Apple rilascia il framework ResearchKit: come funziona e a che serve

Apple ha annunciato che il framework ResearchKit, presentato nel corso dello Special Event “Spring Forward” di inizio marzo, è disponibile per ricercatori medici che così potranno realizzare le proprie app, e per gli sviluppatori che potranno dare il loro contributo sviluppando nuovi moduli di ricerca.
Le prime cinque app rilasciate da Apple che utilizzano il nuovo framework ResearchKit si occupano di asma, tumore al seno, malattie cardiovascolari, diabete e morbo di Parkinson, e in poche settimane oltre 60.000 utenti iPhone hanno deciso di installarle per condividere i propri dati.
Infatti, ResearchKit consente a qualsiasi ricercatore medico di sfruttare i moduli di ResearchKit per approfondire argomenti legati a salute e benessere e per comprendere meglio la malattia. Gli sviluppatori possono inoltre creare nuovi moduli basati sul codice open source e integrarli in ResearchKit. I moduli personalizzabili iniziali riguardano gli elementi più comuni degli studi clinici: consenso dei partecipanti, sondaggi e attività.
Al lancio delle app, appare un modello di consenso elettronico, che può essere personalizzato, e deve essere firmato dei pazienti, poi attraverso un modulo dei sondaggi i partecipanti rispondono ad una serie di domande, mentre un altro modulo delle attività consente ai ricercatori di raccogliere dati più mirati per il proprio studio invitando i partecipanti a compiere determinate attività che portano alla generazione di dati, raccolti grazie ai sensori di cui sono dotati gli iPhone.

