Accadde oggi: Apple rilascia il Mac mini con processore Intel

28 febbraio 2006 Steve Jobs annuncia il Mac mini con processore Intel, il terzo computer Apple ad abbandonare i processori IBM da quando era stata annunciata la transizione Intel nel giugno dell’anno precedente.
Il Mac mini era stato lanciato per la prima volta nel 2005, e fu il primo computer consumer a basso costo senza display, tastiera e mouse commercializzato da Apple dopo il ritorno di Steve Jobs alla guida dell’azienda nel 1997.

Il Mac mini era nato per spingere gli utenti del lato oscuro a effettuare il fatidico “switch”: il display, mouse e tastiera che erano collegati al PC-Windows potevano essere riutilizzati, risparmiando così non pochi soldi rispetto all’acquisto dell’iMac. Steve Jobs aveva già usato l’acronimo BYODKM (Bring your own display, keyboard, and mouse – Porta il tuo display, tastiera e mouse) per presentare il primo Mac mini, e lo rilanciò in occasione del modello con processore Intel.

Il Mac mini inizio 2006 aveva un prezzo più alto. Infatti, costava $799, rispetto ai $499 del modello G4 entry level, e ai $699 del top di gamma. La promessa di Steve Jobs che il mini non sarebbe mai costato più di $500 era venuta meno, ma il mini con processore Intel era una macchina con prestazioni decisamente superiori.

Infatti, il top di gamma era circa quattro volte più veloce del vecchio Mac mini G4, grazie a una CPU da 1,66GHz, in più aveva un disco rigido da 80GB e SuperDrive dual layer, il tutto racchiuso in un elegante corpo in alluminio quadrato 16,51×16,51 cm. per 1,31 Kg di peso con un altoparlante integrato.
Centro multimediale
Il Mac mini è stato il papà dell’Apple TV, infatti se la maggior parte delle persone lo utilizzava come un Mac convenzionale, altri scoprirono che era eccellente come media center collegato a un televisore, grazie anche al software Front Row che utilizzava i protocolli di rete a zero-configurazione Bonjour di Apple.
In questo modo il Mac mini poteva essere utilizzato per condividere musica, foto e video sulla rete locale domestica, consolidando così la strategia del Mac come hub digitale di Steve Jobs.

Il nuovo Mac mini si adattava bene come media center grazie anche alle quattro porte USB sul retro (contro le due del modello precedente), a una nuova linea audio digitale, e al telecomando a sei pulsanti Apple, anche se mancava l’hardware per la sintonizzazione TV.
Apple ha apportato ulteriori aggiornamenti al Mac mini negli anni successivi, culminati nel 2020 con il lancio di un modello con chip Apple M1, più veloce dei Mac Intel nei test singolo-core.



2 commenti
Ciao, c’è un errore. Il base era il “Core Solo” a 1,50 Ghz e in effetti aveva poco senso. Io ho comprato il 1,66 (avevo anche il G4 1,33).
Per le prestazioni quattro volte superiori non mi riferivo al mini con Core solo, non a quello con il Core 2 Duo (furono presentati insieme). L’ho specificato meglio nell’articolo.