Accadde oggi: Apple lancia il Macintosh Color Classic, il primo Mac compatto a colori

10 febbraio 1993 Apple lancia il Macintosh Color Classic, il primo Mac a offrire un display a colori integrato, una pietra miliare nell’evoluzione del Macintosh. Il Color Classic è anche il 10 milionesimo Macintosh spedito.
Il display a colori Sony Trinitron da 10 pollici misurava un pollice in più rispetto ai monitor in dotazione con i precedenti Mac compatti. I suoi 256 colori (espandibili a migliaia con l’aggiornamento “Mystic” 68040 ) sembravano sorprendentemente nitidi sul monitor da 512×384 pixel (aggiornabile a 640×480).
Entrambi gli aggiornamenti rivelano uno dei punti di forza del Color Classic: era uno dei Mac più espandibili della storia.
Mentre i primi Macintosh non permettevano agli utenti alcun tipo di espansione (una strategia fortemente voluta da Steve Jobs), il Color Classic poteva essere facilmente modificato, ad esempio la RAM poteva essere portata da 4MB a 10 MB e si poteva optare per la CPU 68030 a 32 bit, espansioni che prolungavano notevolmente la vita della macchina.
A questo aspetto user-friendly di Color Classic si aggiungeva il fatto che consentiva l’emulazione Apple IIe, grazie a una scheda PDS.
Il Color Classic è stato considerato come il Mac compatto che tutti aspettavano dal 1984. Le recensioni iniziali furono molto positive, ma i consumatori erano in gran parte riluttanti a pagare $1.400, ben al di sotto degli altri computer a colori di Apple, per via delle specifiche hardware, infatti era essenzialmente un LC II riconfezionato, con il processore 68030 underclockato a 16 MHz per essere compatibile con la scheda logica già obsoleta. Il processore a 32 bit funzionava su un bus a 16 bit e Apple aveva limitato la quantità di memoria a 10 MB, ben poca cosa rispetto all’SE/30 rilasciato cinque anni prima, che poteva essere aggiornato a 128MB di RAM.
Tuttavia, il Color Classic ha riscosso un enorme successo tra gli studenti universitari ed è andato eccezionalmente bene in Giappone. Evidentemente gli acquirenti di questi due specifici settori apprezzavano il design compatto del computer più delle sue prestazioni.
Per la disperazione di molti utenti che avevano acquistato il Color Classic, sei mesi dopo Apple rilasciò il Color Classic II con una CPU il doppio più veloce e la RAM espandibile fino a 36MB, cose che lo rendevano ancora più longevo.
Il Classic Color II è un oggetto da collezione perché particolarmente “raro”, infatti Apple decise di commercializzarlo solo in Canada, Giappone ed Europa.


2 commenti
Ma il puntino sopra lo schermo è un microfono?
Sì, è il microfono.
Computer a mio avviso bellissimo, il CClassic I era però di una lentezza estenuante.
Il Classic II era ciò che sarebbe dovuto essere sin da subito.
Popolarissimo in Giappone, ancora oggi è possibile trovarne numerosi sui siti di aste on line per prezzi tutto sommato modici.
Altro discorso e’ invece il “Mystic”.
Si tratta (tratterebbe) del mai rilasciato CClassic III. La scheda madre deve essere donata da un LC575, dopodiché va modificata per supportare la sezione video della macchina ricevente, che deve essere aggiornata per supportare 640×480.
A quel punto ci si può aggiungere un 68040 completo (con FPU), ram, video ram e scheda di rete. Il pannello posteriore deve anche essere adattato dal LC575.
Insomma, non proprio un upgrade del CClassic.