Prime impressioni: Adobe Lightroom 5 beta pubblica

Molto probabilmente, il 2013 sarà l’anno in cui i fotografi professionisti saranno chiamati a scegliere quale software di post produzione adottare: Lightroom 5, che Adobe ha già fatto sapere che sarà disponibile entro quest’anno oppure la tanto attesa versione 4 di Aperture di Apple, di cui non si ha alcuna anticipazione.
Come di consueto, Adobe ha reso disponibile la beta pubblica di Lightroom 5 per ottenere i feedback da parte degli utenti ed eliminare eventuali difetti o apportare dei miglioramenti. Ho scaricato la beta pubblica e l’ho provata per alcune ore. Anche se non è detto che questa sarà la versione definitiva, è altrettanto vero che non potrà essere molto diversa, e in ogni caso non sarà un “aggiornamento importante” come invece è stato Lightroom 4 (gennaio 2004), che ha introdotto un nuovo motore di elaborazione delle immagini, cursori inediti, una nuova interfaccia e un paio di moduli aggiuntivi.
La beta pubblica Lightroom 5 potrebbe essere tranquillamente un aggiornamento della versione 4. Adobe non ha introdotto alcuna novità “importante”, e si è limitata ad aggiungere una serie di funzionalità richieste dagli utenti, come ha spiegato Sharad Mangalick, digital imaging product manager di Adobe. La maggior parte dei nuovi strumenti rendono più semplice migliorare i propri scatti, come raddrizzare le foto storte, correggere la distorsione prospettica, eliminare elementi indesiderati presenti in una foto ed eliminare la polvere del sensore.
Anteprime avanzate

Una delle novità di Lightroom 5 è Anteprime avanzate, una funzione che tornerà molto utile a chi utilizza un MacBook Pro come computer principale e non desidera archiviare migliaia di file in formato RAW sul disco rigido interno, ma su uno esterno.
Tuttavia, in alcuni casi potrebbe capitare di non avere con se il disco rigido esterno con la libreria di Lightroom o di non volerselo portare dietro, ed è qui che entra in gioco Anteprime avanzate. È possibile importare la propria collezione di fotografie e spuntando l’opzione Anteprime avanzate, verranno generati file nettamente più leggeri in termini di megabyte. Anche quando l’originale si trova sul disco esterno, qualunque modifica apportata alla “versione più leggera”, automaticamente verrà sincronizzata con il file originale la prossima volta che si collega il portatile al disco rigido esterno, il tutto senza richiedere alcuna azione da parte dell’utente.

Upright (Linee cadenti)
Il nuovo strumento Upright (Linee cadenti) all’interno del pannello Correzione lenti di Lightroom serve per correggere due problemi molto comuni quando si scatta una fotografia. Il primo riguarda le foto inclinate per via di una non corretta impugnatura della macchina fotografica; e l’altro è un problema di prospettiva che può essere causato dai limiti della propria apparecchiatura tecnica. A meno di non avere una lente tilt-shift, fotografando un edificio o paesaggio urbano, spesso le linee dei fabbricati non sono verticali.
Upright prevede una opzione Automatica che permette di effettuare in un solo click correzioni bilanciate di prospettiva, proporzioni e piano.
Raddrizzare un orizzonte inclinato è già abbastanza facile, è sufficiente ruotare la foto fino a che non diventi dritta. Risolvere la distorsione della prospettiva è invece un po’ più complesso, in genere bisogna effettuare una serie di regolazioni e accettare alcuni compromessi, perché spesso per raddrizzare un edificio in un contesto urbano, gli altri vengono deformati.

