Guida alla scelta dell’hard disk esterno
I “power user” (o utenti esperti) conoscono l’importanza di eseguire backup regolari dell’hard disk di avvio del proprio Mac. Probabilmente o hanno salvato il proprio lavoro eseguendo regolari backup, o hanno scoperto il valore dei loro dati nel modo peggiore: in seguito a un guasto del disco rigido con conseguente perdita dei documenti. Se fino adesso avete sempre sottovalutato l’importanza del backup, dovreste sapere una cosa: la questione non è se, ma quando il vostro hard disk si guasterà. Un secondo disco, che sia installato nel computer o collegato esternamente, può semplificare il compito di fare una copia delle vostre preziose foto, della musica, delle e-mail e dei documenti fiscali.

Ovviamente il backup non è l’unico motivo per cui acquistare un altro disco. Praticamente tutto quello che oggi si fa con un computer richiede più spazio che in passato. Le foto sono sempre più nel formato RAW, più pesante; i video sono sempre più spesso in alta definizione; la musica può essere importata con algoritmi di compressione lossless (che garantiscono una maggiore fedeltà ma anche un ingombro maggiore su disco). Per tutti questi motivi serve molto più spazio su disco rispetto a quando si scattavano foto solo a 3 megapixel, si filmava con definizione standard e si ascoltavano unicamente file MP3. E anche se Apple ora fornisce dischi interni più capienti che in passato, chi ha un Mac mini o un portatile potrebbe ritrovarsi presto con l’acqua alla gola dal punto di vista dello spazio libero su disco. Anche se riuscite a archiviare tutti i dati sull’hard disk del Mac, dovreste sapere che OS X usa regolarmente lo spazio disponibile su disco come memoria virtuale. Se il vostro hard disk sta scoppiando, tenete presente che potrebbe causare problemi di prestazioni al sistema operativo. Ora che sono stati precisati alcuni buoni motivi per mettere le mani su un po’ di spazio extra, la domanda è: cosa comprare? Ci sono tre decisioni principali da prendere: disco interno o esterno, portatile o da scrivania, tipo di connessione.
Per molti la possibilità di espansione dello spazio su disco è già decisa al momento dell’acquisto. Aggiungere un secondo disco interno a un iMac, un Mac mini o un portatile non è possibile. A meno che non possediate un Mac Pro, la vostra unica scelta è l’acquisto di un disco esterno.
Quelli che hanno la possibilità di aggiungere un secondo disco interno troveranno che il vantaggio maggiore è quello di non avere altri cavi attaccati al Mac. I dischi montati internamente sono anche, naturalmente, meno appetibili per i ladri. Per installare un disco, tuttavia, dovete sapere come usare un cacciavite e dovrete aprire il computer, cosa di fronte alla quale molti si scoraggiano.

