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Accadde oggi: Apple rilascia il “rivoluzionario” Macintosh II

di Stefano Donadio | 2 Marzo 2026
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M acintosh II

 

2 marzo 1987 Apple lancia sul mercato il Macintosh II, che arriva tre anni dopo il Macintosh 128K. Tuttavia, a dispetto del nome, non si tratta del “secondo” Macintosh, infatti precedentemente erano state commercializzate quattro varianti del primo Mac, ma il Macintosh II inaugura una nuova linea di computer, sotto un certo aspetto “rivoluzionaria” grazie a un potentissimo hardware, display a colori (opzionale) e soprattutto una nuova architettura aperta.

Dopo che Steve Jobs era stato cacciato da Apple, c’era già stata una inversione di tendenza con Macintosh espandibili dall’utente, ma la nuova architettura aperta del Macintosh II consentiva di andare oltre un semplice upgrade, segnando così un cambiamento fondamentale nel modo in cui gli ingegneri Apple progettavo i Macintosh.

Con Jobs lontano, era tramontata definitivamente la sua “filosofia” che il Mac dovesse essere un computer che “già funzionava” senza doverlo o volerlo aprire per armeggiare con i vari componenti, a differenza dei computer hobbisti che avevano preceduto il Macintosh 128K.

Per la prima volta, con il Macintosh II gli utenti potevano espandere il computer senza annullare la garanzia. Sei slot NuBus consentivano l’aggiornamento dei componenti e l’inserimento di schede di espansione. Proprio per via di questa espandibilità, in tanti considerano il Macintosh II come il primo “Mac aperto”.

Il Macintosh di prima generazione aveva un monitor da 9 pollici monocromatico, mentre il Macintosh II offriva la possibilità di utilizzare un monitor da ben 13 pollici con 16,7 milioni di colori (anche se poteva visualizzarne solo 256 sullo schermo).

Inoltre, rispetto al Macintosh 128K che aveva un hardware sottodimensionato, il Macintosh II includeva l’incredibile processore Motorola 68020 a 16 MHz, un coprocessore in virgola mobile 68881, fino a 4 MB di RAM e un disco rigido fino a 80 MB.

Anche l’audio del Mac II era molto buono per l’epoca, infatti per la prima volta utilizzava un chip audio stereo personalizzato a four-voice, con una frequenza massima di 7,5 kHz e una di campionamento di 44,1 KhZ.

Il Macintosh II top di gamma costava 7.145 dollari, l’equivalente di 17.683 dollari di oggi, e inaugurava l’era della strategia “high right” di Apple per il Mac, che ha dato il via alle alte prestazioni e prezzi altrettanto alti per attirare l’utenza aziendale.

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