Recensione: MacBook Pro 14″ M1 Pro e MacBook Pro 16″ M1 Max

Premessa: non ricordo l’ultima volta che è accaduto, ma entrambi i nuovi MacBook Pro 14” e 16” possono essere configurati con lo stesso identico hardware. Se preferite il modello più compatto da 14 pollici, ogni singola opzione in fase d’ordine dal modello più costoso e più grande è disponibile. Desiderate un MacBook Pro 14 pollici con un processore M1 Max con una GPU a 32 core, 64 GB di memoria e SSD da 8 TB di spazio di archiviazione? Basta pagare €6.759. Il modello da 16 pollici esattamente con lo stesso hardware, fatta eccezione ovviamente per il display più grande, costa €6.939. Da qui la scelta di pubblicare un’unica recensione dal momento che la sola differenza tra i due modelli può essere la dimensione del display.
La fine di un’epoca

Un’epoca di portatili Apple è appena terminata. Era iniziata nel 2016 con il rilascio dei MacBook Pro dotati di tastiere a farfalla, Touch Bar e solo porte USB-C, e si è conclusa cinque anni più tardi con nuovi modelli che annullano la maggior parte dei principali cambiamenti introdotti nel 2016, quasi a fare un salto a ritroso nel passato quando addirittura la linea dei portatili professionali di Cupertino si chiamava PowerBook.
Infatti, il MacBook Pro 2015, un diretto discendete del leggendario PowerBook G4 “Titanium” aveva le seguenti caratteristiche abbandonate nel 2016:
- Porta di ricarica MagSafe
- Porta HDMI
- Slot per scheda SD
- 2 porte Thunderbolt e 2 USB-A
- Tasti funzione fisici
Il MacBook Pro 2021 ha:
- Porta di ricarica MagSafe
- Porta HDMI
- Slot per scheda SD
- Tre porte Thunderbolt 4/USB 4
- Tasti funzione fisici
Sebbene Apple abbia rimosso la terribile tastiera “a farfalla” nel 2019-2020, il resto dei problemi dell’era di MacBook Pro iniziata nel 2016 erano rimasti, ed ora, nel 2021, sono stati risolti.
Design

Quando ho estratto i nuovi MacBook Pro dalle rispettive scatole mi è subito venuto in mentre il glorioso Titanium con le sue forme squadrate. Gli angoli sono curvi, ma i bordi sono molto più stretti, in netto contrasto come le curve delicate e graduali del modello precedente.
Quando è chiuso, sembra quasi rievocare la linea squadrata inaugurata dall’iPad Pro dell’anno scorso poi ripresa dall’iPhone 12. Quando si aprono, salta subito agli occhi la tastiera nera posizionata in un quadrato nero, quindi tra i tasti non c’è il metallo dello stesso colore della scocca come sui MacBook Pro della generazione precedente. Anche in questo caso si tratta di un déjà-vu, un già visto sempre sui PowerBook. Mi ha sorpreso lo schermo, molto più sottile, ma robusto, e indovinate un po’, proprio come sul mio vecchio PowerBook G4.

Dal punto di vista del design, c’è poco da fare, il modello precedente era un vero e proprio capolavoro di eleganza e il nuovo 16” è apparentemente solo un po’ più alto, appena 8 millimetri, ma che fanno una grande differenza perché quando è aperto corrisponde in altezza al 16” precedente chiuso… quindi il coperchio sono gli 8 mm in più. Anche il peso è aumentato, sempre relativamente al 16”, adesso pesa 2,1Kg, 100 grammi in più rispetto al modello che sostituisce. Anche in questo caso potrebbero sembrare pochi, ma quando sono passato dal vecchio MacBook Air (1,3Kg) all’ultimo (1,25Kg) nello zaino ho sentito ogni grammo in meno di differenza.

Per quanto riguarda il 14” pollici, non è confrontabile perché l’ultimo portatile Apple con questa dimensione del display è stato l’iBook G4 uscito fuori produzione nel 2006.
Tuttavia, nonostante reminiscenze varie, aumenti di dimensioni e peso, rispetto alla generazione precedente del 16”, i neonati MacBook Pro hanno una loro forte personalità e nel complesso nulla di simile si è visto negli ultimi 10 anni.
Infine, non è la prima volta che accade, ma è scomparsa la scritta MacBook Pro nella parte bassa del display, in compenso adesso è impressa nel metallo della scocca inferiore.
Display

Dovendo parlare del display dei nuovi MacBook Pro è impossibile non iniziare dalla “tacca”. Per la prima volta su un Mac, infatti c’è la tacca o notch stile iPhone X. Non è molto grande ma si trova inglobata proprio al centro della barra dei menu, che è anche un po’ più alta, e le voci di menu si spostano automaticamente dall’altra parte della voragine se non c’è spazio per adattarsi.
Come spesso accade in queste occasioni, ad alcuni la tacca piace, per molti è completamente indifferente, mentre per altri è sufficiente addirittura per non comprare i nuovi portatili.
In realtà, bastano poche ore per abituarsi ad avere una tacca nella parte superiore del display. E come ha spiegato Apple, è un modo intelligente per offrire maggiore spazio poiché spostare la barra dei menu più sotto avrebbe significato riproporre una spessa cornice inutilizzata, e le modifiche alla barra dei menu introdotte l’anno scorso con macOS Big Sur erano in funzione proprio della tacca, e non come ipotizzato preparatorie all’introduzione di un display touch per i Mac.

