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Recensione: Apple Watch Series 11, convince ma non stupisce

di Stefano Donadio | 25 Settembre 2025
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  • Apple Watch
  • Recensioni hardware
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  • Apple Watch 11
  • Recensione Apple Watch

Apple-Watch-11-grigio-siderale-recensione 2.

 

L’Apple Watch Series 11 non è un cattivo smartwatch, anzi: resta un dispositivo completo e performante. Il problema è che, quest’anno, manca quella scintilla che lo faccia distinguere. Con un prezzo di partenza di 459 €, la nuova generazione si ritrova stretta tra un Apple Watch SE 3 completamente rinnovato e un Apple Watch Ultra 3 che offre tutte le caratteristiche del Series 11 più la connettività satellitare. Il risultato è che il Series 11 rischia di sembrare un prodotto “di mezzo”, utile ma poco sorprendente.

Sul piano tecnico, le differenze con il modello precedente sono minime: l’orologio guadagna un sistema di doppia antenna per il 5G (ma non per l’Italia), una batteria leggermente più capiente e un display più resistente ai graffi. Gli aggiornamenti più intelligenti arrivano con watchOS 26, ma non sono esclusivi di questo modello. Ciò significa che gran parte dell’esperienza d’uso resta condivisa con gli altri Apple Watch della linea.

 

Apple-Watch-11-grigio-siderale-01 2.

Apple Watch 11 nella nuova colorazione grigio siderale

 

Nonostante tutto, il Series 11 conserva il suo valore. Non sarà l’orologio più entusiasmante, ma rappresenta ancora una scelta equilibrata per chi cerca affidabilità. La decisione finale, per molti, si ridurrà a tre aspetti fondamentali: la durata della batteria, le funzioni legate alla salute e la comodità al polso. In questo equilibrio, il Series 11 trova la sua ragion d’essere, pur senza far sognare.

 

Batteria

Dal 2015 Apple ha sempre dichiarato per i suoi smartwatch un’autonomia di 18 ore, sufficiente a coprire una giornata d’uso, ma mai di più. Con l’Apple Watch 11, per la prima volta, la stima ufficiale sale a 24 ore con una singola ricarica, un miglioramento che rappresenta l’aggiornamento più concreto e rilevante di questa generazione. Non si tratta di un salto epocale, ma di un progresso che rende l’orologio più affidabile nella quotidianità.

Gli appassionati Garmin, abituati a misurare la batteria in settimane o mesi, potrebbero ironizzare, ma Apple è sempre stata molto conservativa nelle sue previsioni. In realtà, già da tempo molti utenti riuscivano a superare le 24 ore reali di utilizzo. Quest’anno, grazie a una batteria più capiente — con un aumento del 9% per il modello da 42 mm e dell’11% per quello da 46 mm — e a un modem 5G più efficiente, Cupertino ha deciso di rendere ufficiale ciò che per molti era già la norma. Tuttavia, chi sperava in un balzo netto verso le 36 o 40 ore resterà deluso: i test sul campo mostrano solo un miglioramento marginale rispetto alla Series 10.

 

Apple Watch 11 polso.

 

Nelle prima settimana di prova, il Series 11 ha confermato un’autonomia leggermente più solida. Dopo averlo tolto dalla ricarica al 100%, con display sempre attivo, notifiche frequenti e l’esplorazione delle novità di watchOS 26, è arrivato a 28 ore con l’8% residuo. In 25 minuti di ricarica è risalito al 62%, sufficiente per affrontare un allenamento in piscina di 45 minuti e poi proseguire fino alla mattina successiva con circa il 12% disponibile al risveglio, intorno alla 45ª ora. Numeri simili al modello precedente, ma con una maggiore sicurezza di non trovarsi a secco al mattino, problema che in passato comprometteva i dati sul sonno.

