Olympus OM-D OM-5: fotocamera retrò che scatta a raffica fino a 9fps

Con l’annuncio ufficiale di oggi della nuova OM-D OM-5, Olympus ha posto fine alla lunga serie di indiscrezioni che in questi ultimi tempi sono circolati attorno alla sua fotocamera Micro Quattro Terzi.
Il design della OM-D si ispira senza mezzi termini alla classica OM-4, ma, al posto degli specchi e del mirino ottico, ha una mirino elettronico (EVF) da 1,44 megapixel che copre il 100% del campo inquadrato, e promette agli appassionati di far rivivere il fascino della composizione tramite oculare. A differenza del mirino ottico, quello elettronico assiste nella composizione dell’immagine consentendo di verificare gli effetti delle varie regolazioni manuali e degli Art Filter.
Olympus OM-D si può considerare come una delle poche fotocamere mirrorless a lenti intercambiabili dove l’EVF si trova in una posizione più naturale, cioè sopra l’obiettivo anziché all’angolo come per la Sony NEX-7.

Il corpo della OM-D è anche resistente alla polvere e agli spruzzi d’acqua, una rarità per le Micro Quattro Terzi.
Sul retro si trova un display OLED touchscreen da tre pollici inclinabile fino a 80° verso l’alto o fino a 50° verso il basso, facilitando così le riprese da angoli “difficili” e fornendo una grande quantità di controlli per gli scatti.
All’interno, la fotocamera Olympus è la prima mirrorless a rompere la barriera dei 12 megapixel e include un nuovo sensore CMOS da 16 megapixel, che insieme al processore immagine TruePic VI, garantiscono una gamma di sensibilità che arriva a 25.600 ISO.
Tra le altre caratteristiche, spicca la possibilità di scattare a raffica fino a 9 fotogrammi al secondo per ben due secondi, anche con autofocus single-scatto acceso. La maggior parte delle fotocamere mirrorless e reflex devono bloccare l’autofocus dopo il primo scatto per mantenere la velocità.

La OM-D è dotata di un sistema di stabilizzazione a 5 assi (spostamento orizzontale, verticale e rotazione su tre assi), che ricorda il sistema Canon Hybrid.
La nuova fotocamera è in grado di registrare video a 1080i a 60 fotogrammi al secondo (in formato H.264 e AVI) e di correggere gli effetti aliasing e il rolling shutter, noto anche come “tower of Jell-O”, che fa apparire alcuni soggetti traballanti mentre la telecamera si muove.
Il software permette effettuare alcune lievi modifiche, come aggiungere effetti Echo che consentono di inserire più fotogrammi di un soggetto nel video. Un nuovo filtro Linea Art dà un effetto d’animazione rotoscope simile ad A Scanner Darkly o Waking Life, e si può utilizzare una variante “esagerata” del filtro Dramatic Tone.
La OM-D sarà commercializzata all’inizio di aprile e si potrà scegliere nei colori nero e bicolore nero/argento. La versione solo corpo costerà $1.000, mentre con obiettivo 12-50mm f3.5-6.3 EZ occorreranno $1.300.
Nel corso dell’anno verranno commercializzati anche due nuovi obbiettivi, che andranno a impreziosire il corredo a disposizione delle Olympus Micro QuattroTerzi. Si tratta dell’M.ZUIKO DIGITAL ED 75mm 1:1.8, medio tele molto luminoso ideale per ritratti, e dell’M.ZUIKO DIGITAL ED 60mm 1:2.8 Macro, che arriva a un rapporto macro 1:1 con una minima distanza di messa a fuoco di 19cm.


7 commenti
Raffica a 9fps, finalmente un evoluzione della e5. Venderà? Mah…
Tra i miei cimeli posso vantare la mitica OM2, e sebbene questa sia più simile alla OM1 che alla OM4, devo ammettere che è un piacere vederla di nuovo sul mercato, seppure in versione digitale. Peccato solo non poter utilizzare le lenti della OM2
Ho grande stima di Olympus, soprattutto per la sua capacità di elaborare ottimi Jpeg; sono pronto a traslocare i miei obiettivi m 4/3 su questa nuova OM-D
Ho avuto a suo tempo una OM…
Certo che da un punto di vista squisitamente da designer, da molto da pensare questa tendenza ad un retrò neppure tanto “rivisitato”. Tendenza in realtà non nuova in molti altri settori e che alcuni hanno gia “ri”- abbandonato.
Questa riproduzione quasi tale e quale del passato sembra più che altro una precisa strategia di marketing per un pubblico di cultori delle “vecchie” reflex a pellicola che hanno accettato “collotorto” l’avvento del digitale.
Non credo il target siano giovani fotografi 25/30enni, ma piuttosto 50enni (ci sono dentro anch’io) nostalgici che alla fine hanno tutto digitale, ma l’illusione di aver in mano “una di quelle belle macchine di una volta…” (naturalmente corredate da relativa custodia in pelle dal cinghietto striminzito)
Solo una cosa mi lascia un po’ perplesso delle mirrorless: di obiettivi luminosi non ce n’è manco l’ombra.
@ Armando82: ci sono obiettivi f2.8 e f2 per mirrorless, di solito in formato pancake. Immagino tuttavia che chi acquista una mirrorless raramente abbia intenzione di dotarsi di un vasto parco obiettivi, e di portarli con sè: i più diffusi sono sicuramente gli zoom che attraversano la focale normale (14-40 o 18-55), i telezoom (40-150 o 55-200), i pancake appunto e i tuttofare. I tele luminosi sono adatti alle foto sportive, che però necessitano anche di una messa a fuoco veloce, fuori dalla portata della maggioranza delle mirrorless.
A lasciare perplessi di molte mirrorless sono anche:
– le dimensioni degli obiettivi confrontati al corpo: se senza obiettivo o con un pancake alcune mirrorless sono effettivamente compatte, con gli zoom si avvicinano molto alle reflex per dimensione e peso
– la mancanza del mirino elettronico
– la velocità di messa a fuoco
– il costo molto elevato
Tuttavia perplessità simili riguardano le bridge e le compatte premium. Per questi motivi Francesco indica come soluzione generica migliore le reflex. Non significa che siano sempre la soluzione migliore: in base alle esigenze, una mirrorless può essere più indicata.
@ Armando82: alcuni obiettivi a focale fissa luminosi ci sono:
Olympus 12/2,0 e 45/1,8
Panasonic 20/1,7
Samsung 30/2,0
Sigma 30/1,4.
Certo sono pochi e non sono fra i più richiesti per le mirrorless