Riguardo la tacca c’è una doverosa osservazione da fare: volendo offrire un display con maggiore spazio, bisognava necessariamente ridurre le cornici nere tutt’attorno, e quella superiore adesso misura solo 3,5mm, il 60% in meno rispetto a quella del modello precedente, mentre l’intero modulo della fotocamera FaceTime ha un ingombro in altezza di 1,6 cm. Quindi il notch non scomparirà fino a quando la tecnologia non riuscirà ad offrire un modulo per la fotocamera di meno di 3,5 mm d’altezza.
Rimanendo in tema di fotocamera, quella dei nuovi MacBook Pro è 1080p, che è anche la migliore che Apple abbia mai utilizzato su un portatile. Tuttavia, le fotocamere frontali degli iPhone e iPad sono di gran lunga superiori da diverso tempo. Anche se la qualità di questa webcam è equivalente a quella dell’iMac M1 da 24 pollici rilasciato all’inizio di quest’anno, però l’iPad mini ha una fotocamera grandangolare da 12 megapixel con Center Stage cosa che rende la webcam dei MacBook Pro non all’altezza.

Ritornando al display, quelli dei MacBook Pro ereditano la stessa tecnologia utilizzata nell’iPad Pro da 12,9 pollici: ProMotion da 120 hertz con un’ampia gamma di colori, retroilluminato mini-LED che garantisce un’ottima luminosità, che può raggiungere un picco ancora più luminoso, pur mantenendo livelli di nero che contribuiscono a un livello notevolmente esteso di gamma dinamica.
Abbandonando i tecnicismi, le foto HDR sul mio iPhone o iPad ora vengono visualizzate altrettanto bene sui display dei nuovi MacBook Pro. I film e le serie TV realizzati in HDR si vedono incredibilmente bene e sono sorprendentemente luminosi.

Come spesso accade quando viene adottata una nuova tecnologia, i vantaggi ProMotion non sono sempre sfruttabili perché la maggior parte delle applicazioni per Mac non sono state ancora aggiornate per supportare questa tecnologia, al punto che sono stato costretto a scaricare dal Mac App Store alcune app per iPad che già supportano i display a 120 herts.
Il display è curvo negli angoli superiori, come sull’iPhone. La curva corrisponde a quella del portatile stesso, e a tutte le finestre di macOS Monterey e macOS Big Sur, ma gli angoli inferiori del display sono ancora ad angolo retto. Può sembrare una incoerenza, ma ignorando la barra dei menu per un momento, il resto del display ha proporzioni 16:10 e angoli ad angolo retto. Quando si utilizza un’applicazione in modalità a schermo intero, il contenuto riempie questo spazio dello schermo 16:10 perfettamente rettangolare. Lo spazio sopra l’area 16:10, dove si trova la barra dei menu, sembra quasi… supplementare.
Il ritorno del MagSafe

L’aggiunta di USB-C come porta di ricarica è risultata utile in diverse situazioni. Non era una porta proprietaria a differenza delle prime due generazioni di MagSafe, che sostanzialmente non potevano essere utilizzate con nient’altro che il caricabatterie Apple. Con USB-C è stato possibile collegare il portatile a un HUB muti-porte che lo ricaricava anche. Con MagSafe si ha bisogno di due cavi: uno per la ricarica, uno per i dati.