Il miglioramento non è rivoluzionario, ma segna comunque un vantaggio rispetto all’Apple Watch SE 3. Quest’ultimo beneficia sì della ricarica rapida, ma con un’autonomia di 18 ore richiede più attenzione e gestione rispetto alle 24 ore del Series 11. È un aspetto cruciale, perché il nuovo modello si posiziona chiaramente come “l’orologio della salute” della linea. E poiché Apple guida già sul fronte delle funzioni di monitoraggio avanzato, era inevitabile che il passo successivo fosse rendere più affidabile l’analisi del sonno. Non sorprende quindi che proprio quest’anno, insieme al miglioramento della batteria, arrivi anche il nuovo punteggio di qualità del sonno, che si inserisce perfettamente in questa strategia.

Una migliore autonomia non significa soltanto monitorare il sonno in modo più affidabile, ma apre la strada anche a un utilizzo più duraturo delle connessioni cellulari. Detto ciò, a meno che non si faccia un uso intenso della connettività cellulare, i benefici in questo campo non cambiano radicalmente l’esperienza d’uso rispetto ai modelli precedenti.

Il vero punto di forza del Series 11 è la salute, più che il fitness. Chi cerca un orologio pensato per lo sport troverà nell’Ultra 3 un’opzione migliore grazie al display più grande e luminoso, al GPS a doppia frequenza e alla resistenza estrema. Il Series 11, invece, è la scelta ideale per chi vuole monitoraggio sanitario avanzato e al tempo stesso un design leggero e confortevole, con il massimo schermo possibile senza sacrificare la portabilità. Le dimensioni restano le stesse del Series 10, 9,7 mm di spessore con cassa da 42 o 46 mm, ma con cornici molto più sottili rispetto all’SE 3, che permettono un display più ampio del 25-30%. È anche più sottile del 30% rispetto all’Ultra 3, una caratteristica che lo rende perfetto per utenti con polsi piccoli o per chi non vuole un dispositivo ingombrante, senza rinunciare alla leggibilità. Un vantaggio pratico è la possibilità di utilizzare comodamente la tastiera integrata, assente sull’SE 3 a causa dello schermo più ridotto.

 

Apple Watch 11 bracciale acciao.

Il cinturino in acciaio si sposa bene con il nuovo colore grigio siderale

 

Dal lato sanitario, il Series 11 integra l’intero pacchetto di sensori già noti, ma molte delle novità software non gli sono esclusive. Le notifiche di ipertensione, appena approvate dal Ministero della Salute, sono disponibili sui modelli precedenti Apple Watch 9, 10 e Ultra 2, mentre il nuovo punteggio del sonno sarà disponibile su tutti i dispositivi compatibili con watchOS 26, compreso l’SE 3. La funzione per l’ipertensione è stata sviluppata analizzando i dati di 100.000 partecipanti a uno studio e si basa sul sensore ottico di frequenza cardiaca, senza richiedere calibrazione con un misuratore esterno.

 

 

Non fornisce valori precisi di pressione, ma rileva pattern compatibili con possibili stati di ipertensione e invia un avviso che invita a consultare un medico. Apple, durante la presentazione, ha dichiarato di aspettarsi che questo strumento possa contribuire a identificare un milione di casi entro il prossimo anno, aprendo scenari significativi per la prevenzione e la salute pubblica.

Il punteggio del sonno non è una novità assoluta: realtà come Fitbit, Garmin & C. lo offrono da anni. La differenza è che Apple ha scelto di dare maggior peso a fattori che l’utente può effettivamente controllare, come la durata e la regolarità del riposo, piuttosto che alla qualità delle fasi del sonno o a parametri biometrici difficilmente influenzabili.

 

 

Questo approccio rende il dato più utile dal punto di vista pratico, anche se spesso non sorprende. In una notte con sole cinque ore e 23 minuti di riposo, il punteggio è stato 55  ritenuto “accettabile” mentre dopo sette ore di sonno, con una sola breve interruzione di sei minuti e una coricata anticipata, il risultato è stato un eccellente 93. Non è quindi uno strumento pensato per rivelazioni inaspettate, ma piuttosto per aiutare chi vuole migliorare le proprie abitudini concentrandosi sugli aspetti che può davvero cambiare.

