Accadde oggi: Il peggior trimestre finanziario della storia di Apple

| 2 luglio 2019 | 0 commenti

Gil Amelio Apple

27 giugno 1997 L’ultima trimestrale di Apple fa registrare una perdita netta di $56 milioni, e così il deficit totale supera i $1,6 miliardi durante l’amministrazione di Gil Amelio, che dopo 500 giorni come CEO, verrà licenziato pochi giorni dopo.

La crisi dell’estate del 1997 spazza via ogni centesimo di profitto che Apple aveva guadagnato dal 1991. Dopo aver perso denaro per sei degli ultimi sette trimestri, Apple sembrava arrivata al punto di non ritorno.

Il giorno prima della fine del nefasto trimestre, il valore delle azioni Apple (AAPL) avevano subito un duro colpo quando un anonimo investitore aveva venduto 1,5 milioni di azioni. Solo molto più tardi si è scoperto che si trattava di Steve Jobs.

In quel momento, Jobs era tornato in Apple come consigliere esterno chiamato proprio da Gil Amelio. Nonostante questo, non esitò a disfarsi di una grande quantità di titoli AAPL perché, come lui stesso spiegò, aveva perso fiducia nella società. Secondo molti, in realtà si sarebbe trattata di un’intelligente e machiavellica mossa per assumere il pieno controllo dell’azienda. 

Prima dell’esperienza Apple, Gil Amelio godeva di una ottima reputazione, era considerato un “artista” delle inversioni di tendenza e molti ritenevano che fosse la persona giusta per risollevare le sorti di Cupertino a metà degli anni ‘90. Alla guida di Apple intraprese una serie di mosse che furono valutate positivamente dal Consiglio di Amministrazione: rifiutò un’offerta di acquisto da parte di Sun Microsystems, proseguì la strategia del suo predecessore di concedere in licenza l’uso del sistema operativo per Mac a produttori di computer di terze parti, e ridimensionò la forza lavoro di Apple di circa un terzo (5.600 posti di lavoro), nel tentativo di tagliare le spese.

Apple premiò l’operato di Amelio durante la sua gestione con circa $1,4 milioni di stipendio e ulteriori $3 milioni in bonus. Amelio ottenne anche un significativo stock option, un prestito di 5 milioni ad un basso tasso di interesse e perfino un  jet privato.

Purtroppo per Amelio, nessuna delle sue idee alla fine funzionarono. I cloni Mac invece di aumentare la quota di mercato Apple ne erodevano i profitti, e il faraonico stipendio lo faceva sembrare il cattivo, piuttosto che il salvatore della società.

Ironia della sorte, la mossa migliore di Amelio fu quella che gli costò il posto di lavoro. Alla ricerca di un nuovo sistema operativo per sostituire l’oramai vecchio System 7, acquistò quello sviluppato da NeXT, l’azienda creata da Steve Jobs  subito dopo essere stato cacciato da Apple. Lo stesso Jobs faceva parte dell’accordo, e anche se dichiarò che non aveva alcun desiderio di diventare CEO, fin dall’iniziò tramò per far cadere Amelio.

Apple Steve Jobs Amelio

Dopo il licenziamento di Amelio, Jobs prese il controllo di Apple come CEO ad interim, ufficialmente fino a quando non si fosse trovato un sostituto più adatto. Nel frattempo, Jobs pose fine alle licenze dei Mac cloni, continuò a tagliare la forza lavoro (e linee di prodotti inutili) e cominciò a destinare risorse in nuovi prodotti che sperava potessero risollevare Apple. Accettò anche di lavorare per $1 all’anno per risollevare il morale delle truppe.

Jobs Amelio Apple

L’anno dopo, i conti di Cupertino tornarono in nero grazie al debutto del’iMac G3, e poi dell’iBook e Mac OS X, tre prodotti principali che hanno contribuito a fare entrare Apple nella classifica delle aziende Fortune. Dopo sono arrivati l’iPod, iTunes, iPhone e iPad, e come si dice in questi casi, il resto è storia.

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