I nuovi MacBook Air sono forniti senza il plug-in Flash di Adobe
Da oltreoceano giunge la notizia che il nuovo MacBook Air non viene fornito con il plug-in Adobe Flash, che fino adesso era stato sempre pre-installato sull’hardware Apple. In realtà non bisogna stupirsi più di tanto, infatti Flash non viene installato su numerosi altri computer, anche per Windows.

Sembra che Apple stia continuando a prendere le distanze da Flash di Adobe.
Apple e Adobe sono stati in disaccordo su Flash in quanto il primo iPhone è arrivato quasi tre anni fa senza il supporto per la tecnologia multimediale Adobe. Ciò significa, per esempio, che i contenuti Web basati su Flash non possono essere visualizzati con la versione di Safari di iPhone. Dal 2007, anno del lancio sul mercato dell’iPhone, Adobe ha più volte sottolineato pubblicamente che si è impegnata ad adeguare Flash per l’iPhone, mentre Apple è sempre stata decisamente più “cauta” sull’argomento, con Jobs che ad un certo punto ha spiegato che le versioni di Flash a disposizione non erano adatte ai dispositivi mobili di Apple.
La “questione Flash” è divenuta decisamente più spinosa e pubblica negli ultimi mesi, dopo che Apple ha cambiato il contratto di licenza dell’SDK iPhone OS che elencava i linguaggi di programmazione accettati per sviluppare le applicazioni per l’App Store, elenco che non includeva Flash, il tutto pochi giorni prima del rilascio della Creative Suite 5 che introduce Flash Packager for iPhone, un ambiente di sviluppo che permette di creare applicazioni in Flash per la piattaforma iPhone OS.
Poi, ad aprile, Jobs ha pubblicato i suoi “Pensieri su Flash”, con cui spiegava “perché non permettiamo Flash su iPhone, iPod e iPad”. Jobs ha definito Flash un “sistema chiuso” che è vulnerabile agli attacchi e crash, e consuma in maniera eccessiva la batteria. Il numero uno di Cupertino ha anche sottolineato che le applicazioni realizzate con strumenti di sviluppo cross-platform non riescono a sfruttare le funzionalità di iPhone OS.
La “lettera aperta” di Jobs ha provocato la reazione di Adobe, che ha utilizzato un’intervista ufficiale per ribadire la posizione di Adobe già sostenuta in precedenza: i produttori di software desiderano utilizzare un set di strumenti per creare applicazioni che si possono distribuire su più piattaforme. Limitare lo sviluppo di questi particolari strumenti costringe le software house ad impegnarsi in più progetti di lavoro differenti.
Solo recentemente Apple ha “ammorbidito” la sua posizione nei confronti di Adobe, pubblicando con una mossa a sorpresa una serie di radicali cambiamenti al modo in cui gestisce le richieste all’App Store.
Alcune di queste modifiche sembrano invertire il divieto di Apple annunciato all’inizio di quest’anno di utilizzare strumenti di terze parti per sviluppare applicazioni per l’App Store, incluso il Flash Packager for iPhone della CS5 di Adobe.


4 commenti
Apple ha fatto benissimo. Quando visito siti con contenuti Flash con il mio MBP le ventole girano al massimo e la batteria ha un netto calo di prestazioni. Bisognerebbe trovare un sistema per abilitare/disabilitare Flash a seconda delle esigenze.
io uso l’estensione per Safari “ClickToFlash”
io invece uso un’app che si chiama BlashFlash, comodissima, mi pare sia la stessa cosa. Ora provo anche “ClickToFlash”.
Qui trovate la recensione di ClickToFlash (freeware) e di BashFlash (freeware). Io li uso entrambi da diverso tempo e devo dire che la batteria del MacBook dura di più grazie a loro 🙂