Apple Music punge Spotify: prezzi fermi e prova gratuita mentre scattano gli aumenti
Con l’arrivo dei rinnovi di febbraio entrano ufficialmente in vigore i nuovi aumenti annunciati da Spotify negli Stati Uniti e in altri mercati (l’Italia non è nell’elenco), un ritocco che segna l’ennesimo rialzo in pochi anni e che ha subito scatenato le proteste degli utenti sui social. Il piano Premium passa da 11,99 a 12,99 dollari al mese, il Duo da 16,99 a 18,99, il Family da 19,99 a 21,99 e lo Student da 5,99 a 6,99 dollari.
Si tratta dell’ultimo capitolo di una serie di rincari iniziata nel 2023, quando per la prima volta il servizio abbandonò il prezzo storico di 9,99 dollari, seguito da un ulteriore aumento nel giugno 2024. Spotify ha giustificato la scelta spiegando che i nuovi prezzi permetteranno di continuare a offrire “un’esperienza di alto livello”, ma il malcontento tra gli abbonati è evidente.
A inserirsi con tempismo nella polemica è stata Apple Music, che sui social ha lanciato una frecciata ironica sottolineando come i propri prezzi siano rimasti invariati. Dalla sua introduzione nel 2015 a 9,99 dollari al mese, Apple ha applicato un solo aumento, nell’ottobre 2022, portando il piano individuale a 10,99 dollari, cifra che non è più cambiata. Oggi il servizio costa 10,99 dollari al mese per il piano Individual, 16,99 per il Family e 5,99 per lo Student, risultando più economico soprattutto per le famiglie, con una differenza di circa cinque dollari rispetto all’offerta rivale.
Per rafforzare la propria posizione nel momento di maggiore attenzione mediatica, Apple Music propone inoltre una prova gratuita di tre mesi disponibile fino al 24 febbraio e ricorda l’inclusione del servizio nei pacchetti Apple One, che comprendono anche Apple TV+, Apple Arcade e Apple News+. La nuova schermaglia riaccende così la competizione tra i due colossi dello streaming musicale, con il prezzo degli abbonamenti sempre più centrale nella scelta degli utenti.


