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Ricampionare le immagini per stampare in grande

di Stefano Donadio | 20 Giugno 2011
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  • Fotografia
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  • Editing fotografico
  • Fotografia
  • Stampa
  • Stampante

State cercando un modo economico per aggiungere interesse a un muro bianco della vostra casa? Volete mostrare le vostre foto digitali in un modo che sia impossibile non notarle? La prossima volta che stampate la vostra foto preferita, non accontentatevi di un modesto formato A4: passate all’A3 o anche più al costo di un poster stampato presso il negozio fotografico sotto casa.

Conoscere i propri limiti

La prima decisione da prendere riguarda il formato massimo possibile per la risoluzione della foto, in modo che l’immagine non si sgrani e non si quadretti. Ciò dipende in gran parte da quanti pixel ha generato la fotocamera e da quanto densamente questi pixel vengono raggruppati. Se per stampare fotografie a qualità ottimale è consigliabile una risoluzione di 240 punti per pollice (ppi), le stampe di grandi dimensioni vengono viste da più lontano. Così si può abbassare la risoluzione, forse anche a 150 punti per pollice per le stampe veramente grandi. Per esempio, per stampare un foglio A4 da 21×29,7 centimetri a una risoluzione di 240 ppi (circa 3.900×4.900 pixel) serve una immagine intorno ai 20 megapixel. Ma per stampare la stessa immagine a 180 ppi (2.880×3.600 pixel) ne bastano la metà. Sono comunque valori alti, ma iniziano a essere alla portata delle ultimissime fotocamere digitali di larga diffusione.

Ma cosa succede se non si ha una fotocamera da 10 megapixel? Tocca ridimensionare l’immagine attraverso il ricampionamento. Quando si ricampiona una immagine per farla più grande, il programma grafico usa un algoritmo di interpolazione per calcolare i valori di nuovi pixel da inserire in mezzo a quelli vecchi fino a quando non si raggiunge il valore desiderato. Molti programmi grafici, da Photoshop (€1.493) a Photoshop Elements (€76) di Adobe ad Aperture (€63) di Apple, ricampionano le immagini. Molti altri programmi, come Blow Up 2 di Alien Skin Software e Genuine Fractals di onOne Software, si occupano di operazioni di questo tipo, ma la spesa si giustifica solo se il ricampionamento è un’operazione abituale.

Ricampionare con Photoshop e Photoshop Elements

Adobe Photoshop e Photoshop Elements mettono a disposizione la finestra di dialogo Dimensione Immagine, che effettua il ricampionamento. Molto probabilmente, se avete un programma grafico installato esso possiede un comando di ricampionamento. Ricampionare dovrebbe essere evitato se appena è possibile, anche se costringe a ripiegare su una risoluzione leggermente inferiore. Per vedere a che ingrandimento possiamo arrivare prima di ricampionare, disattiviamo l’opzione di ricampionamento e inseriamo nel campo Risoluzione il valore che si ritiene opportuno, per esempio 240 ppi. A questo punto il valore delle dimensioni in centimetri del documento cambierà. Se il formato è più ampio di quello che serve, va bene così. Inseriamo i valori corretti di dimensioni e questa volta varierà la risoluzione, attestandosi su un valore più alto di quello che serve. La stampa avrà una qualità ottimale. Nella maggior parte dei casi, disgraziatamente, il risultato sarà insoddisfacentemente minore del necessario. Si può provare ad abbassare la risoluzione, portandola magari a 200 o 180 ppi. Se il formato di stampa desiderato è ancora lontano, occorre ricampionare. Sempre dentro la finestra di dialogo di Dimensione Immagine, abilitiamo il ricampionamento e inseriamo la dimensione desiderata dell’immagine. Il numero di pixel in altezza e larghezza crescerà, perché Photoshop inserisce pixel nuovi ricalcolati in mezzo a quelli originali. L’algoritmo di ricampionamento va scelto in base al gradimento dei risultati; qui si preferisce l’algoritmo Bicubico. Alla fine un clic su OK conferma le scelte fatte e applica il cambiamento all’immagine.

