L’adattatore USB che sta “scoraggiando” gli acquirenti del MacBook Pro Touch Bar

I due articoli pubblicati sul nuovo MacBook Pro con Touch Bar hanno generato una serie di commenti e polemiche. Molti criticano la scelta di Apple di dotare il nuovo portatile solo di porte Thunderbolt 3/USB-C, cosa che rende incompatibili la quasi totalità delle periferiche e perfino il nuovissimo iPhone 7. Naturalmente la soluzione a questo problema si chiama adattatore, ma questa parola genera reazioni “inaspettate”.
Molti si rifiutano di acquistare un portatile il cui prezzo varia da €1.800 a €3.300, e poi anche un adattatore che per giunta bisogna portarsi dietro, che detta così sembra qualcosa di particolarmente ingombrante. Ma le cose non stanno esattamente così.
Il mio parco Mac è alquanto datato, l’iMac del 2008 è andato in pensione quest’anno non essendo compatibile con Sierra, è rimasto quindi il MacBook Pro 13” del 2010, ma è in grave affanno.

Da un anno rimandavo l’acquisto di un MacBook Pro 15”, così ieri ho preso il nuovo portatile pochi istanti dopo che l’Apple Store è tornato online. Per quanto riguarda il discorso adattatori per le mie periferiche, non mi sono minimamente preoccupato perché la stampante è anche Wi-Fi, e per raggiunta anzianità è arrivato il momento di sostituire il WD Passport 500GB con FireWire 800 e USB 2.0 con un G-Drive mobile USB-C di G-Technology da 1TB (€130).
Però, per curiosità mi sono messo alla ricerca del famigerato adattatore USB – dite la verità, vi è corso un brivido lungo la schiena nel leggere adattatore – che “scoraggia” chi vorrebbe acquistare il nuovo MacBook Pro, e così ho scoperto che la coppia costa €6, spese di spedizione incluse su Amazon, ed è lungo 2 cm per 1,5 cm di spessore, forse meno. In pratica una volta collegato all’estremità del cavo USB 3.0, si dimentica anche di averlo.


48 commenti
Un po’ OT …ma non è tanto l’adattatore che mi infastidisce ma il tasto ESC sulla touch bar. Chi come me usa vim dalla a nascita non è sopportabile una scelta del genere. Il prezzo poi no ne parliamo…assurdo
La cosa che scoraggia è il prezzo, altro che adattatore…
Mi hai tolto le parole di bocca!
Il nuovo 15″ base costa quanto il vecchio entry level con scheda grafica dedicata, e il nuovo 15″ top di gamma costa addirittura di meno rispetto sempre al vecchio top di gamma.
Il 15″ con scheda integrata costava 550€ in meno, ma non so fino a che punto veniva preso in considerazione proprio per via della chip grafico integrato.
Per il 13″, il vecchio entry level con SSD 128GB costava 1.450€, il nuovo con SSD 256GB costa €1.750, quindi la differenza è €620 in parte ammortizzata dalla maggiore capienza dell’SSD.
Il tasto Esc si può rimappare.
Come per il pennino touchscreen, Jobs avrebbe detto: ‘adattatore….adattatore?! Nessuno vuole un adattatore! Lo porti in giro, lo perdi…bleah’
?
Nessun commento è più azzeccato!
ma….
E l’adattatore non va bene
E compare una periferica nuova non va bene
E se Apple innova non va bene
E se Apple non innova non va bene
E non pensate di essere un po’ “delicatini”?
90 minuti di applausi
Jobs parlava dello stylus per iPhone non per un touchscreen generico.
No, Jobs chiese ai suoi ingegneri di studiarsi un nuovo portatile che non avesse bisogno di quella maledetta pennino che lui perdeva sempre… così nacque lo iPhone.
Stefano anche io sono nella condizione di dover sostituire il portatile ed attendevo il refresh, il problema è che ho, dal 2010, sulla scrivania un LED Cinema Display con DisplayPort “integrato” al MacBook Pro ed insieme fanno la loro bella figura.
Sostituendo il portatile il monitor diventerebbe praticamente un soprammobile dato che MagSafe, DisplayPort ed USB non sono presenti nativamente sui nuovi modelli.