L’adozione di USB-C ha anche aggiunto flessibilità. Con il MacBook Pro di fascia alta con porte su entrambi i lati si poteva ricaricare la batteria indifferentemente da uno dei due.
Tuttavia, Apple ha passato anni a esaltare il MagSafe, dedicandogli anche uno degli episodi della famosa campagna pubblicitaria Get a Mac, in cui John Hodgman (PC) era costretto in sedia a rotelle perché qualcuno era inciampato nel cavo di ricarica e lo aveva rovinosamente fatto cadere a terra, mentre Justin Long (Mac) era sano e salvo grazie al collegamento magnetico del Magsafe che si stacca al primo strattone deciso.
Così quando Apple ha lanciato i nuovi MacBook 2016, in tanti sono riscorsi a soluzioni di terze parti che in qualche modo riproponevano il MagSafe, “sacrificando” una porta, ma salvando il portatile.
Infine, l’utilizzo di sole porte USB-C ha significato perderne una per le periferiche ogni volta che bisognava ricaricare la batteria. Su un MacBook Pro con solo una o due porte non è stato l’ideale. Con i nuovi MacBook Pro è possibile ricaricare la batteria e si hanno ancora tre porte libere, ma con la generazione precedente se ne avevano quattro, quindi essenzialmente la porta MagSafe ne ha sostituita una. Probabilmente va bene su un portatile con altre tre porte, ma cosa accadrà con il futuro MacBook Air, una delle due attuali porte sarà sacrificata per il MagSafe?
C’è anche un LED sul cavo per indicare lo stato di carica. Ma c’è un’enorme differenza con questa nuova generazione di MagSafe: il cavo.
La cosa peggiore del MagSafe sui portatili precedenti era il cavo incorporato con il caricabatterie, che si sfilacciava anche frequentemente, costringendo così a sostituire l’intero caricabatterie. Inoltre, non era possibile collegare il cavo a un’altra fonte di alimentazione, come una batteria. Con il MagSafe 3, tutti questi problemi sono stati risolti. Incluso con i nuovi MacBook Pro c’è una caricabatterie USB-C standard insieme a un cavo di ricarica USB-C-to-MagSafe. Se si sfilaccia, basta acquistarne un altro. Se desiderate utilizzare un altro caricabatterie USB-C, è possibile.
Una stranezza dei nuovi MacBook Pro: sui modelli da 14 pollici, è necessario il caricabatterie USB-C da 96 W (opzionale) per la ricarica rapida. È possibile caricare rapidamente tramite MagSafe o tramite un cavo USB-C standard collegato a caricabatterie da 96 W. Tuttavia, sul modello da 16 pollici, dotato di un caricabatterie da 140 W, è possibile effettuare la ricarica ultraveloce solo tramite MagSafe. Anche se c’è una nuova specifica che consente livelli di erogazione di potenza molto più elevati tramite le porte USB, Thunderbolt 4/USB 4 sul MacBook Pro non la supportano. È comunque possibile caricare il computer tramite una Thunderbolt 4/USB 4, ovviamente, ma non alla velocità ultraveloce.
Connessioni

HDMI: è probabilmente il cavo video più universale che esista. Anche se i più previdenti con la precedente linea di MacBook Pro si portavano dietro sempre un adattatore USB-C per poter sfruttare un proiettore o un grande schermo, il ritorno della porta HDMI su un MacBook Pro significa non doversi mai pentire di aver dimenticato l’adattatore al momento di dover effettuare una presentazione.
Slot SD: nel 2016, Phil Shiller, responsabile marketing di Apple, per giustificare l’eliminazione dello slot SD, spiegò che il futuro sarebbe stato wireless e non avremmo più avuto bisogno di utilizzare le schede per trasferire i dati. Non era vero nel 2016, e non lo è nel 2021. Certo, alcuni dispositivi dotati di schede SD ora offrono il trasferimento dati wireless, ma non è così veloce o affidabile come collegare una scheda e trasferire i dati! E molti dei dispositivi non Apple si affidano ancora a porte USB lente per trasferire i dati se bisogna copiare direttamente i dati. Lo slot SD è comodo per un professionista che trasferisce foto, audio o video. Lo SD supporta UHS-II e non il più veloce UHS-III, quindi la velocità di lettura e scrittura è fino a 312 MB/s.
Inoltre, lo slot SD è anche il sistema più semplice per aggiungere spazio libero aggiuntivo al MacBook Pro. Sicuramente non è il sistema di archiviazione a lungo termine più veloce o più sicuro, ma permette di avere sul portatile un spazio libero aggiuntivo senza un’unità USB o un cavo che sporge.

Thunderbolt 4/USB 4: Apple ha deciso di non fare un passo indietro per quanto riguarda il ritorno di USB-A. Oggi, è sicuramente meno problematico di quanto non fosse cinque anni fa. Oramai la maggior parte dei dispositivi sono passati a USB-C e anche per quelli che utilizzano USB-A è possibile acquistare un cavo da USB-A a USB-C. Ho acquistato il MacBook Pro 15” 2016 ad “day one”, insieme ad un paio di adattatori e nel corso degli anni progressivamente ho sempre meno fatto ricorso ai “dongle”, l’unico che ho utilizzato è quello Ethernet-USB-C, ma è permanentemente collegato al cavo Ethernet che finisce sulla mia scrivania.
Tuttavia, i dongle non spariranno del tutto. In tanti, sopratutto i veterani del Mac, avranno sempre bisogno di HUB e adattatori per mantenere collegate tutte le periferiche.
Tasti funzione: quando è arrivata la Touch Bar, ho pensato che avesse un grande potenziale. Sfortunatamente, c’erano due grossi problemi: la mancanza di feedback tattile e supporto software. In un mondo in cui gli streamer video e altri fanno affidamento su accessori come Stream Deck di El Gato, che mette uno schermo dietro i tasti in modo da poterli personalizzare, la Touch Bar sarebbe potuta essere sfruttata meglio se non fosse stata completamente priva di feedback tattile. La superficie perpendicolare allo schermo di un portatile è in gran parte gestita dal tatto. La Touch Bar richiedeva di guardarla, e questo è stato il suo più grosso handicap. Forse una Touch Bar in stile Stream Deck avrebbe potuto essere un approccio migliore.

