Perchè OpenAI ha chiuso Sora

Quella che sembrava una normale giornata di lavoro negli uffici di OpenAI si è trasformata, nel giro di poche ore, in uno dei momenti più significativi nella recente storia della società. In una sola giornata, l’azienda ha annunciato la chiusura della sua app di generazione video Sora, l’abbandono dei piani per integrare la creazione video in ChatGPT, la fine di un accordo da un miliardo di dollari con Disney, un riassetto manageriale interno e un nuovo maxi finanziamento da 10 miliardi di dollari che porta l’ultimo round complessivo oltre i 120 miliardi.
Decisioni che raccontano una realtà sempre più evidente: OpenAI sta cercando con urgenza di diventare sostenibile dal punto di vista economico, o almeno di ridurre le perdite in un settore dove i costi infrastrutturali continuano a crescere.
Il costo elevato dell’AI video e la concorrenza sempre più aggressiva
Secondo fonti del settore, Sora avrebbe richiesto enormi risorse computazionali senza generare ritorni economici proporzionati. A questo si aggiunge il fatto che il modello sarebbe rimasto indietro rispetto ad alcune soluzioni concorrenti nella generazione video basata su intelligenza artificiale.
Nonostante la breve durata del progetto, però, il suo impatto potrebbe essere più duraturo, soprattutto sul piano culturale: strumenti come Sora hanno contribuito ad aumentare l’incertezza su ciò che è reale e ciò che è artificiale nei contenuti digitali.
La crescente pressione degli investitori e la competizione con aziende come Anthropic e Google sembrano aver spinto la dirigenza verso un cambio di priorità. Fidji Simo, responsabile del deployment dell’AGI in OpenAI, avrebbe sottolineato internamente la necessità di concentrarsi su obiettivi più concreti, in particolare sulla produttività e sulle soluzioni per il mercato business. Una strategia che ha portato anche a ridimensionare progetti considerati non prioritari, tra cui alcune funzionalità sperimentali di ChatGPT.
Un mercato dove innovare non basta
Il settore della generazione video tramite AI è diventato rapidamente uno dei più competitivi dell’intera industria tecnologica. Trevor Harries-Jones, membro del consiglio della Render Network Foundation, ha evidenziato come la grande disponibilità di alternative renda molto facile per gli utenti cambiare piattaforma.
In un contesto simile, non essere leader in una specifica funzionalità rende difficile raggiungere una massa critica di utenti. Secondo Harries-Jones, Sora sarebbe partita con grande visibilità mediatica, ma nel tempo sarebbe stata superata da concorrenti più competitivi, anche a causa di una distanza tra le promesse mostrate nelle demo e le prestazioni reali del prodotto.
Download in calo dopo un debutto promettente

Anche i dati di mercato sembrano confermare il calo di interesse. Secondo le analisi della società Sensor Tower, Sora era stata una delle applicazioni a crescita più rapida al momento del lancio, con circa 4,8 milioni di download globali a ottobre e 6,1 milioni a novembre.
Successivamente, però, la crescita si è invertita: circa 3,2 milioni di download a dicembre, 2,1 milioni a gennaio, 1,4 milioni a febbraio e poco più di un milione a marzo. Un andamento particolarmente significativo perché il calo è avvenuto proprio mentre il servizio si espandeva in nuovi mercati, una fase che normalmente dovrebbe sostenere la crescita.
La questione delle risorse e il bisogno di nuovi ricavi
Il tema delle risorse computazionali è diventato centrale nella strategia di OpenAI. Durante il DevDay dello scorso ottobre, il CEO Sam Altman aveva già sottolineato la necessità di aumentare i ricavi, pur confermando una fase di forti investimenti.
Anche il presidente Greg Brockman aveva evidenziato come la potenza di calcolo rappresenti una risorsa fondamentale e direttamente proporzionale alle ambizioni dell’azienda. In questo contesto si inseriscono anche i tentativi di monetizzazione, come l’introduzione della pubblicità all’interno di ChatGPT, poi concretizzata nei mesi successivi.
Il colpo della fine dell’accordo con Disney
A complicare ulteriormente il quadro è arrivata anche la fine anticipata dell’accordo con Disney. L’intesa prevedeva un investimento da un miliardo di dollari e l’utilizzo delle tecnologie OpenAI per sviluppare nuovi prodotti per Disney+ e per l’ecosistema dell’azienda, oltre all’adozione interna di ChatGPT.
L’accordo avrebbe anche permesso l’utilizzo su Sora di contenuti generati con personaggi Disney, Pixar, Star Wars e Marvel. La cancellazione del progetto, avvenuta dopo pochi mesi dall’avvio di una collaborazione triennale, ha quindi rappresentato una sorpresa significativa nel settore.
Secondo alcuni osservatori, tuttavia, questo non rappresenterebbe un disimpegno generale di Disney dall’intelligenza artificiale, ma piuttosto una possibile apertura verso nuove partnership con altri player del settore.
Le implicazioni culturali dei video generati dall’AI

La chiusura di Sora ha riacceso anche il dibattito sui rischi dei contenuti generati artificialmente. Sam Gregory, direttore esecutivo dell’organizzazione Witness, ha sottolineato come strumenti di questo tipo abbiano contribuito a normalizzare un contesto in cui diventa sempre più difficile distinguere tra contenuti autentici e sintetici.
Secondo Gregory, anche se l’app non esisterà più, le conseguenze culturali della diffusione di questi strumenti continueranno a farsi sentire nel tempo, influenzando il modo in cui le persone percepiscono le informazioni online.
Una strategia sempre più orientata al mercato enterprise
La chiusura di Sora si inserisce in un riposizionamento più ampio. OpenAI sembra voler ridurre la dispersione di risorse su progetti sperimentali per concentrarsi su strumenti di coding, soluzioni enterprise e agenti AI, settori dove la domanda e i margini economici appaiono più solidi.
Questa scelta potrebbe portare l’azienda a competere ancora più direttamente con Anthropic, che ha costruito la propria reputazione proprio su soluzioni professionali e strumenti per lo sviluppo software.
Tra investimenti miliardari e prospettive di IPO
La fase di investimenti aggressivi descritta da Altman sembra ora accompagnata da una crescente attenzione alle aspettative degli investitori, soprattutto in vista di una possibile quotazione in borsa già nel corso dell’anno.
Con miliardi di dollari che continuano a confluire nel settore dell’intelligenza artificiale, il mercato sta iniziando a interrogarsi sempre più seriamente sulla sostenibilità economica dei progetti e su quali segmenti possano rivelarsi una bolla speculativa.
La chiusura di Sora potrebbe quindi rappresentare non solo la fine di un singolo prodotto, ma anche il segnale di una nuova fase per OpenAI: meno sperimentazione mediatica e più attenzione a modelli di business capaci di generare ricavi concreti in un settore sempre più competitivo.