Sapresti dirmi/consigliarmi come (con quali accessori) poter sfruttare al meglio il Cinema Display (tralasciando chiaramente il consiglio di sostituirlo insieme al portatile con un pannello a maggior risoluzione), grazie
Con questo cavetto da €16 dovresti risolvere click qui
Attenzione però:
The Adapter work for Mini DisplayPort only, cannot for Thunderbolt device. The adapter only work for new Macbook / Chromebook, cannot work the other windows Laptop(like Dell XPS 13 cannot work)Package: 1Pc * USB-C adapter
Le nuove porte del Macbook sono thunderbolt su specifica USB C.
nel web circola una procedura abbastanza semplice che ci permette di installare Sierra anche su MacBook piuttosto datati tipo il mio MacBook Unibody fine 2008, ovvio che ci vuole un po di memoria e magari un SSD per rivitalizzarlo un pochino ma almeno potremmo rinviare la spesa di un nuovo MacBook per almeno un anno. Comunque a me è andata ottimamente bene, senza questa procedura sarei stato costretto a rimanere con El Capitan.
Credo di poter installare Sierra, il punto è che nonostante sia arrivato al limite di espandibilità le ventole sono in perenne movimento, troppo spesso a ritmi sostenuti, ed il file di scambio cresce per cui reputo ormai necessaria la sostituzione.
bisognerebbe conoscere meglio le caratteristiche del tuo Mac, certo che se sono come quelle del mio che inizialmente aveva solo 2 gb di ram e un HDD da 160 Gb, non ci siamo proprio, Sierra e anche El Capitan richiedono decisamente più risorse!
Infatti nel mio post precedente avevo riportato che ho installato Sierra ma dopo aver rinforzato per bene il mio MacBook fine 2008 e a poca spesa, Ora questo mio MacBook gira meglio dello stesso iMac 21″ metà 2011 che per il momento, nonostante i 16 Gb di Ram ha sempre un HDD classico che a breve andrà sostituito con un SSD, aspetto solo che i prezzi si abbassino un po di più per i 525 Gb di Crucial.
La RAM l’avevo espansa al massimo supportato, 8Gb, fin da subito ed il disco sostituito con un SSD 840 Pro con l’installazione di Mavericks .
Fosse solo per OS X andrei ancora alla grande ma devo comunque utilizzare in contemporanea Windows su macchine virtuali e finché si parla di XP nessun problema ne gestisce n in contemporanea ma con Windows7 o Windows 10 è tutto un altro discorso.
A me pare proprio che qui si continui a non capire qual è il punto della questione.
Esiste l’adattatore Type-C/Standard. Perfetto. Ottimo. Magnifico. Fantastico. E allora?
Il punto della questione è sostanzialmente questo: il fatto che una cosa sia tecnicamente possibile, non significa affatto che sia sensato farla. Esiste l’adattatore Type-C/Standard. Esiste dunque la possibilità tecnica di “infilare” una chiavetta USB Standard nella porta Thunderbolt USB Type-C. E quindi? Questo basta per eliminare completamente ogni altro tipo di interfaccia di connessione?
Ipotesi di scenario.
Sono un ingegnere. Sono ad un convegno. Devo fare una presentazione in sala di un progetto, di una ricerca, di un risultato accademico, di quello che è. Un collega mi passa una chiavetta USB Standard con sopra dei risultati aggiuntivi. Proprio quel giorno sono uscito di casa dopo aver litigato con mia moglie e ho dimenticato l’adattatore sulla scrivania. Che faccio? Chiedo di spostare il convegno? Chiedo se tra gli astanti è presente qualcuno con un adattatore? Ne ordino uno sul momento su Amazon sperando che me lo consegnino con il pony express o con un drone?
Qui non si tratta di aver introdotto una nuova tecnologia che permette di fare cose mai fatte prima e di voler per tanto spingere su tale nuova tecnologia. Qui si tratta di aver forzato su un’unica interfaccia di connessione per utilizzare tecnologie che esistono già e che hanno delle proprie interfacce di connessione. La cosa è completamente diversa.
Quando si è passati dal floppy al CD si è passati da una tecnologia ad un’altra. Si è passati da un dispositivo di archiviazione magnetica ad un dispositivo di archiviazione ottica. Qui invece cosa è successo? Si è passati dall’avere più interfacce di connessione ciascuna con una propria destinazione d’uso all’avere un’unica interfaccia di connessione adattabile a diverse destinazioni d’uso. Ha senso farlo su un portatile? Su una macchina che è concepita per essere portata dietro e quindi per essere di poco ingombro ed ergonomicamente efficiente?
