Scoperto un sistema per intercettare ciò che si scrive con l’iPhone

Un team di ricerca del Georgia Institute of Technology sostiene di aver scoperto un sistema per portare un attacco keylogger a un iPhone sfruttandone l’accelerometro.
“Un keylogger è uno strumento informatico, hardware o software, in grado di intercettare tutto ciò che un utente digita sulla tastiera di un computer”, in questo caso dell’iPhone.
I ricercatori della Georgia Tech hanno trovato un modo per sfruttare l’accelerometro per acquisire ciò che viene scritto sulla tastiera dell’iPhone attraverso un computer posizionato a pochi centimetri dal telefono. Traynor ha precisato che lo stesso tipo di attacco potrebbe essere utilizzato nei confronti degli smartphone Android.
I risultati della ricerca sono stati presentati nel corso della manifestazione ACM Conference on Computer and Communications Security di Chicago.
“Tutti i nostri esperimenti sono stati effettuati su iPhone”, dice Traynor. L’attacco si basa su una app progettata per raccogliere questo tipo di dati che la vittima deve aver già installato inavvertitamente sul proprio iPhone, oppure tramite una funzione inclusa in un altro tipo di app, come un gioco.
Quando l’iPhone è posizionato a pochi centimetri da un computer, quest’ultimo può catturare cinicamente la vibrazione fisica della tastiera. Questo metodo di attacco finora ha fatto registrare un tasso di successo dell’80%, ha detto Traynor. “Ogni volta che si tocca un tasto si crea una vibrazione fisica che è registrata dall’accelerometro del telefono”.
Gli esperimenti effettuati con l’iPhone 3G non sono andati tutti a buon fine, ma con l’iPhone 4 i risultati sono stati migliori, ha spiegato Traynor.
La scoperta del Georgia Tech non è semplice da mettere in pratica, ma è un “proof of concept” per dimostrare come l’accelerometro dello smartphone può essere sfruttato per scopi fraudolenti, ha precisato Traynor, aggiungendo che difendersi da questo tipo di attacco è abbastanza semplice: è sufficiente spostare il proprio telefono di almeno 15 centimetri.
Traynor ci ha tenuto a chiarire che la ricerca è stata effettuata per conoscere meglio le debolezze relative alla sicurezza dell’accelerometro, uno studio simile è stato fatto per problemi di sicurezza che potrebbero sorgere a causa di telecamere e microfoni integrati nei dispositivi mobili. Non è necessario che l’iPhone sia “jailbreak”, ha precisato Traynor.


6 commenti
In tutto questo discorso non si capisce il nesso di questo computer nelle vicinanze.
Il computer nelle vicinanze è quello del “pirata informatico” su cui evidentemente è installato un software in grado di “catturare cinicamente la vibrazione fisica della tastiera” dell’iPhone.
Se consideriamola ricerca fine a se stessa, cioè nell’intento di valutare la tecnologia dell’accelerometro che sarà sempre più diffusa, ci può stare, altrimenti questi ricercatori possono andare ad usare il badile.
Dire che è la base di un’attacco informatico e che la vittima deve essere vicina al computer “pirata”, allora tanto vale che ci sia direttamente il “pirata” con pistola in mano 😉
Tutte chiacchere e camice bianco 😉
Oddio, lo scenario non è così impossibile: un ufficio open space, vari computer su una scrivania, ignari impiegati seduti attorno alla scrivania scrivono sul loro iPhone a pochi centimetri di distanza dal computer pirata.
La parte difficile è che proprio sui quei telefoni ci deve essere una app pirata, che secondo me non esisterà mai su iOS visti i rigidi controlli dell’App Store.
Quoto kernel panic!
Decisamente più probabile in android visto che lo store non fa controlli….
Certo, se ti fai jailbreakkare l’iPhone e ti fai installare la app di cui parlano… sei veramente tonto 🙂
Stando a quanto scritto nell’articolo, non è necessario aver installato un’app malevola (caso remoto visti i controlli Apple) ma basta un gioco che fra le sue funzioni avrebbe anche questa “raccolta dati” malevola. In pratica un trojan. Quindi la situazione prospettata non è poi così improbabile…