Come già anticipato, watchOS 26 non porta novità esclusive al Series 11, ma introduce funzioni che migliorano sensibilmente l’esperienza quotidiana. Tra queste spiccano lo Smart Stack aggiornato, che ora segnala la presenza di widget utili con piccole icone sul quadrante, e la nuova gesture del polso, che permette di chiudere notifiche, sveglie e timer con un semplice movimento. L’orologio diventa così più facile da usare con una sola mano, un passo avanti non banale per chi lo utilizza tutto il giorno.

 

Borsa portacinturini.

Piena compatibilità con tutti i cinturini

 

Ci sono anche altri miglioramenti degni di nota: l’app Note sbarca sul polso e consente di dettare appunti al volo, le funzioni di Apple Intelligence come Call Screening e Hold Assist arrivano anche sull’orologio quando collegate a un iPhone compatibile, e la gestione degli allenamenti personalizzati diventa finalmente più semplice grazie alla possibilità di crearli e modificarli direttamente dall’iPhone nell’app Fitness. Tra le nuove watchface spicca Flow, essenziale e minimalista, mentre Workout Buddy offre incoraggiamenti vocali utili ma non rivoluzionari.

Eppure, al di là di queste migliorie software, il Series 11 si ritrova in una posizione scomoda. Non ha innovazioni tali da renderlo indispensabile, e la batteria più longeva, pur gradita, non giustifica da sola il passaggio per chi possiede un Series 9 o 10. Chi è alle prime armi con gli smartwatch troverà più conveniente l’SE 3, mentre gli utenti che vogliono il massimo punteranno sull’Ultra 3. Il Series 11 finisce così per essere la scelta “di default”: un orologio affidabile, equilibrato, ma che non entusiasma. Chi arriva da modelli più vecchi come Series 5 o 6 potrà apprezzare l’accumulo di piccoli progressi, ma per chi ha già un Apple Watch recente, questa non è l’annata giusta per cambiare.

 

Considerazioni finali

L’Apple Watch Series 11 si trova in una posizione insolita: è un prodotto valido, ma privo di elementi davvero distintivi rispetto al resto della linea. Gran parte delle sue qualità si ritrovano già negli altri modelli e il lieve miglioramento della batteria non basta a renderlo un acquisto imprescindibile per chi possiede un Series 9 o un Series 10, dove il guadagno si traduce soltanto in qualche ora aggiuntiva di utilizzo. A meno che l’attuale orologio non sia danneggiato o inaffidabile, non ci sono motivi forti per aggiornare.

 

Apple Watch 11 spider.

 

Per chi si avvicina per la prima volta al mondo degli smartwatch, l’Apple Watch SE 3 resta l’opzione più logica e conveniente, mentre chi cerca il top senza compromessi continuerà a scegliere l’Ultra 3. Il Series 11, invece, finisce per essere la scelta intermedia, adatta a chi desidera un Apple Watch leggermente più rifinito, ma senza caratteristiche che lo rendano speciale. È, di fatto, l’orologio “di default” di quest’anno: solido e affidabile, ma privo di quell’effetto sorpresa.

Ciò non significa che sia un prodotto mediocre. Gli utenti che possiedono modelli più datati, come il Series 5 o il Series 6, possono apprezzare come i piccoli miglioramenti accumulati negli anni abbiano reso l’esperienza complessiva più fluida e completa. Tuttavia, per chi indossa un Series 7 o successivo e non avverte particolari limitazioni, il consiglio resta chiaro: meglio destinare il budget all’aggiornamento dell’iPhone o degli AirPods, piuttosto che a un upgrade del Series 11.

 

Punteggio (da 1 a 5): Punteggio 4 ragni
Pro: l’autonomia tocca le 24 ore; notifiche ipertensione.
Contro: nessuna novità “esclusiva” che potrebbe spingere i proprietari della Series 9 in poi all’acquisto
Compatibilità: iPhone 11 e successivi, incluso iPhone SE (seconda generazione e successive), con iOS 26 e successivi.
Prezzo:
a partire da € 459, disponibile su Amazon in 5 rate senza interessi e senza aprire una pratica di finanziamento.
Produttore:
Apple.


LEGENDA
 Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
 Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
 Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
 Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
 Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.

13 commenti

  1. Gigi ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 12:04

    Bene vedere che la batteria è fisicamente più grande. Salterò questa generazione, ma non vedo l’ora di aggiornare il mio S10 Titanium al futuro S12 Watch quando verrà annunciato.

