Accadde oggi: Apple lancia il Mac Pro “cestino”

19 dicembre 2013 Apple lancia il controverso Mac Pro, soprannominato “cestino” per la sua forma cilindrica, uno dei design più audaci e criticati della sua storia. Presentato alla WWDC 2013, segnò un cambiamento radicale per il Mac Pro, allontanandosi dal tradizionale design modulare a torre per abbracciare una forma cilindrica in alluminio lucido.
Il design era centrato su un nucleo termico unificato: tutti i componenti interni erano disposti attorno a questo nucleo per ottimizzare la dissipazione del calore. Una singola ventola aspirava aria dalla base, la faceva passare attraverso il nucleo e la espelleva dalla parte superiore.
Questo sistema di raffreddamento permetteva al Mac Pro di funzionare in modo estremamente silenzioso, anche durante operazioni intense. Apple sottolineò che il nuovo Mac Pro offriva prestazioni complessive doppie rispetto alla generazione precedente, occupando meno di un ottavo del volume. Era equipaggiato con processori Intel Xeon e GPU dual AMD FirePro, capaci di offrire una potenza di calcolo fino a sette teraflop.

Durante la presentazione, Phil Schiller, uno dei principali dirigenti di Apple, rispose alle critiche sul presunto declino dell’innovazione dell’azienda dichiarando: “Non possiamo più innovare? Ma per favore!”. Tuttavia, nonostante le promesse ambiziose, il Mac Pro del 2013 incontrò forti critiche, soprattutto tra gli utenti professionali. La sua mancanza di espansione interna fu un problema significativo: non disponeva di slot per aggiungere schede grafiche, memoria o altri componenti, costringendo i professionisti a utilizzare esclusivamente porte Thunderbolt 2 per espandere le capacità della macchina. Questa limitazione lo rese poco adattabile ai cambiamenti e alle crescenti richieste del mercato hardware.
Il dispositivo venne rapidamente percepito come poco adatto alle esigenze dei professionisti, e persino Apple sembrò non sapere come aggiornarlo. Per anni, il Mac Pro rimase invariato, tanto che fino al 2019 era possibile acquistare una versione identica a quella lanciata nel 2013.
Nel 2017, Apple fece un’ammissione rara, riconoscendo pubblicamente i limiti e i fallimenti del progetto durante un incontro con i giornalisti. Due anni dopo, nel 2019, Cupertino abbandonò definitivamente il design cilindrico, introducendo un nuovo Mac Pro con una struttura a torre modulare, completo di otto slot PCIe e tre potenti ventole, tornando a soddisfare le esigenze dei professionisti.
Nonostante il fallimento del Mac Pro “cestino”, molti degli ideali dietro il suo design—un computer compatto, potente e con espansione esterna—hanno trovato una realizzazione più efficace con il successivo Mac Studio, che è stato accolto con maggiore entusiasmo.


3 commenti
Usata per quasi anni, con addirittura tre monitor 5k in contemporanea (Dell). Macchina esteticamente straordinaria penalizzata fondamentalmente non solo dalla mancata espansione ma dal thunderbolt 2 e non 3 (mai aggiornato) e dalle schede grafiche interne custom, anch’esse mai aggiornate e non riconosciute praticamente quasi da nulla in parallelo (di fatto ne lavorava solo una) e piene di problemi hardware (instabilità, freeze, crash).
Usato in modalità Windows nativa poteva effettivamente unire la (relativa) potenza delle due schede con la modalità AMD Crossfire (SLI) e regalare esperienze gaming migliori, ma mai eccezionali (opengl di basse prestazioni).
Il fattore termico, pur ottimo, era penalizzante in quanto per tenere bassa la temperatura le stesse schede e la cpu subivano il throttling termico. Nonostante questo, chiunque la guardasse sembrava una macchina venuta dal futuro.
storica la faccia molto perplessa e lungimirante di Wozniak durante la presentazione.
Acquistato nel 2016 per affiancare i Mac Pro Intel Xeon. Fantastico il processore 12 core che teneva testa a macchine ben più ingombranti, molto più rumorose e praticamente infuocate se utilizzate h24. Utilizzato ininterrottamente per progettazione cad + modellazione tridimensionale + renderizzazione. In funzione anche oggi. Oggetto meraviglioso che ha anticipato il Mac Studio (oggi al suo fianco con prestazioni ovviamente maggiori). Non compreso dai contemporanei (espansioni impossibili, schede grafiche AMD integrate non sostituibili, poche connessioni, estetica e struttura minimaliste hanno fin dal lancio generato critiche che lo hanno costantemente connotato come una specie di “errore di progettazione”), aveva già tracciato le linee del futuro Apple che oggi sono la nostra quotidianità.