Apple compie 50 anni: Steve Wozniak racconta come un semplice circuito ha cambiato il mondo

Nel pieno delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario di Apple, uno dei protagonisti assoluti della sua nascita, Steve Wozniak, ha ripercorso le origini della società in una serie di interviste che raccontano come una semplice idea tecnologica sia diventata una delle aziende più influenti della storia moderna. Il racconto arriva mentre il CEO Tim Cook continua a riflettere sull’eredità lasciata dal fondatore Steve Jobs e sulle prospettive dei prossimi decenni.
Nel corso di un servizio trasmesso da CBS Sunday Morning e pubblicato su YouTube, Wozniak ha iniziato con la sua consueta ironia sostenendo scherzosamente che la storia di Apple sarebbe cominciata il giorno della sua nascita. In realtà, come lui stesso racconta, tutto prese forma anni dopo, quando lui e Jobs si incontrarono su un marciapiede senza immaginare che il circuito elettronico che stavano progettando avrebbe dato vita a una compagnia destinata a cambiare il mondo dell’informatica.

Secondo Wozniak, fu Jobs ad avere fin dall’inizio una visione imprenditoriale chiara. “Steve Jobs voleva creare una società e ci è riuscito, mentre io ero la sua risorsa tecnica”, ha spiegato con un sorriso. Il primo computer progettato da Wozniak fu venduto inizialmente in appena 150 esemplari, ma la seconda generazione del progetto cambiò completamente scala: l’Apple II arrivò a vendere circa sei milioni di unità, diventando uno dei primi grandi successi commerciali dell’informatica personale.
Proprio l’Apple II rappresentò un punto di svolta. Wozniak ricorda che quella macchina era “molto superiore a qualsiasi altro computer disponibile all’epoca”. Non si trattava però di una capacità di prevedere il futuro della tecnologia, bensì di una scelta precisa: Apple decise di fare un passo avanti rispetto agli altri, puntando a rendere il computer accessibile e utile a un pubblico molto più ampio.

Nel documentario interviene anche Tim Cook, che descrive Steve Jobs come una figura rarissima nella storia dell’innovazione, “una persona che appare forse una volta ogni mille anni”. Il racconto è arricchito anche dalla testimonianza di Jon Rubenstein, storico dirigente Apple ed ex responsabile dell’hardware, che ricorda come Jobs potesse essere estremamente duro nel pretendere il massimo dalle persone che lavoravano con lui.
La conversazione torna poi su Wozniak, che riflette su come la cultura aziendale di Apple sia nata proprio in quei primi anni. Secondo il cofondatore, la reputazione dell’azienda deriva direttamente dal carattere e dall’approccio dei suoi creatori. Pur riconoscendo che nessuna azienda può essere perfetta, Wozniak afferma di continuare ad ammirare Apple più di qualsiasi altra società tecnologica.
Cook, dal canto suo, sottolinea come l’eredità dell’azienda non si misuri soltanto nei prodotti creati, ma soprattutto nelle persone che li hanno utilizzati per cambiare il mondo. Artisti, musicisti e utenti comuni hanno sfruttato la tecnologia Apple per realizzare progetti e idee che hanno avuto un impatto globale.
L’intervista ricollega anche alcune riflessioni già espresse da Cook in un precedente incontro televisivo. Il CEO ha ricordato che Jobs gli diede un consiglio fondamentale durante la fase di transizione alla guida dell’azienda: non chiedersi mai cosa avrebbe fatto Jobs al suo posto, ma concentrarsi semplicemente nel fare la cosa giusta.
Cook ha inoltre rivelato che Jobs desiderava una successione chiara e stabile per Apple, evitando quello che definiva il rischio di una “paralisi creativa” simile a quella che aveva colpito la The Walt Disney Company dopo la morte di Walt Disney. L’obiettivo era garantire che l’azienda potesse continuare a innovare anche senza la presenza del suo fondatore.
Secondo Cook, replicare la cultura Apple non è semplice perché richiede una combinazione particolare di persone, visione e momenti storici. È proprio questa miscela che ha permesso all’azienda di attraversare cicli continui di trasformazione tecnologica mantenendo intatta la propria identità.
Le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario includono anche il libro del giornalista tecnologico David Pogue intitolato “Apple: The First 50 Years”, un volume che ripercorre la storia dell’azienda dalle origini fino alla sua posizione attuale nel panorama globale dell’innovazione.
Guardando al futuro, Tim Cook sostiene che la vera forza di Apple risiede proprio nella comunità di persone che ha reso possibile questa storia. Ed è proprio questa energia collettiva, secondo il CEO, la ragione per cui l’azienda guarda con fiducia ai prossimi cinquant’anni di evoluzione tecnologica.

