Come configurare “Torna al mio Mac”
Quando la funzione Torna al mio Mac è stata annunciata, ha rappresentato per molti un modo sicuro e semplice di condividere schermi e scambiare file tra due Mac via Internet. Qualche volta Torna al mio Mac funziona davvero: lo si abilita su ambedue i Mac e diventa possibile vedere l’altro computer nella barra laterale del Finder di quello in uso. Più spesso il servizio non funziona o è dannatamente difficile da far funzionare.
Indirizzi accessibili
Parte del problema è che Torna al Mio Mac ha quattro requisiti critici che devono essere tutti soddisfatti per il funzionamento.
Per prima cosa, il router deve possedere un indirizzo IP pubblicamente raggiungibile da qualsiasi altro computer su Internet. Sfortunatamente, alcuni contratti per Internet prevedono solo indirizzi privati (è il caso di Fastweb). Questi sono solitamente irraggiungibili, come se si trovassero dietro un Firewall, e se aumentano la sicurezza antiintrusione possono anche bloccare gli accessi legittimi.
Capire sé l’indirizzo del router è accessibile può diventare complicato. Se l’indirizzo che il provider ha assegnato al router non inizia con 10, 192 o 174 è probabilmente pubblico. Se l’indirizzo del router viene assegnato via DHCP bisogna lanciare Utility AirPort (Applicazioni/Utility), selezionare Impostazione manuale e poi click sull’icona Internet per vedere come inizia il numero alla voce Indirizzo IP. Oltre a ciò, l’unico modo affidabile per capire è contattare il provider. Spesso, se non si possiede un numero IP pubblico, se ne può chiedere uno, a volte gratis a volte a pagamento (dipende dal provider).
Se il Mac ha un proprio indirizzo IP pubblicamente raggiungibile, l’indirizzo del router non è un problema e Torna al mio Mac dovrebbe funzionare, sempre se sono a posto anche i prossimi tre requisiti.
NAT per la mappatura
Il secondo requisito per un buon funzionamento di Torna al mio Mac è la mappatura automatica delle porte. Torna al mio Mac ha bisogno di poter chiedere al router l’apertura di porte specifiche, i cui numeri vengono passati via MobileMe da un Mac all’altro per consentire la comunicazione e lo scambio di file. La mappatura automatica delle porte ha due aspetti possibili. Network Address Translation-Port Mapping Protocol (Nat-Pmp) si trova solo nelle basi AirPort vendute dal 2003 in avanti ed è abilitato di serie. Nel dubbio, lo si può controllare da Utility AirPort, con un click sul pulsante Impostazione manuale e poi uno sull’icona Internet, per fare un ultimo click sulla voce NAT. Assicuratevi che la casella Abilita protocollo mappatura porta NAT sia selezionata e, se non lo è, mette il segno di spunta e poi click sul pulsante Aggiorna per riconfigurare la base.

L’altro modo di mappare automaticamente le porte, più diffuso, si chiama Universal Plug and Play (UPnP) e Torna al mio Mac lo riconosce. Si trova praticamente in tutti i prodotti non Appie, da produttori come D- Link, Linksys, Netgear. Per motivi di sicurezza è facile che UPnP sia disattivato di serie. Attivarlo varia da router a router. Tipicamente il router ha un indirizzo IP che dà accesso ai pannelli di configurazione, nei quali UPnP si trova tendenzialmente nelle opzioni avanzate o alla voce multimedia.
In quasi tutti gli apparecchi Linksys, per esempio, si accede a una sezione Administration, dove c’è una linguetta Management, che mostra una etichetta UPnP vicino alla quale bisogna abilitare la voce Enable. Con un click sul pulsante Save Settings si riavvia il router, con UPnP attivato. Ci sono anche molti router che proprio non supportano UPnP e basta. Per capire se il nostro router è buono o cattivo, selezionate Torna al mio Mac nella sezione MobileMe nellePreferenze di Sistema. Se vengono segnalati problemi, occorre configurare qualcosa nel router, o cambiarlo.

Mac OS X 10.5 o 10.6 e MobileMe
Il terzo requisito, tutto sommato più facile da analizzare, è Mac OS X, possibilmente la versione più aggiornata di Leopard o Snow Leopard. Ci sono altri modi per collegarsi a Mac con Tiger o Panther o perfino Windows, ma non questo. Ultimo requisito, Torna al mio Mac vuole un account MobileMe. La funzione ha bisogno di un luogo indipendente dai computer controllati dove custodire le informazioni relative ai computer stessi e quel posto è MobileMe. Per esempio, quando si entra in MobileMe dalle Preferenze di Sistema e si accende Torna al mio Mac, il sistema operativo chiede al router i numeri delle porte che gli servonò e trasmette l’informazione a MobileMe. MobileMe inoltre aggiorna gli elenchi DNS (il servizio che trasforma i nomi umani dei siti in indirizzi IP numerici per i computer) in modo che i computer che condividono un identico account MobileMe riescano a trovarsi via Internet. L’account MobileMe deve essere standard o parte di un Family Pack. L’account per la sola e-mail non funziona. Se uno solo dei requisiti è fuori posto, Torna al mio Mac non funziona. Si può tentare di operare manualmente sulla mappatura delle porte per cercare di superare almeno l’ostacolo tecnico, ma non funziona sempre e Apple non lo supporta. L’ultima cosa da ricordare su Torna al mio Mac è la sua asimmetria: se il computer A è in rete con un computer B che rispetta le specifiche di Torna al mio Mac, A può collegarsi a B anche se A non è a posto con le specifiche; B invece, anche se è a posto con Torna al mio Mac, non può usarlo per collegarsi ad A se quest’ultimo non rispetta i requisiti

