Accadde oggi: L’offerta pubblica della Pixar fa di Steve Jobs un miliardario

| 29 novembre 2019 | 1 Comment

Steve Jobs Pixar

29 Novembre 1995 Sfruttando il successo di Toy Story, Pixar lancia una IPO, una offerta pubblica, immettendo 6,9 milioni di azioni sul mercato azionario. L’IPO fa di Steve Jobs un miliardario, dal momento che possedeva l’80% della società.

Una delle prime persone che Jobs chiama è il suo amico Larry Ellison, già membro del Club del miliardari: “Ciao, Larry?” – dice al suo amico al telefono – “Ce l’ho fatta.”

Il prezzo iniziale delle azioni Pixar (o PIXR, come appariva sul NASDAQ Stock Exchange) era di $ 22, ma nello stesso giorno dell’IPO balzano a $ 49.50, chiudendo le contrattazioni a $ 39.

Il successo è dovuto in gran parte a Toy Story, il primo film d’animazione lungometraggio della Pixar, che riscosse un enorme successo al botteghino in tutto il mondo, circa $ 358 milioni, un incasso secondo solo ad Aladdin e Il Re Leone per quanto riguarda i film d’animazione.

Pixar è stata una delle prime aziende tecnologiche a lanciare una IPO altamente redditizia durante il boom tecnologico verificatosi alla metà-fine degli anni ‘90. Poco prima, ad agosto dello stesso anno ci fu quella di Netscape Communications, grazie alla quale la banca d’investimento Robertson Stephens si convinse a sottoscrivere quella della Pixar.

Molte persone inizialmente sottovalutarono le potenzialità della Pixar, probabilmente perchè alcuni non conoscevano il coinvolgimento Jobs nello studio di animazione. Infatti, Jobs
aveva investito in Pixar quando era stato già stato cacciato da Apple, acquistando la quota di maggioranza da George Lucas per soli $ 5 milioni nei primi mesi del 1986.

Inoltre, le attività svolte da Steve Jobs durante i 10 anni d’esilio da Apple sono poco conosciute, anche perchè non tutte si rivelarono redditizie, anzi lo scarso successo dei computer NeXT, l’azienda fondata subito dopo il licenziamento da Apple, provocò un’emorragia di denaro tale da metterlo in gravi difficoltà. 

Infine, a differenza di quando era in Apple, Jobs lasciò la gestione della Pixar ad un gruppo di manager brillanti, svolgendo un ruolo importante solo al momento di lanciare l’offerta pubblica.

Dopo l’IPO, Jobs ha strappato alla Disney un contratto per la produzione di altri cinque film di animazione. Secondo Ed Catmull, attuale presidente di Pixar, una delle ragioni per cui Jobs decise di lanciare l’IPO della Pixar erano proprio le condizioni del contratto con la Disney, che prevedeva la ripartizione uguale degli utili, e anche delle spese di produzione, cosa che richiedeva una forte liquidità di cassa.

L’IPO della Pixar ha anche impresso una svolta decisiva nella carriera professionale di Jobs, che dopo alcuni anni ed esperienze deludenti, nel giro di un anno tornò in Apple come consulente chiamato dall’all’ora CEO, Gil Amelio, che poi deciderà di acquistare la NeXT e il suo sistema operativo (il papà di Mac OS X), favorendo l’ascesa di Jobs ai vertici della società.

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Argomento: Notizie

Commenti (1)

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  1. max ha detto:

    Certo che se il grande Steve avesse aspettato gli utili dalla NeXT, probabilmente oggi esisterebbero solo Windows e Android. A lui è andata molto bene con Pixar, ma di rimbalzo è andata bene pure a noi!

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