Recensione: Apple Beats Pill, il mini speaker che sfida i giganti del wireless, anche nel prezzo €95 (-44%)

Dopo anni di assenza dal settore degli speaker portatili, Beats è tornata con una versione radicalmente aggiornata del suo iconico Pill, ripensato per competere con marchi che nel frattempo hanno dominato la fascia compatta come Bose, JBL, Sony e Anker. Il Beats Pill di ultima generazione mantiene la silhouette cilindrica ormai riconoscibile, ma sotto la scocca tutto è stato riprogettato con un approccio più moderno e una particolare attenzione all’integrazione software su entrambe le principali piattaforme mobile.
Il nuovo Beats Pill costa poco meno di €179, una cifra sorprendentemente aggressiva per un prodotto legato all’ecosistema Apple, che lo diventa ancora di più grazie ad uno sconto del 44% di Amazon, e così l’altoparlante di Apple costa €95.

Il design unisce una griglia anteriore in metallo, un rivestimento in silicone che aggiunge grip e resistenza, e tre colorazioni — rosso, nero e oro — pensate per adattarsi a contesti diversi, dallo zaino da viaggio alla scrivania. L’ergonomia è stata migliorata grazie a pulsanti fisici dall’ottimo feedback tattile, disposti in modo intuitivo per essere utilizzati anche senza guardare lo speaker, un dettaglio spesso trascurato nei concorrenti di pari fascia.
Dal punto di vista tecnico, Beats ha completamente ridisegnato woofer e tweeter. Il nuovo woofer “a pista da corsa” è capace di muovere fino al 90% di aria in più rispetto al vecchio Pill Plus, generando bassi più pieni e controllati pur nelle dimensioni ridotte dell’unità. Il tweeter, orientato verso l’alto di 20 gradi, proietta il fronte sonoro direttamente all’ascoltatore quando il dispositivo è appoggiato su un tavolo, minimizzando dispersioni e creando una resa più naturale. Nonostante la rinuncia al suono stereo, i componenti risultano complessivamente più efficienti, con una riduzione significativa della distorsione alle basse frequenze e una maggiore coerenza nelle medie frequenze.
Nell’uso quotidiano, la resa in mono si comporta meglio di quanto ci si possa aspettare. La timbrica è pulita, gli alti non risultano taglienti e il volume può salire in maniera sorprendente senza degradazioni evidenti, perlomeno fino agli ultimi punti della scala. Brani con mix molto ricchi possono evidenziare limiti fisiologici, ma per ascolti rilassati in ambienti domestici, all’aperto o durante i viaggi, il Pill offre una qualità più che adeguata. Chi desidera una vera scena stereo può associare due unità in modalità dedicata, una funzione pensata anche per chi vuole coprire più stanze durante una festa o un evento informale.

L’aspetto più innovativo del nuovo modello risiede però nelle funzioni avanzate. La porta USB-C non è solo un ingresso di ricarica, ma permette la riproduzione lossless da dispositivi compatibili, trasformando lo speaker in un terminale audio di qualità superiore rispetto al tradizionale streaming Bluetooth. La stessa porta funge da powerbank e può ricaricare smartphone o altri device, con un sistema intelligente che riconosce automaticamente la direzione della carica. Il lettore può tuttavia intervenire manualmente e invertire il flusso con una tripla pressione del tasto di accensione. È presente anche il supporto ai comandi rapidi dell’assistente vocale tramite doppio click, sebbene manchi l’attivazione “senza-mani”.

Beats continua a spingere forte sull’integrazione software: sia su iOS che su Android è disponibile la configurazione istantanea con una schermata pop-up, oltre alla possibilità di localizzare lo speaker tramite le reti Dov’è e Trova il tuo dispositivo. È una delle rare volte in cui un prodotto firmato Apple tratta entrambe le piattaforme con una parità di funzionalità quasi totale. Lo speakerphone integrato, spesso una funzione trascurata in questa categoria, sorprende con un algoritmo di riduzione del rumore che isola la voce anche in ambienti rumorosi, rendendo Pill adatto a call veloci in mobilità.
L’autonomia cresce fino a 24 ore di utilizzo, un miglioramento che nasce dall’efficienza dei nuovi driver e da ottimizzazioni energetiche sul processore interno. La certificazione IP67 consente l’utilizzo in spiaggia, in piscina o durante escursioni, con protezione totale dalla polvere e immersioni temporanee. Il laccetto incluso rende il trasporto più pratico e aggiunge un elemento di sicurezza utile durante attività outdoor.
Considerazioni finali
Il Beats Pill 2024 si presenta come uno dei prodotti più maturi e completi mai lanciati dal marchio. Non è pensato per audiofili puristi, né per sostituire un sistema stereo vero e proprio, ma nella fascia degli speaker compatti offre un equilibrio di potenza, autonomia, robustezza e funzioni intelligenti raramente visto a questo prezzo. L’assenza dell’audio stereo integrato resta l’unico vero limite, ma il rapporto qualità-prezzo è tale da rendere questo ritorno un convincente colpo di reni per Beats nel competitivo mondo dell’audio portatile.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro:
- Caratteristiche native sia su iOS sia Android
- Supporta l’audio cablato tramite USB-C
- Funziona come vivavoce
- Robusto e dotato di laccetto per il trasporto
- Prezzo scontato su Amazon
Contro:
- L’audio mono a volte convince, a volte meno
- Alzando troppo il volume emergono i suoi limiti
Compatibilità: iPhone 6s Plus o iPhone SE (1ª generazione) e successivi
Prezzo: €179, su Amazon a €95 (-44%).
Produttore: Apple Beats
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


6 commenti
Finalmente Beats sembra aver trovato un equilibrio tra design, qualità sonora e prezzo: lo sconto lo rende quasi un “best buy” nella fascia sotto i 100 euro.
Peccato solo per l’assenza dello stereo nativo.
Meglio un solo driver in mono ma ben ottimizzato rispetto ad altri modelli stereo economici
Il problema “mono” si aggira con la modalità stereo con due Pill. A proprosito vale davvero la pena acquistare una seconda unità oppure il salto qualitativo è minimo?
Non ho avuto modo di provare la modalità stereo, ma avevo due Pill+ precedenti e con la modalità stereo si aveva una reale separazione tra canale destro e quello sinistro, bisogna solo metterli ad una certa distanza l’uno dall’altro per avere l’effetto stereo. L’unico neo era a livello software, l’abbinamento stero non rimaneva memorizzato e bisognava crearlo ogni volta con l’app Beats.
Ho ancora il primo modello da quasi 10 anni!