Gli MP3 sono peggiori dei CD?

| 18 settembre 2019 | 12 commenti

ITunes Music

Il lettore Gianluca, membro dello Spider-Mac Apple User Group (comunità di utenti Mac online ufficialmente riconosciuta da Apple) ha una domanda “musicale”, e chiede:

“Possiedo una vasta collezione di CD musicali, principalmente di musica classica e jazz. Ultimamente ho iniziato a importarli in iTunes, in modo da poter inviare la musica in streaming nelle varie stanze. Bisogna forse accettare qualche compromesso sulla qualità comprando musica direttamente da iTunes e non su CD? Ho letto che alcune informazioni audio vengono perse durante la conversione della musica in MP3.”

Esistono ancora dei buoni motivi per comprare musica su CD, ad esempio come copia di backup, oppure per il “libretto” presente all’interno della custodia, ma di sicuro non per una presunta migliore qualità di ascolto. Il formato AAC dei brani su iTunes Store elimina solamente quelle informazioni audio che l’orecchio umano non è in grado di percepire.

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Argomento: Musica

Commenti (12)

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  1. Ilfolle ha detto:

    Credo sia giusto specificare che, importando il cd con iTunes in formato mp3, bisogna scegliere il tipo di compressione perché altrimenti si hanno delle perdite troppo alte ed anche l’orecchio umano lo sente (tipo suono metallico).
    Per il resto un nella importazione non perde nulla del cd

    • daniloronchi ha detto:

      Dipende sempre che impianto si abbia, come si ascolta e quale sia l’esperienza musicale di ciascuno. l’AAC è una compressione cosidetta lossy ovvero con perdita di informazioni, e se qualcuno, perché magari ascolta con casse economiche, non percepisce le differenze non è detto che esse non vi siano. Nel mio impianto le differenze si sentono, se ascolto con l’iMac ovviamente no. Poi è un compromesso. Ma certo che se si spendono qualche migliaio di euro per ascoltare bene la musica, spendendo per amplificatori e casse, non vedo perché economizzare sulla musica. (ps. con amazon si ha sia il cd che l’mp3 subito scaricabile nel caso)

      • Rodolfo ha detto:

        Concordo in pieno. Se ascolti in cuffia (economica) o tramite apparati Bluetooth/AirPlay portatili e simili é praticamente impossibile sentire differenze con il formato AAC leggermente superiore all’ MP3 (sopratutto quelli scaricati dal Music Store equalizzati ad arte). Ma se hai un buon finale (o anche uno discreto anni 90) ed un buon paio di casse passive la differenza é abissale e ti consiglio di andare di formati lossless tipo FLAC. Non c’é paragone … il taglio si sente “forte e chiaro” 😁

  2. FabrizioC ha detto:

    Non scherzate, mp3 è un formato “lossy” ovvero con perdita di alcune informazioni originali. Che poi le informazioni perse, nella maggioranza dei casi, non siano avvertibili è il motivo del successo di questo ed altri formati simili. Lo stesso discorso lo si potrebbe fare per il jpeg nelle foto.
    MP3, come AAC, hanno vari parametri di compressione, ovvero con maggiore o minore perdita di informazioni.
    Sta a Gianluca giudicare se la perdita di informazioni è per lui accettabile.
    Stefano la maggiore qualità del cd sta nella maggiore quantità di dati che possiede ogni traccia audio rispetto ai formati lossy, quindi la maggiore qualità non è presunta ma oggettiva… soggettivamente invece potrebbe non esserci differenza.
    Potrei aggiungere che, soggettivamente, avevo notato una maggiore “qualità acustica” importando con iTunes rispetto altri software di conversione (sottolineo l’impressione personale).

    • Stefano Donadio ha detto:

      Se leggi attentamente l’articolo, ho specificato che con AAC si ha una perdita di informazioni audio, ma la differenza è percepibile solo con un impianto stereo da audiofilo.

      Del resto un audiofilo non avrebbe fatto la stessa domanda del lettore perché già sa che deve importare un CD in formato AIFF o Apple Lossless, ma questo è un altro argomento che è stato trattato in quest’altro articolo Perché Apple Lossless.

