Recensione: Affinity 3, la suite creativa gratuita che sfida Adobe

Se siete dei creativi, preparatevi a una sorpresa: Affinity, la suite professionale di Serif, è ora completamente gratuita.
Per usare le funzionalità di intelligenza artificiale (AI) è necessario un abbonamento premium a Canva, ma del resto queste funzionalità non sono mai state il cuore di Affinity. L’acquisizione della britannica Serif da parte dell’australiana Canva ha portato a questo: le tre app creative professionali di Affinity — un programma di illustrazione vettoriale, un editor fotografico e un pacchetto di desktop publishing originariamente pensato per Mac (una versione per iPad arriverà “presto”) — sono ora riunite in un’unica app.
Ci si aspetta un “trucco nascosto”, ma per quanto è possibile vedere, non c’è. Il nuovo Affinity prende Designer, Photo e Publisher, aggiorna la loro versione alla 3 e le regala senza alcun costo! Non si tratta del nome Affinity applicato su Canva — l’app esiste ancora sul web — ma del vecchio Affinity con un nuovo aspetto.

Si ritrova il selettore colore selettivo, un triangolo dentro una ruota, in alto a destra. È possibile passare i documenti tra modalità Vettore, Pixel e Layout usando i pulsanti in alto a sinistra dell’interfaccia, nello stesso modo in cui funzionava il vecchio sistema StudioLink, e forse ha più senso così rispetto ad avere tre app separate. I file Affinity più vecchi possono essere aperti nella nuova app, ma quando li si salva verranno scritti in un nuovo formato, non compatibile con le versioni precedenti.
La nuova icona verde dell’app può sembrare un cambiamento rispetto al passato, ma poco altro è diverso. Questa è la suite creativa che sfida Adobe sul suo stesso terreno, anche se chi è abituato a Photoshop, InDesign e Illustrator dovrà prenderci la mano: lo strumento Ritaglio, ad esempio, non funziona esattamente nello stesso modo. Tuttavia ci sono numerosi tutorial, inclusi progetti di esempio che insegnano nozioni importanti come lavorare con i livelli, il testo e i filtri live. Molte competenze Adobe sono trasferibili, e la possibilità di aprire i template InDesign — anche se non i progetti completi — rende Affinity ancora più interessante per chi vuole affrancarsi dall’abbonamento a Creative Cloud.
Editing vettoriale e fotografico

L’unico strumento AI che non richiede abbonamento è il riconoscimento degli oggetti, che usa il machine learning per selezionare un oggetto nell’immagine indicandolo con un riquadro. Bisogna attivare la parte di machine learning nelle impostazioni dell’app e scaricare il modello necessario — provare a scaricarne altri, come il ridimensionamento in super risoluzione o la colorizzazione di immagini in bianco e nero, richiede l’abbonamento — ma il modello non aggiunge molto peso all’app.
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Nel test con Photoshop sulla stessa immagine, selezionando il contorno di un faro rosso contro una carrozzeria verde, l’app di Adobe ha funzionato meglio, mentre Affinity si è confusa per una leggera tonalità vedre scuro su un lato del faro e in alto a destra. Nulla di irrisolvibile con pochi click, ma richiede tempo e può interrompere il flusso di lavoro. La gestione di questi modelli di machine learning avviene sul Mac e non nel cloud, un’informazione utile per chi è attento alla privacy dei dati.