Per quanto riguarda la mancanza di supporto software, dopo il lancio della Touch Bar, Apple non ha fatto praticamente nulla per valorizzarla. App di terze parti come BetterTouchTool hanno dimostrato che la Touch Bar poteva essere molto più funzionale con alcuni aggiornamenti software intelligenti, ma macOS non ha mai aggiunto un singolo importante miglioramento alla Touch Bar. Sembra quasi che il team software di Apple e quello hardware che ha progettato la Touch Bar non si siano mai incontrati. Non è chiaro cosa sia successo, si sono subito resi conto che una funzionalità del genere era “morta” già dopo pochi mesi oppure hanno impiegato anni per rendersene conto? Ad ogni modo la Touch Bar non ha mai avuto una possibilità di mostrare le sue potenzialità ed è un peccato.
M1 Pro e M1 Max

Il cuore del nuovo MacBook Pro è un nuovo processore costruito da Apple. Ci sono due diverse varianti, M1 Pro e M1 Max, ognuna con le proprie opzioni di configurazioni. Come accade anche per altri produttori, questa ampia scelta dipende dai problemi di produzione dei chip. Alcuni presentano piccoli difetti, e invece di eliminarli, le porzioni difettose vengono “bloccate” e i chip “difettosi” vengono venduti a prezzi inferiori (è accaduto con l’M1 8 core CPU e 7 core GPU del MacBook Air M1).
L’M1 Pro e M1 Max, hanno lo stesso set di core della CPU, con un massimo di 10 in totale: otto core ad alte prestazioni e due core a risparmio energetico. L’M1 dell’anno scorso offriva otto core CPU: quattro ottimizzati per le prestazioni, e gli altri quattro per l’efficienza energetica. Il diverso approccio di Apple con l’M1 Pro e M1 Max consente al MacBook Pro di funzionare molto più velocemente di qualsiasi Mac M1 quando si tratta di attività incentrate sulla CPU, sebbene ci sia un compromesso in termini di pura efficienza energetica: i core di “efficienza” in questo caso sono piuttosto veloci e i core di “prestazioni” non consumano enormi quantità di energia.

Durante il normale funzionamento, il MacBook Pro 16″ M1 Max tendeva a utilizzare i core di efficienza al massimo e molto occasionalmente a usare un core di prestazioni per un momento o due. In pratica, tranne che in operazioni veramente stressati, i due core di efficienza sono stati in grado di gestire la maggior parte del carico.
Il MacBook Pro da 14 pollici ha una serie più ampia di opzioni rispetto al modello da 16 pollici, ma come anticipato può essere configurato con tutte le stesse opzioni di chip di fascia alta del 16 pollici, il che è una buona notizia perché fino adesso chi desiderava un portatile al top delle prestazioni era costretto ad acquistare il modello più grande da 16”, pur preferendo la compattezza del MacBook più piccolo. Adesso non è più necessario acquistare il portatile più grande.
I primi Mac con SoC M1 hanno dimostrato di essere velocissimi, l’Air ha addirittura umiliato il mio MacBook Pro 16” Intel, ma nessuno dei Mac con M1 è stato in grado di battere le prestazioni dell’iMac Pro, quello con il chip Xeon di Intel. Ma, con i nuovi MacBook Pro, anche l’iMac Pro ha dovuto alzare bandiera bianca.
Apple ha anche sfruttato il vantaggio di produrre direttamente i processori per realizzare diversi blocchi personalizzati nei processori M1 che influiscono in prestazioni specifiche. Il Neural Engine, ovviamente, ottimizza i calcoli basati sull’apprendimento automatico su tutti i prodotti Apple. L’M1 include blocchi dedicati per la codifica e la decodifica dei formati multimediali e l’M1 Pro e Max hanno in più blocchi per ProRes, il codec video professionale preferito da Apple.

