Samsung finanzia gli sviluppatori di app, Google trema

Google è diventata la piattaforma mobile più diffusa del pianeta, ma ad agitare le notti di Larry Page & C. non è iOS, ma Samsung, che insieme a Cupertino ha il 100% dei proventi dalla vendita degli smartphone.
I guadagni di Mountain View derivano dal Play Store (l’alter ego dell’App Store di Apple), quindi non arriva molto denaro da Android, anche se le cose sono destinate a migliorare quando ci saranno più applicazioni in vendita sul negozio virtuale di Google. Ma – c’è sempre un ma in ogni storia – a patto che Samsung non si intrometti in questo settore.
E invece, il colosso sudcoreano si sta già muovendo in quest’ambito, infatti ha deciso di finanziare gli sviluppatori di terze parti per invogliarli a realizzare applicazioni e videogame ottimizzati per il suo Galaxy. Il motivo di questa decisione è che non esistono app di terze parti in grado di sfruttare l’hardware del suo smartphone ammiraglia (come ad esempio i quattro core del processore Qualcomm S4 Pro 1.9-GHz).
Un problema particolarmente fastidioso di Android è la frammentazione. Un gran numero di produttori di smartphone non utilizzano la versione più recente del sistema operativo di Google. Questo complica il lavoro degli sviluppatori che desiderano sfruttare le migliori e più recenti funzionalità di Android, ma anche raggiungere il maggior numero possibile di clienti. Così, molto spesso devono essere raggiunti dei compromessi a discapito della qualità delle app e dei videogame.
Con la mossa di finanziare gli sviluppatori di terze parti per realizzare app specifiche per gli smartphone Galaxy, Samsung sembra essersi messa al lavoro per separarsi dall’eco-sistema di Google. Infatti, è improbabile che quando saranno rilasciate le app-Galaxy realizzate con i suoi finanziamenti, Samsung lasci che vengano vendute sul Play Store, dove parte dei ricavi vanno a Mountain View.
Presto o tardi Samsung seguirà l’esempio di Amazon, che sui Kindle permette di effettuare acquisti solo sul suo negozio online (l’accesso al Google Play è interdetto), e considerato che i telefoni Galaxy insieme all’iPhone di Apple rappresentano la quasi totalità del mercato degli smartphone, è facile intuire perché a Mounatin View le notti sono particolarmente agitate in questo ultimo periodo.


3 commenti
Ben gli sta, così si arrangiano e poi toccherà anche a Samsung, che di software non ha grandi basi e google non permetterà certo che dal loro sistema operativo facciano ricavi. Sostanzialmente si affosseranno da sole.
Ecco la prima guerra termonucleare…come aveva predetto Jobs 🙂
Mi aggrego volentieri!!