Dazi “reciproci” di Trump bocciati dalla Corte Suprema: cosa cambia per Apple e per i consumatori

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi “reciproci” introdotti nell’aprile 2025 da Donald Trump, stabilendo che il presidente non poteva imporli senza il coinvolgimento del Congresso. La decisione respinge l’interpretazione secondo cui l’International Emergency Economic Powers Act consentirebbe all’esecutivo di agire unilateralmente in materia tariffaria. Nella motivazione, la Corte ha chiarito che i poteri sui dazi devono essere concessi in modo esplicito dal Congresso.
I dazi avevano colpito duramente le aziende statunitensi, costrette a pagare le tariffe al momento dell’importazione e a trasferirne in parte il costo sui consumatori. Tra le società più esposte c’è Apple, che fino al primo trimestre fiscale 2026 ha versato circa 3,2 miliardi di dollari. Oltre all’esborso diretto, Cupertino ha investito centinaia di milioni per riorganizzare produzione e logistica, nel tentativo di ridurre l’impatto di tariffe che in alcuni casi, come verso la Cina, avevano raggiunto livelli del 50%, innescando ritorsioni commerciali e forte volatilità sui mercati.
La sentenza però affronta solo il tema della legittimità e non chiarisce come verranno gestiti i rimborsi, un passaggio che secondo alcuni rischia di trasformarsi in un caos amministrativo. Le somme sono state incassate dal Governo federale e dovrebbero teoricamente tornare agli importatori, non ai consumatori che hanno subito gli aumenti di prezzo. Per Apple e per molte altre imprese si tratta di una vittoria legale significativa, ma il recupero effettivo dei miliardi versati resta un’incognita aperta.


2 commenti
Che pasticcio, prima sparano e poi prendono la mira.
il più sano ha la rogna!!!