Ferrari Luce, la prima elettrica nata con Jony Ive: il genio dietro iPhone, iPad e iMac ridisegna la “Rossa”

Si chiama ufficialmente Ferrari Luce ed è molto più della prima elettrica del Cavallino Rampante. È un progetto che segna una svolta culturale e progettuale, nato da cinque anni di collaborazione con Jony Ive, il designer che ha definito l’estetica di Apple firmando prodotti iconici come iPhone, iMac, iPad e Apple Watch. Non un semplice intervento stilistico, ma una riprogettazione completa dell’automobile, pensata da Maranello come un oggetto di design industriale in cui tecnologia, materiali ed esperienza sensoriale si fondono in modo inedito.

La Luce è la prima auto elettrica al mondo con interni realizzati in vetro e alluminio lavorato a controllo numerico, una scelta che riflette la filosofia di Ive: ogni elemento deve essere perfetto, anche dove l’occhio non arriva. Il volante, composto da diciannove pezzi fresati dal pieno, presenta la stessa finitura anodizzata su tutte le superfici, visibili e invisibili, con un risultato più leggero e qualitativamente superiore al tatto, al suono e nell’interazione. Non è solo un dettaglio tecnico, ma l’espressione di un approccio progettuale radicale che trasforma ogni componente in un oggetto di design.

Questo principio si estende a tutto l’abitacolo. Dove non c’è alluminio c’è vetro, un materiale speciale fornito da Corning chiamato Fusion5, sottile, leggero e resistente ai graffi, omologato per superare i crash test e lavorabile con incisioni laser interne per ottenere effetti traslucidi. Il vetro è ovunque: nei pulsanti degli alzacristalli, nei comandi integrati nel display, nei controlli del climatizzatore e nel selettore di marcia, creando un ambiente che combina matericità e tecnologia in modo coerente.

Anche la chiave riflette questa visione. Realizzata in vetro con display E-Ink integrato, consuma energia solo quando cambia colore e può restare mesi senza ricarica. Inserita nella console, viene centrata magneticamente e il display passa dal giallo Ferrari al nero mentre cruscotto e plancia si illuminano in sequenza, dando vita a un rituale pensato per sostituire l’emozione sonora del motore termico con una nuova forma di coinvolgimento.

Il cruscotto introduce una delle innovazioni più rappresentative del lavoro di Ive. Volante e strumentazione si muovono insieme per garantire sempre la leggibilità ideale, mentre la struttura integra due display OLED sovrapposti sviluppati da Samsung Display con lancette fisiche in alluminio posizionate sopra gli schermi digitali. Il risultato è una fusione perfetta tra analogico e digitale, protetta da una lente in vetro con effetto parallasse e con grafica ispirata agli strumenti Veglia e Jaeger delle Ferrari storiche, scelta non nostalgica ma funzionale a ridurre il carico cognitivo del pilota.

In un angolo del display si trova il multigraph, un orologio meccanico-digitale con tre lancette indipendenti su sfondo personalizzabile che può trasformarsi in cronografo, bussola o strumento per il launch control. Il pannello centrale, montato su giunto a sfera, può orientarsi verso guidatore o passeggero e integra un poggiapalmo che consente di usare i comandi senza guardare. Tutti i pulsanti sono fisici, in vetro o alluminio, con feedback meccanico e acustico calibrato attraverso numerosi test per garantire precisione e soddisfazione durante la guida.

Ferrari Luce rappresenta una rottura netta con il passato e inevitabilmente dividerà gli appassionati. C’è chi la giudicherà troppo vicina all’universo Apple e chi vedrà una reinterpretazione necessaria dello spirito Ferrari. Ma proprio questa tensione potrebbe essere la chiave per creare qualcosa di nuovo e parlare a una nuova generazione di clienti. Il paradosso è che, pur essendo un’auto elettrica e tecnologicamente avanzata, Luce è una delle Ferrari più fisiche e materiche mai progettate. Una sintesi tra essenzialità del design, eredità Ferrari e visione di Jony Ive, il designer che ha cambiato l’elettronica di consumo e ora prova a ridefinire anche l’automobile. Una Ferrari diversa, ma forse proprio per questo profondamente Ferrari. Anche senza motore termico. Anche nel silenzio. Anche nella Luce.


14 commenti
Per quanto innovativa, questa Ferrari rischia di sembrare troppo “Apple” e meno Ferrari. Minimalismo, vetro e rituali digitali potrebbero non convincere chi associa il Cavallino al rombo del motore e alla meccanica pura.
Sono pienamente d’accordo.
Piaccia o no, Ferrari Luce dimostra coraggio. Non è solo una nuova auto, ma un manifesto su come potrebbe evolversi il concetto di sportiva di lusso nel futuro elettrico, mantenendo emozione anche senza motore termico.
Interni promossi a pieni voti, ora vogliamo vedere l’auto vera e propria.
Secondo me assomiglierà alla Purosangue.
Nota di colore: la Purosangue la vendono solo a chi ha acquistato tre Ferrari negli ultimi cinque anni.
Anche secondo me🙋♂️
no, Ferrari e tutte le vetture di quel genere, devono avere gli indicatori completamente analogici: le care e vecchie lancette.
Per la radio ed il resto potrei anche soprassedere.
È da un bel po’ che le Ferrai non usano più strumenti analogici ed è normale che sia così perchè il quadro strumenti si può trasformare in quel che si desidera.
Nasce “limitata” nell’interfaccia come sempre quando si mischia digitale e analogico. Ha indubbio fascino e un uso ottimo dei materiali ma, se posso dirlo, sa di “old”.
p.s. è basata su android.
Non sono contrario alle vetture elettriche, però… non ce nè una che mi piaccia…
bello il concept per la nuova FIAT 500… ironia a parte non mi sembra un cockpit per una Ferrari.. forse è più adatto ad una vettura normalissima e nemmeno premium…
Il cockpit è in linea con la tradizione Ferrari, quelle più sportive come al 296 non hanno neppure il “tablet”. La Luce, essendo una 4 posti, ha anche il tablet come la Purosangue.
Traveling without moving