Di conseguenza, il semplice test di CPU e GPU non fornisce un quadro completo. Se modificate i video utilizzando ProRes, potrete sfruttare una parte del processore M1 Pro o M1 Max progettata appositamente per questo, arrivando perfino a riprodurre un numero impressionante di video 8K simultanei, cosa che fino adesso era possibile solo sui computer desktop.
La maggior parte degli utenti di MacBook Pro probabilmente non utilizzerà questa funzione, ma Apple l’ha integrata perché sa che questo computer piacerà ai professionisti del video.

Le letture e le scritture del disco erano più del doppio rispetto al mio MacBook Pro 16” Intel o al mio iMac M1, con scritture che superavano 6278 MB/s e letture a 5422 MB/s, secondo l’app Blackmagic Speed Test. È un dato importante perché, anche nell’era SSD, gran parte della velocità di un computer è determinata dalla velocità con cui può leggere e scrivere su un disco, e l’accesso all’archiviazione su questi MacBook Pro è molto più veloce rispetto a qualsiasi altro SSD che ho usato su un computer.
Benchmark CPU

Nel corso dello Special Event “Unleashed”, Apple non ha detto molto riguardo le prestazioni dei nuovi M1 Pro e Max nelle operazioni singolo-core perché le differenze sono minime se confrontati all’M1. Tuttavia, rispetto alla concorrenza, l’M1 Max offre un significativo vantaggio in termini di prestazioni o è in grado di raggiungere almeno la parità con i migliori processori Intel o AMD.

Semplicemente folli sono invece le prestazioni multi-core perché, come anticipato, Apple ha creato dei blocchi nel processore che entrano in funzione per specifici carichi di lavoro, cosa che rende questi portatili l’oggetto del desiderio di utenti esperti di editing video, mastering audio o compilazione di codice, tutte settori ad altissima produttività in cui le caratteristiche microarchitettoniche dell’M1 Pro/Max supereranno ampiamente qualsiasi altro processore in circolazione.
Benchmark GPU
Con i MacBook Pro il più grande problema di Apple è stato raggiungere un compromesso tra efficienza energetica e prestazioni con la GPU, e la soluzione è stata quella di offrire sui modelli da 15/16 pollici una scheda grafica integrata Intel (efficienza) e una scheda grafica discreta (prestazioni). Tuttavia, per ragioni di spazio, Apple sul più piccolo MacBook Pro 13” è stata costretta a scegliere una sola GPU, e per preservare l’autonomia la scelta è ricaduta sulla scheda grafica integrata, che nonostante tutte le promesse e gli sforzi di Intel non è mai riuscita neppure minimamente ad avvicinarsi alle prestazioni di una GPU con RAM dedicata.
Le GPU richiedono molta larghezza di banda di memoria, per questo motivo le GPU discrete in genere hanno una quantità considerevole di VRAM dedicata ed utilizzano interfacce ad alta velocità come GDDR6. Ma essendo orientata alle prestazioni e costruendo il proprio SoC, Apple ha invece realizzato un’interfaccia di memoria LPDDR5 incredibilmente grande: l’M1 Max ha un’interfaccia a 512 bit, quattro volte la dimensione dell’interfaccia a 128 bit dell’M1. Con un’interfaccia così ampia, Cupertino è in grado di fornire all’M1 Max 400 GB/sec (tecnicamente, 409,6 GB/sec) di larghezza di banda di memoria, che è paragonabile alla quantità di larghezza di banda trovata sulle schede grafiche più veloci di NVIDIA.

Apple è riuscita ad alimentare la propria GPU di fascia alta con una quantità di larghezza di banda simile a quella di una scheda grafica discreta per portatili, ma con un impatto energetico bassissimo perché se è vero che GDDR6 è velocissimo, è altrettanto vero che non è assolutamente efficiente dal punto di vista energetico. Inoltre, la soluzione di Apple offre vantaggi non solo dal punto di vista del consumo energetico, ma perfino da quello della quantità totale di calore generata, anche per questo Cupertino ha tenuto a precisare che difficilmente le ventole di raffreddamento dei nuovi MacBook Pro entreranno in funzione, e se lo faranno nei carichi più intensivi, avverrà per un brevissimo periodo di tempo.
Come detto, l’M1 Max è progettato per competere con le schede grafiche discrete di fascia alta, ma per la maggior parte dei carichi di lavoro consumer e anche di molti sviluppatori è semplicemente eccessivo, persino per i giochi di classe 1080p. Inoltre avendo ben 57 miliardi di transistor, l’M1 Max ha un suo costo.
Per tutte queste ragioni Apple ha sviluppato due nuovi processori M1 per poter offrire con l’M1 Pro una seconda scheda grafica con prestazioni al di sotto dell’M1 Max. I due chip sono identici fatta eccezione che l’M1 Pro rispetto all’M1 Max ha metà dei cluster GPU, metà della cache a livello di sistema e metà della sua larghezza di banda di memoria. Inoltre l’ M1 Pro è un chip molto più piccolo, il che lo rende più economico da produrre per Apple.
Infine, è il caso di evidenziare che tutti i test sono stati effettuati due volte, con e senza caricabatterie collegato, e i risultati sono stati gli stessi, un particolare non di poco conto considerato che i portatili del lato oscuro garantiscono prestazioni massime solo quando sono collegati alla presa di corrente.
Considerazioni finali