Sono un avvocato. Sono su un aereo con un collega. Stiamo andando da tale parte per una causa. Prendo il mio nuovo scintillante MacBook Pro per revisionare la documentazione frattanto che voliamo. Il mio collega mi passa una chiavetta USB standard con dei dati ulteriori che ha prelevato proprio questa mattina dall’ufficio prima di raggiungermi in aeroporto. Mi accordo di essermi dimenticato l’adattatore. La soluzione qual è? Fermiamo l’aereo?
Sul tasto Esc che può essere rimappato lo stesso identico discorso. In linea di principio io posso mettere le mani sotto il cofano di qualunque sistema operativo, modulo la legalità o l’illegalità della cosa a seconda delle licenze. In ogni caso posso farlo. Basta che io lo sappia fare. Quindi posso sicuramente rimappare il tasto Esc. Così come potrebbe accadere un’altra cosa: potrebbe accadere che Apple dia agli utenti la possibilità di avere una Touch Bar standard decidendo tramite il pannello delle preferenze ad essa relativo quali app abilitare alla personalizzazione della Touch Bar. A questo punto potrebbe accadere che io abbia la possibilità, giocando con le impostazioni, di fare di quella Touch Bar quello che voglio. Ottimo. Magnifico. Fantastico. Così quelli che stravedono per questa Touch Bar possono passare le giornate col capo chino sulla tastiera seguendo i mille e più layout diversi che la barra assume senza mai memorizzarne uno, mentre quelli che come me usano la tastiera senza nemmeno guardarla se non di sfuggita in una frazione di secondo risultano accontentati nell’esercizio della propria fossilizzazione informatica. Splendido. C’è solo un piccolo problema. Di senso. Chi usa i prodotti Apple vanta come facente parte dei motivi cardine della propria scelta la facilità d’uso, il prodotto pronto out of the box per essere usato, al contrario degli utenti Windows che devono eseguire 1000 impostazioni per far funzionare la tale cosa in tale modo e al contrario degli utenti Linux che devono smanettare anche per impostare la mappatura della tastiera, agendo in alcuni casi obbligatoriamente da terminale (qualcuno sta pensando ad Arch?). Se io devo mettermi a smanettare con le impostazioni, a rimappare i tasti, a bloccare (più o meno a seconda dei gusti) la Touch Bar, non sto facendo la stessa cosa per la quale, diciamolo francamente e senza finto perbenismo, prendo per il sedere da anni gli utenti del lato oscuro dell’informatica oppure i seguaci di Torvalds?
Sostituisci “chiavetta USB Standard” con “Floppy Disk”, e “Thunderbolt USB Type-C” con “CD”, quindi ambienta gli stessi esempi al 1998/1999 quando sono usciti gli iMac e gli iBook senza floppy disk. È la stessa identica cosa adesso.
Per la Touch Bar, ti crei troppi problemi.
Scusami ma come fanno ad essere la stessa cosa la sostituzione di un dispositivo di archiviazione basato sul magnetismo con un dispositivo di archiviazione basato sui raggi laser e la rimozione di interfacce di comunicazione?
La chiavetta USB che collegavi ieri sarà la stessa che collegherai domani. Ciò che cambia è l’interfaccia di collegamento. La quale interfaccia di collegamento non porta alcun salto tecnologico perché il vero collo di bottiglia delle chiavette è l’accoppiata chip-memoria.
L’analogia che fai è una forzatura. Nel 1999 lasciavi il floppy e passai al CD. Cambiavi il dispositivo. Oggi lasci la Canon per passare… alla Canon. Lasci la chiavetta per passare… alla chiavetta. Lasci la stampante per passare… alla stampante. Ciò che cambia è il ponte tra il dispositivo prima lasciato e poi ripreso e la macchina.
Ma non tutti nel 1999 hanno lasciato il floppy per il CD, quindi al convegno ci sarà il collega con i dati supplementari che ti servono sul floppy e tu con l’iBook con il CD, che si fa?
