iWatch: ecco perché Apple non ha potuto utilizzare il nome

Apple avrebbe voluto chiamare l’ Watch con il nome più ovvio, iWatch, ma non ha potuto per “colpa” della startup Probendi fondata da un italiano, che nel 2008 ha depositato il marchio iWatch per una app che, ironia della sorte, è stata sviluppata per la piattaforma Android. A rivelare il particolare è stato Bloomberg.
In precedenza, Apple aveva dovuto affrontare un analogo problema con il nome iPhone, che apparteneva a Cisco; e anche con iPad, che era di proprietà di Fujitsu; ma è sempre riuscita a raggiungere un accordo con le rispettive parti per lo sfruttamento del nome. Le cose sono andate diversamente per l’ TV che avrebbe dovuto chiamarsi iTV come l’omonimo canale britannico.
Per quanto riguarda iWatch, ogni tipo di trattativa è stata stroncata sul nascere perché il responsabile di Probendi ha addirittura preventivamente diffidato Apple dall’usare il nome in Europa, ed anzi, ha deciso di creare uno smartwatch che chiamerà proprio iWatch ed utilizzerà – anatema – il sistema operativo Android.
La buona notizia è che Apple non ha intenzione di abbandonare il prefisso “i” per i suoi dispositivi, come ipotizzato da molti all’indomani della presentazione dell’ Watch.


4 commenti
Se non sbaglio il prefisso “i” davanti al nome indica che il dispositivo si collega ad internet e quindi essendo apple watch impossibilitato a navigare in internet il nome attuale sia voluto
Apple TV si collega a internet, ma non si chiama iTV…
Attenzione navigare in internet non collegarsi ad internet sono due cose differenti,non esiste safari su apple TV
In realtà, la “i” è stata utilizzata per l’iMac “Bondi Blue” del 1998 per indicare che il computer era pensato per navigare su Internet, poi, però il suffisso è stato adoperato anche per le applicazioni, come iTunes, ed ben presto è diventato un po’ il “simbolo” dei prodotti Apple, del resto anche l’iPod ha la “i” ma non si collega ad Internet 😉