Come anticipato ad inizio articolo, fino adesso uno dei criteri per scegliere quale MacBook Pro acquistare, e cioè la “potenza”, è venuto meno, i due modelli sono configurabili esattamente nello stesso modo. Quindi rimane da stabilire se si preferisce una maggiore portabilità, e quindi la scelta ricadrà sul 14”, mentre chi desidera un quasi desktop “trasportabile” (e non un portatile) comprerà il 16”.
Ma, c’è sempre un ma in ogni storia, quale processore scegliere? L’M1 Pro oppure l’M1Max?
Facendosi condizionare dai nomi, si potrebbe pensare che l’M1 Max assicuri prestazioni nettamente superiori rispetto all’M1 Pro su tutta la linea. Ma, in realtà la differenza tra questi due chip è molto più sottile.
Tutto si riduce ai core della CPU. Infatti, entrambi i chip hanno otto core ad alte prestazioni e sono più o meno identici (sono fondamentalmente gli stessi dell’M1 e persino del processore A14 dell’iPhone 12.) Ad esempio, il nuovo MacBook Pro da 14 pollici entry level con M1 Pro offre le stesse prestazioni in termini di velocità CPU rispetto allo stesso portatile (o al 16”) equipaggiato con l’M1 Max, ma sarà più veloce dei Mac con M1.
Quindi se il vostro lavoro è principalmente legato alla capacità computazionale del processore, non c’è molta differenza tra M1 Pro e M1 Max.
Ciò che fa la differenza tra l’M1 Max e l’M1 Pro sono i core della GPU e la larghezza di banda della memoria, codifica e decodifica dei media e memoria complessiva totale.
Dunque se nel vostro lavoro adoperate applicazioni che utilizzano la potenza della GPU per portare a termine più velocemente il lavoro, allora quello che fa per voi è un MacBook Pro M1 Max con 24 o 32 core GPU perché risulterà molto più potente dell’M1 Pro.
Entrambi i chip offrono alcuni strumenti speciali per i professionisti dei media, inclusa la codifica dei media dedicati e lo spazio di decodifica sui loro chip. Ma, se utilizzate il codec ProRes di Apple, ancora una volta il MacBook Pro deve essere equipaggiato con il processore M1 Max perché, mentre l’M1 Pro ha un elemento progettato su misura per la codifica e la decodifica ProRes, che lo rende un impressionante “processore ProRes” a sé stante, l’M1 Max ne ha due di questi elementi, e anche in un’operazione banale come un’esportazione con Final Cut Pro i vantaggi dell’M1 Max sono evidenti grazie ai core GPU, e ai due elementi ProRes.

L’M1 Pro risulterà straordinariamente veloce per la maggior parte degli utenti, ma se utilizzate una applicazione multi-thread che si basa essenzialmente sulla CPU, scegliete il modello da 10 core, invece se il software che vi tiene impegnato tutto il giorno demanda la maggior parte dei calcoli computazionali alla GPU o richiede un processore ProRes o enormi quantità di larghezza di banda di memoria, allora l’M1 Max è una scelta migliore.
Entrambi i nuovi MacBook Pro offrono una potenza precedentemente disponibile solo per un Mac Pro di fascia alta. Le varie porte gli conferiscono la necessaria versatilità. Il display offre una gamma dinamica estesa e frame rate elevati.
Apple ha ammesso con i fatti, se non con le parole, che la precedente generazione di MacBook Pro è stato un passo falso. I nuovi modelli sono macchine serie per lavori seri, la funzionalità dovrebbe sempre prevalere sulla forma. C’è un diverso tipo di eleganza da trovare nella versatilità.
Non sono economici, ma i nuovi MacBook Pro sono uno strumento per utenti professionali e deve essere costruito tenendo conto delle loro esigenze.
MacBook Pro 16” M1 Max
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: prestazioni sbalorditive; ottimizzato task professionali; GPU equivalente a GPU discreta top di gamma MagSafe; Slot SD; display splendido.
Contro: è più pesante e alto rispetto al modello che sostituisce.
Prezzo: disponibile su Apple Store e Amazon
– €2.849: M1 Pro CPU 10-core con GPU 16‑core, 16GB RAM e 512GB SSD
– €3.079: M1 Pro CPU 10-core con GPU 16‑core, 16GB RAM e 1TB SSD
– €3.949 M1 Max CPU 10-core e GPU 32‑core, 32GB RAM, 1TB SSD
Produttore: Apple.
MacBook Pro 14” M1 Pro
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: configurabile come il top di gamma 16”; prestazioni sbalorditive; GPU; ottimizzato task professionali; MagSafe; Slot SD; display splendido.
Contro: nessuno in particolare.
Prezzo: disponibili su Apple Store e Amazon
– €2.349: M1 Pro CPU 8-core con GPU 14‑core, 16GB RAM, SSD 512GB
– €2.849: M1 Pro CPU 8-core con GPU 16‑core, 16GB RAM, SSD 1TB
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


