Apple risponde alla Corte Suprema USA: “L’App Store non è un monopolio”

| 14 maggio 2019 | 3 commenti

Unknown 3 150x150Non si è lasciata attendere la risposta di Apple alla sentenza sfavorevole della Corte Suprema americana, che era chiamata a stabilire sulla legittimità di una class action portata avanti da un gruppo di utenti che contesta il prezzo alto dell’app dell’App Store:

“La decisione di oggi significa che i querelanti possono procedere con la loro causa nel Tribunale distrettuale. Siamo del parere che la nostra posizione prevarrà quando i fatti saranno presentati e che l’App Store non è un monopolio per nessuna metrica.

Siamo orgogliosi di aver creato la piattaforma più sicura e affidabile per i clienti e una grande opportunità di business per gli sviluppatori di tutto il mondo. Gli sviluppatori stabiliscono il prezzo che vogliono far pagare per la loro app e Apple non ha alcun ruolo in questo. La stragrande maggioranza delle app sull’App Store sono gratuite e Apple non ricava nulla da loro. L’unico caso in cui Apple partecipa ai ricavi è se lo sviluppatore sceglie di vendere servizi digitali attraverso l’App Store.

Gli sviluppatori hanno una serie di piattaforme tra cui scegliere per distribuire i loro software – dagli altri app store, alle smart TV fino alle console di gioco – e noi lavoriamo duramente ogni giorno per rendere il nostro negozio il migliore, più sicuro e più competitivo del mondo”.

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Argomento: Notizie Apple

Commenti (3)

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  1. MelV ha detto:

    dove sarebbe il monopolio con il 20% del mercato mentre Android e quindi playstore è all’80% con un monopolio su tutti i marchi non Apple?

    • Mauro ha detto:

      Non si intende questo in termini di monopolio. Su Android è vero che Play Store è l’unico store “fornito”, ma ne esistono altri e volendo puoi, a tuo rischio e pericolo, installare applicazioni non controllate scaricando il pacchetto direttamente dal sito dello sviluppatore. Su iOS invece esiste un solo store, gestito da Apple e non c’è nessuna possibilità “legale” di installare app in maniera diversa. Apple quindi può imporre le sue condizioni con commissioni troppo alte, a detta di chi ha citato Apple in causa.

      • MelaV ha detto:

        c’è cydia che non è ufficiale ed installabile proprio come gli store secondari di Android. Google permette ufficialmente solo il play store, che poi tu possa fare il root, installare custom rom e store alternativi è un “not as intended” .

        E’ comunque un cartello da parte di Google che anche se dicesse “si si mettete tutti gli store che volete” ma si fa forza del play store è quindi è un monopolio, è concorrenza sleale e abuso di posizione dominante. (mi sa pure che per esempio lo store xiaomi non si può preinstallare fuori dalla cina)

        Apple gestisce solo i suoi prodotti e il suo software, è ovvio che sia un monopolio interno, è di proprietà di Apple. Il problema ci sarebbe se Apple avesse il 100% del marcato e facesse il bello e cattivo tempo gestendo tutto senza margine per gli altri.

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