Quando Apple insegnava il giapponese con gli adesivi

Nel 1995, in un’epoca in cui Internet era ancora agli albori e i manuali PDF non avevano soppiantato i volumi cartacei, Apple dimostrava ancora una volta la sua attenzione quasi maniacale per i dettagli. Con il lancio del Japanese Language Kit per Mac OS 7.5, allora noto come Sistema 7.5, Cupertino non si limitò a distribuire un semplice aggiornamento software, ma mise sul mercato un vero e proprio kit completo, confezionato con quella cura estetica e funzionale che aveva contribuito a costruire il mito del marchio.
Il pacchetto veniva commercializzato in una scatola elegante, tipica della produzione Apple degli anni Novanta. All’interno si trovava tutto il necessario per scrivere, visualizzare e gestire testo in lingua giapponese sul Macintosh. L’installazione poteva avvenire tramite CD-ROM, tecnologia allora emergente ma già in diffusione, oppure attraverso ben dodici dischetti floppy.

Oltre ai supporti di installazione, il kit includeva corposi manuali cartacei, dettagliati e approfonditi, pensati per accompagnare passo dopo passo l’utente nella configurazione del sistema e nell’apprendimento delle funzionalità linguistiche. Era un periodo in cui l’esperienza software passava anche attraverso la carta stampata, con guide tecniche che diventavano strumenti di studio e consultazione quotidiana.
Uno degli elementi più curiosi e iconici del Japanese Language Kit era però la presenza di un foglio di adesivi trasparenti destinati alla tastiera. Apple suggeriva di pulire accuratamente ogni tasto prima dell’applicazione e di seguire l’ordine indicato per la tastiera con layout statunitense. Gli adesivi, rimovibili ma non riutilizzabili, permettevano di trasformare fisicamente la tastiera in uno strumento adatto alla digitazione dei caratteri giapponesi.

Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.