41 commenti
La recensione che aspettavo trepidante, grazie.
Complimenti, queste sono recensioni interessanti ed utili….
non quelle che si leggono altrove…
Recensione fantastica. Grazie per il lavoro che fai.
Ottima recensione, grazie.
nota: c’è un piccolo refuso nella sezione scheda SD , è scritto 2011 invece di 2021 😉
Ooops… 🤦🏼♂️ ho corretto grazie 🕸
Ottima recensione, il nuovo MacBook Pro è veramente un salto in avanti in termini di potenza…
con un occhio al passato in termini di design. Veramente un ottimo risultato…
Stefano, l’unico errore è che il MacBook Pro Titanium aveva porte Firewire non Thunderbolt.
Se leggi attentamente l’articolo ho scritto che il MacBook Pro del 2015 era un erede del PowerBook G4 Titanium come versatilità di porte, e non che avesse le stesse porte 😉
Non capisco a questo punto il ruolo del MacBook Pro 13″ M1, se non quello di offrire un MacBook Pro ad un costo più basos, visto che questi nuovi partono da €2.349, un entry level un po’ elevato.
Secondo me l’aggiorneranno anche se la vedo difficile, perchè è troppo simile all’Air e troppo lontano dal 14″. In ogni caso concorco che €2.349 è un prezzo d’ingresso troppo elevato se scompare il 13″.
Non capisco perchè non proporre un MacBook 14″ con M1 e senza Pro Motion…
Ma il maggior spessore in altezza del 16″ è dovuto alla tastiera non a farfalla?
Non credo perchè il MacBook Pro 16″ del 2019 della foto ha una Magic Keyboard esattamente come il nuovo 16″.
Bella recensione, molto ben scritta, ho apprezzato soprattutto la spiegazione per la scelta del processore. Se ho capito bene non conviene fare alla vecchia maniera, prendere un Mac più carrozzato, anche lato GPU, in modo che duri di più?
Per la GPU dell’M1 Max sicuramente non conviene se non si rientra nelle attività per cui è progettata. Se non usi Final Cut Pro, ad esempio, non ti accorgeresti mai della differenza e in pratica sarebbero soldi spesi male.
Complimenti ancora per la recensione, e grazie per la tempestiva risposta.
Grazie Stefano per la tua puntuale e completa recensione.
Mi sapresti suggerire la configurazione ottimale per un uso semi-professionale di Logic Pro X (con l’utilizzo di numerose e impegnative librerie kontakt)?
Grazie
L’M1 Max è destinato a una produttività “esasperata”. Quindi se per te è la stessa cosa ultimare un progetto in 3 ore invece che in 2 ore, allora prendi l’M1 Pro entry level. Prendi l’M1 Max base se non sai quando o se passerai da semi-professionale a professionale.
Anche io ho questo dubbio ed é legato principalmente alla ram… il mio sistema attuale (IMac 5K) ne ha ben 40 e li uso quasi tutti!!!! Per questo pensavo al max con 64 Gb… dovrebbe mettermi al riparo anche per i prossimi anni…. Concordi Stefano?
Il funzionamento della RAM sui Mac Apple Silicon è completamente diversa click qui, ne serve molto di meno rispetto a quella “standard”.
Bella recensione, a leggere la quale sembra quasi che chi (come me) ha speso un botto di soldi per acquistare il “passo falso”, nel mio caso MacBook Pro 15” del 2016, abbia preso una romanissima “sòla”; il che in parte è vero, la tastiera ha sempre fatto un po’ schifo, col suo rimore di plastica calpestata, la necessità di dotarsi di adattatori vari, eccetera. Tuttavia, il mio pro è ancora un ottimo apparecchio, dopo quasi 5 anni di utilizzo con programmi di grafica (suite Corel) non sento ancora la necessità di cambiarlo (come invece avvenne col precedente PC Toshiba che dopo 4 anni era lentissimo e mi convinse a fare il salto nel mondo Mac) e la Touch Bar mi piace molto, così come l’estetica, la cui bellezza si esalta nell’articolo. Sono tentato ma non acquisterò, per ora il nuovo pro, un po’ perché non mi serve e un po’ perché non mi fido, il precedente acquisto di un prodotto appena uscito e radicalmente trasformato, come in questo caso, mi ha convinto ad attendere un po’.