Lo strumento Upright oltre all’opzione di correzione automatica include tre preimpostazioni per il livello, le correzioni orizzontali e verticali. Come per le altre regolazioni di Lightroom, i risultati possono poi essere ulteriormente modificati manualmente.
Ho provato Upright su alcune foto verticali di edifici molto alti e su una orizzontale che aveva bisogno di correggere la prospettiva. I tutti i casi, l’opzione 1-click Automatica ha dato ottimi risultati. Se effettuate prevalentemente foto di paesaggi urbani e grandangolare, questa funzione di Lightroom 5 può da solo valere il prezzo dell’aggiornamento.
Filtro radiale
Questo filtro serve quando si desidera richiamare l’attenzione sul soggetto aumentandone la luminosità e oscurando o sfocando il resto della foto. In realtà, è già possibile ottenere un effetto simile con Lightroom 4 utilizzando il Pennello di regolazione, ma alcuni fotografi potrebbero trovare più pratico farlo con un unico filtro ovale che non richiede pennellate multiple.
Rimozione macchie

Le versioni precedenti di Lightroom hanno un strumento per la rimozione delle macchie che può essere ridimensionato, ma non modificato nella forma; è infatti uno strumento rotondo che può essere utilizzato solo facendo click su una macchia alla volta. Con Lightroom 5 è possibile fare click e trascinare lo strumento Rimozione macchie, che in pratica si trasforma in un pennello in grado di gestire qualsiasi forma, non solo una macchia circolare.
Sfortunatamente, Adobe ha deciso di non integrare in Lightroom 5 la tecnologia “Riempimento in base al contenuto” (Content-Aware) introdotta a partire da Photoshop CS5, che permette di risolve un problema contro il quale generazioni di fotografi hanno lottato: rimuovere elementi estranei dalle loro immagini, oggetti o fastidiosi inestetismi che involontariamente sono stati immortalati nello scatto.
Per risolvere questo annoso problema, a parte utilizzare Photoshop CS5 o CS6, con Lightroom 5 si può clonare un’altra sezione della foto nella zona dove si trova l’elemento indesiderato o abbinando texture, luci e ombre sempre da un’altra area dell’immagine. In entrambi i casi è possibile scegliere la parte della foto che si desidera che lo strumento utilizzi.
Questo nuova funzionalità dello strumento Rimozione macchie è utile per cercare di rimuovere uno o due oggetti dalla foto, ma non per operazioni di fotoritocco complesse. Se non si ha già Photoshop o un altro software di editing con strumenti avanzati per il ritocco, lo strumento Rimozione macchie di Lightroom 5 può rappresentare un utile miglioramento rispetto alle versioni precedenti.
C’è anche un nuovo slider che rende più facile rimuovere le macchie causate dalla polvere sul sensore, che è risultato particolarmente efficace rimuovendo anche la polvere che si sarebbe potuta vedere soltanto con una stampa di grandi dimensioni.
Novità minori
Le altre novità “minori” riguadagno il supporto per i file PNG, una vera modalità a schermo intero delle foto premendo il tasto F, la possibilità di combinare immagini fisse, clip video e musica in un unico slideshow HD, ed è stato anche aggiornato il modulo Libro migliorando la capacità di creare, personalizzare e ordinare album fotografici con una varietà di modelli.
Considerazioni finali
Quando è stato rilasciato Lightroom 4, alla domanda se valeva la pena aggiornare per chi aveva la versione precedente, la risposta è stata un secco: si, conviene! Con Lightroom 5, invece, bisogna attentamente valutare se le nuove funzionalità possono realmente velocizzare il proprio lavoro, e quindi la risposta varia a seconda dei casi. Se utilizzate già Ligtroom, è una buona idea scaricare questa beta gratuita (che terminerà di funzionare il 30 giugno) e vedere se le nuove funzioni sono sufficienti per giustificare la spesa. Al momento di pubblicare questo articolo, Adobe non ha ancora comunicato i prezzi per Lightroom 5.


3 commenti
Ottima recensione.
Sto provando la beta, ma la trovo meno reattiva rispetto alla precedente.
Le Anteprime avanzate potrebbe essere la funzione-killer per molti.