    Rispondi
  2. Sara ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 12:05

    Sembra un upgrade abbastanza importante rispetto al mio Series 5. Batteria migliorata, maggiore resistenza ai graffi, monitoraggio dell’ipertensione (vedremo quanto sarà preciso) e punteggio del sonno. Per me ne vale la pena.

    Rispondi
  3. Matteo ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 12:07

    Guardando il mio Series 8 in acciaio, non vedo alcun motivo per fare l’upgrade. Forse se il Series 12 introdurrà la connettività satellitare e un SoC migliorato, potrei pensarci, ma per ora sto bene così.

    Rispondi
  4. Rossano ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 12:10

    Ho un Series 7 e la batteria non è il massimo. Vorrei passare a qualcosa di meglio, però l’S11 non è un salto così grande, e l’SE3 è in gran parte un passo indietro. L’U3 non mi starebbe bene al polso, ma quello che desidero di più è proprio per la batteria. Uffa!

    Rispondi
    • Stefano ha detto:
      25 Settembre 2025 alle 12:13

      L’SE rappresenta un passo indietro rispetto al Series 7 per quanto riguarda le dimensioni dello schermo e manca di alcune funzioni legate alla salute, ma ne introduce anche altre. Guardando la pagina di confronto, in realtà si ottengono un chip più potente, più memoria e Siri direttamente a bordo. Questi miglioramenti dovrebbero rendere l’orologio molto più fluido rispetto al Series 7. Sono al 75% sicuro che ne ordinerò uno per confrontarlo direttamente con il Series 7.

      Rispondi
  5. TES ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 12:12

    Il Series 11 non è altro che un Series 10: hanno semplicemente riscritto il codice di watchOS, ma alla fine è tutto identico. Una mossa furba, ma anche piuttosto spregiudicata.

    Che poi, a sua volta, il Series 10 non è altro che un Series 9 con un nuovo guscio, che a sua volta deriva dal Series 6. Ecco perché questo modello è rimasto in listino fin dal suo lancio.

    Nei test sulla batteria delle recensioni, le ore di autonomia sono infatti sempre le stesse dai tempi del Series 6.

    Rispondi
    • LOAD ha detto:
      25 Settembre 2025 alle 12:16

      Ma anche no, l’S11 ha una batteria fisicamente più grande, connettività 5G (prima o poi l’abiliteranno anche in Italia) con modem aggiornato e il nuovo Ceramic Shield 2 sul frontale.

      Rispondi
  6. Lello ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 12:18

    Sto passando dal Series 6 al Series 11. Sono pronto per un nuovo orologio. Le novità non sono molte, ma il principale motivo dell’upgrade è lo schermo più grande e il fatto che la batteria del mio Apple Watch non regge più come una volta.

    Rispondi
    • Paolomac ha detto:
      26 Settembre 2025 alle 14:40

      mi trovo esattamente nella stessa situazione, il SE non esiste perché non avrebbe ecg e saturazione, mi viene da cercare un serie 10 a buon prezzo…che ne pensate?

      Rispondi
      • Alan ha detto:
        26 Settembre 2025 alle 15:20

        È solo una questione di prezzo, se lo trovi nuovo a meno, prendilo, anche se l’11 ha un vtero più resistente, che non è poco.

        Rispondi
        • Tribal ha detto:
          26 Settembre 2025 alle 15:44

          Se il vetro è 2 volte più resistente, meglio prendere l’11 perchè proprio il vetro è quello che si rompe più facilemnte.

          Rispondi
  7. figlidipapa ha detto:
    25 Settembre 2025 alle 16:20

    “meglio destinare il budget all’aggiornamento dell’iPhone o degli AirPods, piuttosto che a un upgrade del Series 11” o magari destinarlo alle bollette

    Rispondi
    • Mac Orange ha detto:
      25 Settembre 2025 alle 16:29

      Beh dipende che Apple Watch hai, il mio Series 5 oramai è andato e quindi ho preso l’11, che rientra ampiamente nel mio budget, diversamente pagherei le bollette.

      Rispondi

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