ciao, ho una domanda un po’ particolare: in attesa di trovarli in esposizione da qualche parte, ma temo che ci voglia un po’, io ho restituito un MacBook Air M1 perchè trovavo i 13” un po’ troppo piccoli, i caratteri proprio. Per vedere bene dovevo ingrandire gli elementi dello schermo, ma a quel punto tutto risultava “ingombrato”.
Il 14”, rispetto ai 13” dell’Ari, è un po’ più grande, o è solo una questione di quantità di spazio e non di grandezza degli elementi?
Il maggiore spazio ti permette di impostare un font più grande.
Bella recensione. Molto interessanti i due nuovi MBP, anche se io non essendo un vero utente pro (diciamo che sono un utente “consumer avanzato” 😊) aspetto ancora il mio MacBook Silicon ideale… Il MacBook Air M1 15″ 😉
Allora siamo almeno in due 👍🕸
Siamo in tre
Stefano, mi potresti dare una tua opinione sulla funzione “High Power Mode” relegat a al modello da 16”? É una cosa solo “cosmetica” o sostanziale? Grazie mille! 😉
È una funzionalità “sostanziale”, in pratica aumenta la velocità delle ventole, quindi il portatile si raffredda molto più velocemente consentendo prestazioni più elevate in carichi di lavoro molto intensivi. Ma è una funzionalità che entra in azione in determinate e specifiche circostanze di editing video color grading 8K ProRes 4444 e 8K DNxHR. Funziona sia a batteria, sia con il caricabatterie collegato.
Grazie mille! Allora vado di 16” e per star sereni 64gb di ram… 😁 un’astronave!
Mi chiedo: sarebbe possibile rendere la porta MagSafe una usb-c a tutti gli effetti ma con un diverso attacco, quindi sia power che dati? Si potrebbe collegare il MacBook ad un solo cavo (MagSafe) a hub e avere alimentazione, dati e protezione.
Tecnicamente non si può fare, per questo la generazione precedente di MacBook Pro era senza MagSafe.
Innanzitutto grazie per la ottima e precisa recensione. E soprattutto per le foto che mostrano chiaramente il comportamento delle voci della barra dei menù rispetto al notch.
Che dire?!
Sotto il cofano sono delle bestie assurde, sono talmente potenti che per la maggior parte delle persone è quasi uno “spreco” comprare uno di questi MacBook Pro.
Esteticamente però, a me, ribadisco, non piacciono. Quel notch è inguardabile per i miei gusti. Le voci della barra dei menù che stanno un po’ a destra e una po’ a sinistra sono un pugno in occhio.
Ottima recensione, come sempre nella tua tradizione Stefano, complimenti.
Ora mi hai messo in crisi per via del peso e la portabilità del 16”. Considerato che di solito mi muovo tra un posto e l’altro della casa, viaggi… consiglieresti comunque il 16”?
Grazie
A me serve un quasi desktop perché mi sposto 2 volte a settimana da una casa all’altra, probabilmente per la mobilità prenderei il 14”.
Grazie
Ciao Stefano, complimenti per la recensione, molto esaustiva. Ho una domanda: io uso il mac sostanzialmente per creare musica ed è collegato ad un monitor esterno, in questo caso il notch scompare?
Il notch non compare sul monitor esterno 👋
Stefano, complimenti, le tue recensioni sono sempre illuminanti.
Perdona la curiosità, dei due colori, argento e grigio siderale, quali preferisci?
Dopo sei anni di grigio siderale, l’argento. 👍🕸
Ottima recensione, Complimenti !! e grazie mille….
Anche se le prestazioni sono ovviamente superiori rispetto al mio MacBook Pro (16-inch, 2019 – 2,3 GHz 8 core 32GB RAM) non acquisterò il nuovo MacBook Pro 16”.
Oltre all’aumento di dimensione e peso trovo il design di questo modello decisamente orribile, squadrato come una tavoletta, nella scia della nuova linea degli iPad e iPhone … (ho acquistato il nuovo iPhone 13 Pro e non sono contento proprio per la forma squadrata ed il peso rispetto al mio precedente iPhone 11 Pro).
Infine non mi piace il ritorno al Magsafe non ho mai inciampato in nessun cavo e voglio poter ricaricare la batteria indifferentemente da entrambi i lati con preferenza da destra nelle mie due postazioni di lavoro abituale.
Quindi finché le prestazioni non saranno un limite mi terrò stretto il mio MacBook Pro del 2019.
Saluti.
EM
Su Amazon è ancora a prezzo pieno, pensi che sconteranno al Black Friday?
È probabile 🤞