I dischi portatili sono di solito alimentati direttamente dal computer e non richiedono un cavo di alimentazione per funzionare, il che è molto pratico per chi ha un portatile e lo vuole usare anche dove scarseggiano le prese elettriche. I drive portatili sono anche relativamente compatti ed entrano facilmente nei bagagli a mano e perfino in in una tasca dei pantaloni o della giacca.
Rispetto alla velocità, i dischi portatili usano gli stessi meccanismi a 2,5 pollici che si trovano nei laptop. Questi drive da 2,5″ girano di solito a 4.200 o 5.400 giri al minuto (rpm), molto più lentamente dei 7.200 rpm che sono la norma della maggior parte dei dischi da scrivania da 3,5 pollici. I drive portatili hanno anche una capacità minore rispetto a quelli da scrivania, di solito offrono circa 500 GB, e spesso hanno un costo per gigabyte maggiore. Ad esempio l’hard disk portatile eGo Helium
da 500 GB di Iomega costa €82, con un rapporto Euro/gigabyte di €0,16, mentre il disco esterno LaCie Poulton USB 2.0
da 1.5TB costa €93, con un rapporto Euro/gigabyte di €0,06.
Se state per acquistare un disco esterno, dovreste considerare anche il tipo di connessione che volete usare tra il disco e il Mac. I drive USB 2.0, come il Western Digital 2TB USB 2.0 a 55 Euro, sono di solito più economici di quelli con una connessione FireWire e le porte USB sono più comuni delle FireWire.
Praticamente tutti i dispositivi USB che si trovano in commercio oggi hanno interfaccia USB 2.0, ma è necessario prestare un po’ di attenzione ai termini e alle diciture che vengono usate dai produttori. La dicitura “USB 2.0″ non è infatti sinonimo di alta velocità, ma può essere assegnata a qualsiasi dispositivo USB che superi le attuali certificazioni dello USB Implementers Forum, l’ente che si occupa di certificare e assegnare i giusti marchi ai prodotti Universal Serial Bus.
E’ lo stesso Forum a sottolineare che la dicitura corretta per identificare un dispositivo in grado di raggiungere i 480 Megabit teorici è “Hi-Speed USB”, mentre la definizione generica “USB 2.0″ può in tutta legalità essere attribuita anche a un disco che operi alle altre due velocità (inferiori) previste dai protocolli USB: 1,5 e 12 Megabit al secondo.
Cambiano anche i marchi, e quelli sono più evidenti: un dispositivo genericamente USB ha come marchio la classica piccola spina USB blu, che nel caso di una unità ad alta velocità è sormontata da una banda rossa con la scritta “Hi-Speed” in bianco.
FireWire 800 è anche più veloce della tecnologia FireWire originale – ora nota come FireWire 400 – e le porte FireWire 800 si trovano oramai su tutti i nuovi Mac. FireWire 800 è retrocompatibile con FireWire 400, ma i due tipi di porta non sono della stessa misura, quindi serve uno speciale adattatore per chi ha un “vecchio Mac” solo con FireWire 400. Un altro fattore da considerare è che le connessioni USB non forniscono tanta energia quanto le connessioni FireWire e che alcuni dischi USB richiedono un cavo di alimentazione esterno o un secondo cavo USB inserito nel computer per avere più energia.
Da alcuni anni è entrato in scena un nuovo tipo di connettore, chiamato external SATA (eSATA). Con eSATA potete avere la notevole velocità di una connessione SATA (Serial ATA) però usando un disco esterno. La velocità massima teorica di trasferimento dati di una connessione SATA è tripla rispetto a quella di FireWire 800. Parecchio veloce, quindi. Tuttavia, nessun disco riesce attualmente a raggiungere quella velocità massima. Un altro ostacolo potenziale da prendere in considerazione è che non ci sono Mac dotati nativamente di porta eSATA. Se volete sfruttarne la velocità vi servirà un adattatore.
Se siete in difficoltà nel decidere che tipo di connessione vi serve, prendete in considerazione un disco a interfaccia tripla, come il Disco rigido Western Digital My Book Studio II da 2TB (€209)
così avrete il massimo in termini di compatibilità e flessibilità: una connessione USB, che è comunissima; due FireWire 800, e infine la tecnologia d’avanguardia eSATA. Se non siete interessati a quest’ultima ed avete un Mac con FireWire 400, potreste optare per un disco rigido portatile autoalimentato a tripla interfaccia (FireWire 800, FireWire 400 e USB 2.0) come il G-Tech G-DRIVE da 500GB (€105)
o se desiderate un disco rigido esterno più capiente potreste optare per l’ottimo Western Digital My Book Studio 2TB (€126), che ha due porte FireWire 800 e una USB 2.0.



4 commenti
Il modello proposto è quello che vorrei acquistare in caso si dovesse rompere l’attuale Western Digital che uso. Già si è rotto il LaCie e ho fatto miracolosamente il backup sul WD che fortunaytamente avevo sotto mano e temo possa succedere di nuovo
Questa parte sembra parlare degli HD esterni di qualche anno fa…
“I drive portatili hanno anche una capacità minore rispetto a quelli da scrivania (di solito offrono al massimo circa 120 GB) e spesso hanno un costo per gigabyte maggiore; si pagano poco meno di 2 euro per gigabyte contro 90 centesimi circa per i dischi da scrivania.”
Un LaCie tascabile da 500 GB costa oggi ca. 120€!!! Cioè ca. 25 cent/GB… il costo/GB resta più elevato che per un desktop ma a 120 GB arriveremo presto con le semplici chiavette USB…
A 90 cent/GB il MyBook da 2 TB costerebbe 1.800 €…
@ MB: ooops… ho corretto grazie.