La parte di disegno vettoriale dell’app ha una funzione di tracciamento utile, che genera un livello vettoriale sopra un originale raster, mentre nell’editor fotografico i filtri possono essere applicati in maniera non distruttiva su un livello separato, che può essere miscelato o riposizionato. Il trattamento delle immagini RAW avviene un file alla volta, senza denoising AI come in Lightroom o Adobe Camera Raw.
Cosa manca
In realtà Affinity non offre alcuna funzione di organizzazione o catalogazione delle foto, un’assenza significativa se si vuole competere con Creative Cloud o persino ON1. Speriamo che Canva possa colmare questa lacuna, completando davvero la suite e rendendo meno probabile che gli utenti Mac abbiano bisogno di altro.
Considerazioni finali
Il Mac non manca certo di strumenti grazie a Pages e Foto, ma chi cerca alternative non è costretto ad abbonarsi ad Adobe. Avere strumenti di design, foto e pubblicazione tutti insieme in un’app universale e raffinata — gratuita se non si vuole l’AI — rende Affinity interessante per fotografi amatoriali e artisti vettoriali. Gli strumenti sono professionali, con output CMYK e tutorial completi su come esportare al meglio i file. Se questo è il tentativo di Canva di entrare nel mercato del publishing professionale, allora l’attuale leader del settore farebbe bene a guardarsi le spalle.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro:
• designer, Photo e Publisher uniti in un’unica app senza costi, salvo l’uso delle funzionalità AI avanzate.
• strumenti pro-grade con output CMYK, layer, filtri live e gestione vettoriale di alto livello.
• apertura i vecchi file Affinity e template InDesign (anche se non progetti completi).
• tre app in una sola, con modalità Vettoriale, Pixel e Layout facilmente intercambiabili.
• l’AI per il riconoscimento oggetti lavora sul Mac, senza inviare dati al cloud, garantendo privacy e sicurezza.
• guide e progetti di esempio per imparare rapidamente le funzioni principali.
• strumenti non distruttivi: Filtri fotografici e livelli modificabili senza alterare l’originale.
Contro:
• Super risoluzione, colorizzazione e altri modelli richiedono Canva Premium.
• mancano strumenti di organizzazione delle immagini, un limite rispetto a Creative Cloud o ON1.
• chi proviene da Photoshop, Illustrator o InDesign dovrà adattarsi a strumenti simili ma leggermente diversi.
• salvando in versione 3, i file non possono essere riaperti nelle versioni precedenti di Affinity.
• elaborazione di un file alla volta e assenza di denoising AI avanzato come in Lightroom.
Compatibilità: macOS Catalina 10.15 o versioni successive.
Prezzo: gratis.
Produttore: Canva.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


9 commenti
Vedo che sei emozionato per questo programma Affinity 3, credo che l’hai ripetuto un paio di volte come se fosse superiore di Adobe Photoshop, ma con tutto il mio cuore, avevo gia provato e si vede chiaramente che non sarà mai al pari di Photoshop per tanti motivi. Per me Adobe Photoshop resterà unico il migliore in circolazione… Adobe AI e Adobe Firefly… ti ringrazio lo stesso per l’articolo, ed è giusto che ognuno è libero di scrivere con le proprie opzioni diverse.
Affinity 3 può davvero sostituire Photoshop, Illustrator e InDesign per un uso professionale quotidiano, oppure resta più adatta a creativi indipendenti e amatori evoluti?
Dipende dal tipo di professionista. Per grafici, illustratori, impaginatori editoriali e designer che lavorano soprattutto su progetti statici, stampa, branding o publishing, Affinity 3 è già oggi una valida alternativa. Gli strumenti sono maturi, l’output è professionale e il workflow unificato funziona molto bene. Dove Adobe resta ancora avanti è negli ambienti complessi e collaborativi, nelle integrazioni profonde tra app e in alcuni flussi standardizzati di agenzie e grandi studi. Per molti freelance e piccoli team, però, Affinity può sostituire Adobe senza particolari rinunce.
Finalmente un’alternativa credibile ad Adobe senza l’ennesimo abbonamento mensile.
Recensione equilibrata e molto chiara. Per freelance e creativi indipendenti Affinity sembra già una soluzione concreta, mentre per studi strutturati il passaggio richiede ancora qualche compromesso
Affinity non è perfetta, ma il rapporto qualità/prezzo — anzi, zero prezzo — la rende impossibile da ignorare.
Attendo con ansia che aggiungano la gestione dell’archivio fotografico, finchè non ci sarà, per me, il cambio non è possibile.
Al di là del fatto che funziona molto bene e che le piccole imprecisioni potranno essere migliorate con i prossimi aggiornamenti, si tratta di un’app che fornisce un ambiente comunque di livello professionale.
Naturalmente Adobe ha una lunghissima esperienza ma Affinity è senz’altro la scelta giusta. Spero che il predominio di Adobe finisca quanto prima, si tratta di un marchio che, pur in presenza di software ottimi, non ha più nulla che mi piace, dalla politica di pricing al customer care. Quindi, pur di far perdere terreno ad Adobe mi sarei accontentato di un livello di gran lunga peggiore. Con questo Affinity, invece, non c’è da accontentarsi poi così tanto. Quindi ottimo!!
Provate ad aprire un pdf complesso, Affinity fa un lavoro spettacolare.
Mi ricorda per certi versi e funzioni il caro vecchio Freehand.
Tempi duri per Adobe