Nel 1999 si è creato lo stesso problema che si creerà nel 2017 con l’adattatore. Ovviamente. La differenza sta in quello che viene dopo. E l’ho scritto anche stamattina. Un’azione è innovativa/rivoluzionaria se quello che ne consegue cambia le carte in tavola. Nel 1999 dopo che si crea il problema CD/floppy si osserva che il CD è meglio del floppy, si osserva che il nuovo dispositivo (un unico pezzo di policarbonato a forma di disco) è migliore del vecchio (struttura composita di plastica, metallo e materiale magnetico), che la tecnologia con cui si agisce sul nuovo (laser) è migliore della vecchia (magnetismo), che le capacità del nuovo dispositivo trattato con la nuova tecnologia sono migliori di quelle del vecchio dispositivo trattato con la vecchi tecnologia. A quel punto il fatto che l’interfaccia di comunicazione (il lettore CD) sia diversa dalla vecchia interfaccia di comunicazione (il lettore floppy) diventa secondario, la rimozione della vecchia interfaccia è stato un azzardo vincente perché si è trainata dietro una nuova tecnologia migliore, più efficiente, più economica, più performante. Qui hai un cambio di interfaccia per continuare ad usare domani le stesse cose che usavi ieri. O pensi davvero che tutti quelli che compreranno i nuovi MBP il giorno dopo defenestreranno in blocco le chiavette USB, le stampanti, le schede SD e quant’altro? Ovviamente no. Si accontenteranno dell’adattatore nell’attesa che gli altri (Windows e Linux) si adeguino. Ma se tu usi l’adattatore, gli altri che ragione hanno di buttare dalla finestra ciò che hanno per correrti dietro per poi anche loro usare ancora i dispositivi esterni che già hanno per mezzo dell’adattatore?
Oggi come nel 1999 Apple ha azzardato. E questo è un pregio. Ma allora azzardava su un’intera tecnologia dalle potenzialità superiori, oggi azzarda su un’interfaccia di comunicazione che si presta ad essere piegata (per mezzo degli adattatori) a ciò che già c’è e che già basta (o vuoi dirmi che ti serve il disco esterno che viaggia a 3000 TB/sec? Ripensa al pezzo che hai scritto a proposito della fibra ottica: un cannone che spara ad una mosca). La differenza è enorme.
Le stesse conclusioni per il CD valgono per la Thunderbolt 3. Però oramai andiamo avanti con “ho ragione io”, “no ho ragione io”. Uno dei due sbaglia, tra un paio d’anni sapremo chi ha ragione. Però, ora dobbiamo mettere un punto a questa discussione infinita.
Nessun problema. Per me va bene così.
Comunque ti ostini a non comprendere che Apple punta tutto sul cloud, sul blutooth e sulle connessioni senza fili in genere. Il contenuto della chiavetta te lo sposti con airdrop, dropbox e compagnia bella…
Poi mi trovo senza connessione quando mi serve e mi attacco….
quello che non mi e’ chiaro e’ perche’ il passaggio da floppy a cd va bene , mentre il passaggio da chiavetta usb A verso C non sia giusto.Forse perche’ non hai vissuto il passaggio tra floppy e cd??io ci sono passato e ti dico che mi sono dovuto comprare un lettore floppy esterno.E per rispondere al problema “adattatatore dimenticato a casa”, la risposta e’ semplicissima: ne trovi (fabbrichi,modifichi) uno da attaccare al portachiavi, cosi’ che lo hai sempre dietro.Col floppy esterno non si poteva fare…. 😀 😀 😀
Io mi auguro che questi professionisti citati, che magari pago per i loro servizi, siano un po’ più organizzati dopo tanti anni di studio. Quindi mi viene da pensare che possano tenere il nuovo e fiammante MacBook Pro in una costosissima ed elegantissima borsa porta computer dove metteranno il famoso è piccolo adattatore.
Saluti
ma dai ridicoli, tra prezzo, assenza di USB, mancanza del tasto ESC fisico…ma possibile? innovare non vuol dire andare controcorrente a casaccio facendo scelte assurde
non ho avuto l’effetto wow, ma quelle poche novità che hanno, mi sembrano abbastanza utili. se lo comprerei? ovviamente no.