  3. Raffaele ha detto:

    Comunque, gli mp3 hanno avuto successo perché si possono portare dietro sostituendo egregiamente i walkman e gli incredibili lettori cd portatili 🙂 Con le cuffiette la differenza è nulla.

    Poi anche il CD è lossy, è pur sempre una digitalizzazione ma non compressa. E ricordo che c’erano le stesse questioni tra CD e Vinile.
    Quindi se hai speso milioni di euro per le casse e per l’amplificatore a valvole, allora il vinile…
    Ma anche qui. Adesso è tutto masterizzato in digitale e quindi lo si passa in analogico…. Aia…

    Comunque se senti il suono del triangolo allora va bene…
    Scusate un po’ l’ilarità, ma mi son venute in mente le discussioni appassionate quando uscirono i CD e poi gli mp3.
    C’erano i miei amici che si costruivano il subwoofers dopo che Bose aveva reso questo campo più scientifico.

    Buon Ascolto a tutti, qualsiasi tipo di musica vi piaccia (ad eccezione della trap! proprio non la sopporto. Per questa un mp3 a 48 kbps è più che sufficiente)

    • danilo ronchi ha detto:

      Bhè non volevo scendere nello specifico di Cd-Audio, SACD e Vinile… esula dal confronto… ma certo che un formato lossy di un formato lossy…

      • Raffaele ha detto:

        No, neanche io volevo fare confronti. Sono d’accordo sul post di Stefano. Fortunatamente la musica se piace o meno non dipende dal formato. Come per le foto. Una foto bella non dipende dal formato. Ma se vuoi fare un poster da stadio, certo non puoi usare il miglior telefono con anche mille milioni di pixel…

        Così se vuoi sentire la musica non basta nemmeno il miglior impianto, ma serve anche che le casse vengano messe nel modo giusto e l’ambiente sia progettato per la miglior distribuzione del suono.
        E io ahimè non riuscirei nemmeno ad apprezzarlo 🙂

        Per la cronaca, io ho ancora il mitico iPod da 160Gb…

  4. Tonino ha detto:

    Ma neanche per sogno. Se si ascolta un pezzo di musica jazz (o classica) è probabile che non ci si accorge della differenza, perché magari lo si ascolta ad un volume ragionevole. Se invece si ascolta un pezzo di musica pop/dance anni ‘80 (per esempio), dove uno spinge un po’ di più il volume, la differenza si sente eccome.

    Quindi non sono per niente d’accordo che verrebbero tolte le frequenze che l’uomo non sentirebbe perché, appunto, io la differenza la sento eccome. Non ne parliamo poi se, in una sala da ballo, con le casse da 500w l’una per far ballare con un po’ di disco music, la differenza tra mp3 e cd audio (o files aiff o wave da computer) si sente ancora di più. Ad un certo volume si sente che gli mp3 sono stridenti, cioè gracchiano un po’ e vanno un po’ sugli acuti, hanno meno corposità. A volte danno fastidio.

    Certo, gli mp3 sono più comodi e versatili, e per questo accettiamo il compromesso e ce li facciamo piacere (anch’io li uso e compro su iTunes vari pezzi, preferendo però il caro e vecchio cd o vinile), ma non diciamo assolutamente che mp3 e aiff (o cd che sia) è la stessa cosa. È solo un comodo compromesso.

    Oggi, a maggior ragione (visto l’enorme calo degli hd), non c’è nessuna ragione per risparmiare spazio comprimendo (peggiorando) la musica in mp3. Questa è la mia opinione.

    NB. Poi mi sembra assurdo che, in studio di registrazione, peggiorano un file audio in mp3 per poterlo fruire in streaming e poi ci fanno spendere 200€ con gli airpods per migliorare un suono che hanno peggiorato comprimendolo in mp3. Non voglio essere polemico perché anch’io uso gli mp3, ma sono convinto che, con gli mp3, la musica l’anno peggiorata.

  5. mrgacra ha detto:

    Ragazzi Flac tutta la vita.

  6. iRicky66 ha detto:

    Ma allora io che sono mezzo sordo e mezzo orbo(cieco) dovrebbe andarmi benone gli mp3 che comunque con delle ottime Sennheiser qualcosa di diverso lo noto.

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