Ricampiona Photoshop

Ricampionare con Aperture

Chi usa Aperture potrà modificare la dimensione delle immagini al momento di esportare la foto. Purtroppo bisogna calcolare autonomamente le nuove dimensioni in pixel, moltiplicando la base o l’altezza desiderata (in pollici) per la risoluzione prevista. La scelta della risoluzione deve essere sempre conservativa. Un ricampionamento eccessivo degrada la qualità dell’immagine. Spesso è meglio stampare a 180 ppi che non ricampionare a 240 ppi. A foto selezionata in Aperture, scegliete File/Export/Export Version. Selezionate Edit dal menu a comparsa Export Preset. Dalla successiva finestra di dialogo, scegliere Fit Within Pixels dal menu Size To e inserire dimensioni in pixel e risoluzione. Le operazioni finali son un click su OK, la destinazione dell’immagine e un click sul pulsante Export Version.

Aperture

Ricampionare con Anteprima

A partire da Leopard, con Anteprima di Mac OS X è possibile cambiare le dimensioni e la risoluzione di una immagine, evitando così di dover far ricorso a software a pagamento come GraphicConverter o Photoshop, ad esempio.

Una volta aperta l’immagine con Anteprima, è sufficiente selezionare Strumenti/Regola dimensione e dalla successiva finestra di dialogo inserire le dimensioni e la risoluzione desiderata indicando l’unità di misura preferita. Le opzioni Scala proporzionalmente e Ricampiona immagini devono essere spuntate per non distorcere l’immagine e per preservare il più possibile la qualità, rispettivamente.

Ricampiona Anteprima

Per quanto riguarda Anteprima di Snow Leopard, ora il comando Regola dimensione utilizza un algoritmo avanzato (l’algoritmo di interpolazione Lanczos, per essere precisi) per scalare le immagini più agevolmente e con meno pixel artefatti.

Stampare le prorie fotografie

Le disponibilità di mezzi per stampare a grandi dimensioni variano.

Centri stampa

In tutte le grandi città c’è almeno un centro di stampa. Una riproduzione 60×40 potrebbe costare all’incirca €30. Ovviamente è un dato del tutto indicativo. Per avere un preventivo esatto non c’è che da contattarli o visitarli. Questo è utile anche per capire dove c’è il personale più affidabile e, magari, i sistemi di stampa migliori. Nella stampa di grandi formati la perizia dei tecnici è fondamentale, così come la qualità degli inchiostri. Quasi sempre il centro stampa dispone anche dei computer e di un grafico per effettuare interventi di base sulla foto e dunque ci si può risparmiare il campionamento fatto in casa. Oppure si può agire sulla foto e poi portarla già pronta da stampare, su un CD, una chiavetta USB, un disco rigido, un iPod o altro, secondo convenienza e compatibilità con le loro attrezzature.

Servizi di stampa online

Chiaramente avvalersi di un servizio di stampa online – come Pixart o Snapfish – non permette di controllare personale e impianti di stampa. In compenso lo si può fare dalla poltrona di casa e spesso a prezzi competitivi. Si paga via carta di credito e la spedizione a casa viene effettuata tramite corriere, quindi in tempi tipicamente brevi. Un servizio online è solitamente molto competitivo sulle stampe multiple. Il prezzo a copia per stampare molte riproduzioni di una stessa foto può scendere anche vertiginosamente.

Fai-da-te

Qualcuno vorrà considerare l’acquisto di una stampante per stamparsi i poster in casa. È una decisione molto più accessibile di un tempo; una stampante come la DesignJet 130 di HP, per esempio, ha un costo base di circa 1.200 euro, che è molto, certo, ma sarebbe stato almeno triplo solo pochi anni fa. Alla lunga, stamparsi le foto da soli è più conveniente e più veloce, oltre a garantire il massimo del controllo sul risultato finale.

1 commenti

  1. giulio ha detto:
    27 Marzo 2012 alle 14:16

    ciao!!
    ma io uso gimp e quando premo il tasto “scala”… non fa alcuna operazione e quando ingrandisco al 100 per 100 non noto alcuna differenza.

    sbaglio qualcosa?

    Rispondi

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