fa lo stesso ma con sviluppatori e App.
        Si parla di spotify come se fosse l’unico servizio doppione, Apple dovrebbe cancellare iWork perché è gratis? Mappe? icloud? Apple fa le sue app e i suoi servizi e fa la corretta concorrenza nel mercato, se poi un concorrente vuole usufruire degli spazi Apple deve pagare l’affitto a prescindere da cosa porta, che sia un servizio di musica o altro, non è quello l’importante. Spotify vuole la botte piena e la moglie ubriaca, non pagare ma sfruttare la piattaforma Apple, è proprio la morte della concorrenza questa.

        • Mela ha detto:

          magari la vita fosse così, avere tutto come se fosse dovuto automaticamente sul lavoro e sulle spalle degli altri, sfruttando… che brutto mondo sarebbe

          Pare una scena del Gatto e la Volpe, che incolpano Pinocchio per la mancata crescita dell’albero di soldi.

  2. Sauro ha detto:

    Bisticciano fra di se ma gli interessi di ricavi/utili sono gli stessi. Si fanno paladini dei consumatori ma intanto Noi paghiamo 🤣9,99 4,99 6,99 , ma quel 0,01€ che fine fá? nemmeno si puo caricare la chiavetta del caffè☕️🤪

  3. danicanti ha detto:

    Perciò se Apple risponde lo fa con una “appassionata lettera”, mentre se lo fa Spotify è “in stile suocera”. Ottimo, anche se onestamente non riesco a distinguere le caratteristiche che distinguono una risposta dall’altra.

    • CLAUDIO ha detto:

      Dipende dal lato della tastiera in cui sei… o meglio, se sei della squadra della filantropica, altruista e materna Apple, oppure nella squadra della forza oscura del mondo… ;¬)

    • Stefano Donadio ha detto:

      Nella sua sua risposta, Apple si è dilungata per spiegare perchè Spotify deve pagare il 30%.

      Spotify ha ribattuto che si aspettava una risposta del genere e senza entrare nel merito delle argomentazioni di Apple, ha detto che aspetterà la decisone dell’Antitrust.

      Devi ammettere che la risposta di Spotify non aggiunge e non toglie nulla alla questione.

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