La mossa disperata e poco elegante di Spotify

Spotify sta contattando tramite e-mail gli utenti che hanno sottoscritto l’abbonamento Premium da un dispositivo iOS, invitandoli a disdettarlo e rifarlo da un computer. In questo modo si risparmiano €3. Infatti, l’abbonamento Premium costa €13 al mese se sottoscritto da iPhone o iPad, mentre il prezzo per lo stesso identico abbonamento è di €10 mensili se la registrazione viene effettuata da un computer. Questa assurda differenza è dovuta al fatto che il 70% del ricavato per la vendita di una app o servizio distribuito tramite l’App Store spetta allo sviluppatore, e il 30% ad Apple, e Spotify ha deciso di “caricare” quest’ultimo sul solo abbonamento effettuato tramite dispositivo iOS.
Francamente trovo l’iniziativa di Spotify disperata e anche poco elegante.
Innanzitutto, questa differenza di prezzo esisteva anche prima del lancio dell’Apple Music e quindi non si capisce perché solo ora Spotify ha deciso di avvisare i propri utenti. Evidentemente, dopo che la dirigenza dell’azienda svedese ha accolto il lancio dell’Apple Music con commenti spavaldi e irriverenti, si devono essere accorti del drastico calo di utenti ed ora sono costretti a raschiare il fondo del barile.
Poi, c’è anche un’altra questione. Apple mette a disposizione l’App Store per consentire agli sviluppatori di distribuire le proprie app e servizi. Si tratta di una vetrina formidabile e non è un mistero che la maggior parte degli sviluppatori preferisco la piattaforma iOS rispetto a quella Android perché è più redditiva.
Naturalmente, App Store & C. hanno un costo di gestione per Cupertino, che viene ripagato in parte proprio da quel 30% che ottiene dalle vendite di app e servizi di sviluppatori terzi. Non c’è dubbio che Spotify deve il suo grande successo anche alla possibilità di installare la relativa app su iPhone e iPad, che permette così ai suoi abbonati di usufruire del servizio streaming in mobilità, però, oltre a fare pagare agli utenti il 30% che deve corrispondere ad Apple, adesso suggerisce questo escamotage che di fatto danneggia Apple.
Naturalmente, se tutti gli altri sviluppatori facessero la stessa cosa, Cupertino sarebbe costretta a chiudere l’App Store e quindi tra le varie conseguenze verrebbe meno anche la possibilità di installare l’app di Spotify sui dispositivi iOS, e così l’ Music sarebbe l’unico servizio di streaming musicale usufruibile anche su iPhone e iPad, e in molti abbandonerebbero il servizio di Spotify per quello di Apple.


9 commenti
vedo un ban molto vicino a Spotify….
La politica di App Store impedisce agli sviluppatori di inserire link che indirizzino gli utenti ad acquisti all’esterno di App Store… credo che Spotify pagherà in qualche modo questa mossa di aggirare il divieto contattando direttamente gli utenti via e-mail.
Ma non sarà una mossa controproducente? Immaginate l’utente che ha l’abbonamento Premium da un paio d’anni e paga €13 per si è registrato dall’iPhone. Io non sarei molto contento di sapere di aver buttato al vento €72. Se non altro mi chiederei perché solo adesso ricevo un suggerimento del genere.
ragazzi, si dice disdire, non disdettarlo…. :-(((
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Linguaggio burocratico: consentito ma non consigliato.
2 Domande:
1. come mai sul Play Store (Android) l’abbonamento a Spotify costa 9.99€?
Google è così ricca da potersi permettere di gestire uno store gratis? Apple no?
2. Se Apple (per assurdo) decidesse di chiudere l’App store perchè non ha ritorni economici (come paventato per assurdo dall’autore), quanti iPhone e iPad credete che venderebbe da li in poi?
Io credo che:
1: Apple in questo periodo storico si stia approfittando della sua posizione di predominio (potrebbe gestire tranquillamente lo store gratuitamente).
2: Se io, cliente Spotify che paga un’abbonamento tramite iOS (in realtà non lo sono perchè non lo sfrutterei), vedo che per Spotify spendo 13€ mentre Apple Music mi costerebbe 10€ cosa pensate possa pensare di fare? Se a questo punto ricevo una mail (che a spotify non costa nulla) che mi dice che a parità di prezzo (rispetto ad apple music) posso continuare ad usare tutte le playlist etc…create fino ad ora? Se sono contento di Spotify resto li. Lo stesso “problema” mi risulta esserci almeno per l’app di Dropbox (o almeno, tempo fa c’era perchè nel frattempo sono passato a OneDrive).
Poi, da quello che leggo in rete, a parte su questo sito, non mi risulta che attualmente ci sia tutto questo entusiasmo dietro Apple Music (anche perchè ancora non è multipiattaforma) ma magari mi sbaglio io…
Veramente, l’unico ad approfittarse in questa situazione è Spotify. Infatti Il prezzo delle applicazioni non viene stabilito da Apple o da Google, ma dallo sviluppatore. La ripartizione dei ricavi per la vendita delle app e servizi su Google Play è la stessa dell’App Store. Quindi Spotify fa pagare agli utenti iOS il 30% in più rispetto a quelli Android, probabilmente perchè è risaputo che quest’ultimi sono i meno propensi a spendere soldi.
Apple Music è già multipiattaforma, infatti è per Mac, PC-Windows, iOS e in autunno anche per Android.
Quando intendo multi piattaforma intendo Android (oggi non lo è poi se arriva in autunno bene per loro), Windows e poi perchè no, anche Jolla e Blackberry (sono numeri piccoli ma se permetti…questi utenti, Android compreso ad oggi non possono usufruirne…quindi dico che per ora non è multipiattaforma e di sicuro un’utente Android non credo possa far parte di coloro che possano decidere di abbandonare Spotify..al momento…