Per adesso mi tengo stretto il mio MacBook ? pro retina da 13 ” del 2013… che uso solo 2/3 mesi l’anno solo per navigare e vedere film… prezzi esorbitanti… prima di dpendere NUOVAMENTE 1600 euro devono passare ancora parecchi anni
Hai comprato un MacBook Pro Retina da 13″ che usi 2/3 mesi all’anno per navigare e vedere film? Cioè è come dire che hai acquistato una Ferrari solo per andare a comprare il giornale.
Ho un macbook pro mid 2008. Sono contento del nuovo portatile, avrei preferito i nuovi chip se posso essere sincero. Ci sarà molta differenza rispetto alla settima generazione?
io ho riflettuto abbastanza e ho letto tanti forum stranieri per capire se il sentore generale e’ paragonabile al nostro..e ho capito che anche oltre oceano non hanno accolto bene la cosa..vedremo se per inizio anno nuovo ci sarà un upgrade su tutta la linea e caso mai un ritorno alle vecchie porte e slot card o un lancio di un modello “s” per sostituire questo che a mio avviso è un prototipo, ma se non è cosi’ prendero’ un macbook pro modello precedente per sostituire il mio macbook pro mid 2009! questo di sicuro non lo comprerò !!!spendere così tanto per avere qualcosa che assomigli ad un prototipo!
Conosci poco Apple che da sempre lancia sul mercato computer che sembrano venuti da una civiltà extraterrestre. Alla fine degli anni ’90, i Mac avevavno USB e FireWire quando il resto del mondo utilizzava ancora le porte parallele.
Secondo me se fanno un aggiustamento lo fanno solo per Kaby Lake e eventuali 32 gr di RAM ma il resto non lo toccano per un bel po
La cosa più preoccupante è che bisogna scrivere un articolo su questa banalità.
Diciamo che una volta che ci si deve portare dietro il cavo portarsi dietro il cavo con collegato l’adattatore non è che cambi chissà cosa.
La spesa è un fastidio “morale” più che economico.
scusate chi ha un hd con la tunderbold 2 quale dittatore può usare? se ho ben capito la tunderbold 3 non è compatibile con la precedente presente sugli attuali mac
Stefano questo adattatore andrà bene anche su MacBook?
Capisco l’efficenza delle nuove porte, e oserei dire anche di sicurezza, ma non si può pensare di abbattere ponti in questa maniera.
Comunque nel caso dell’adattatore io ribalterei la questione. Un computer che costa più di 1700€ e non si è capaci di aggiungere nella confezione l’adattatore che a Apple costerà meno di 1€? questa è la mia unica critica ad Apple.
Il giorno che tutte le periferiche si potranno collegare alla nuova porta, butteremo via l’adattatore e ci chiederemo come abbiamo potuto vivere senza la nuova USB-C.
Io il nuovo MacBook Pro TB lo devo ancora comprare e non sto nella pelle di averlo tra le mani.
A breve lo userò per lavoro e hobby, pensionando il mio MacBook Air 11″ Mid 2011.
Voglio solo dire a chi si lamenta delle porte di connessione mancanti che prima di acquistare il nuovo Mac ho già ordinato e ricevuto un HUB della HooToo: https://goo.gl/d1iVWN
USB-C ➡️ 3x USB 3.0 – 1x Card Reader – 1x HDMI – 1x USB-C
Costa poco (39 euro) e funziona bene, il peso è esiguo, costruzione ottima con case in alluminio e persino del colore del Mac.
Signori vi fate troppe pippe mentali ?
Peace & Love
Stefano alla fine per tagliare la testa al toro, volendo far durare il MacBook Pro almeno 6 anni, mi sono orientato sul 15″ base con SSD da 512 GB, oltre all’adattatore HooToo che ho segnalato sopra, per il quale ti chiedo la cortesia di sostituire il link con uno tuo.
Grazie dei consigli! 🙂
Dicono non ci sia nemmeno la “prolunga” dell’adattatore. È vero?
Volevo dire alimentatore.
Parli di un adattatore usb C e poi spendi 130 (centotrenta) euro per un hd esterno che ti costerebbe 60€ comprensivo di adattatore se comprato di Amazon??? non di sembra di essere un
L’ho spiegato nell’articolo. Il WD lo cambio per sopraggiunta anzianità, oltre ad avere solo 500GB, con l’adattatore non potrei utilizzare la FireWire 800 per il trasferimento veloce dei file, ma solo la USB 2.0. Se avesse avesse avuto la USB 3.0 avrei utilizzato l’adattatore.