Moof! Notte degli Oscar: fortunatamente il film Steve Jobs non ha vinto nulla

Dalla notte degli Oscar che ha visto il trionfo di Morricone e Di Caprio, arriva una buona notizia, almeno secondo me: nessuna delle preziosissime e ambitissime statuette è andata al film Steve Jobs diretto da Danny Boyle, che aveva ricevuto la nomination per il miglior attore, e la miglior attrice non protagonista.
Non fraintendetemi, non è che il bravo Michael Fassbender (che interpretava Steve Jobs) e l’altrettanta valida interpretazione di Kate Winslet (nel ruolo di Joanna Karine Hoffman, il responsabile marketing Apple) non meritassero l’Oscar, ma se lo avessero vinto avrebbero dato risalto al film, che invece sarebbe meglio lasciar cadere nell’oblio perché è il peggiore sulla vita di Steve Jobs sebbene sia basato sulla biografia autorizzata scritta da Walter Isaacson.
Steve Jobs non era un imprenditore comune e non ha fondato una azienda come tante altre, ma il film di Boyle invece di esaltare il suo genio visionario è incentrato sul difficile rapporto che Jobs ha avuto con la prima figlia Lisa, in pratica è un film sulla paternità.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


10 commenti
La biografia è molto interesante. Ho iniziato a leggerla un po’ prevenuto, temendo che si sarebbe risolta in una celebrazione del genio. Invece, alla fin fine, mi è sembrata molto onesta.
E la questione della paternità non è certo centrale nel complesso personaggio di Jobs.
film gigantesco. parlate di computer, vi voglio bene.
Ma infatti stiamo parlando di computer. Il film è sicuramente “gigantesco” dal punto di vista di un cinefilo, ma non da quello di un appassionato di tecnologia perché non racconta nulla del più grande imprenditore tecnologico dell’era moderna e della sua azienda. È un film gigantesco sulla paternità, ed anche per questo è stato un flop al botteghino e non ha vinto un Oscar.
Quoto Gianluca, film eccezionale e figura di Jobs persona resa forse per la prima volta in maniera realistica.
Il tuo commento Stefano è alquanto superficiale e se mi permetti fazioso.
Anche io adoro i prodotti Apple, possiedo un imac, un iphone ed un ipod ed usarli ogni giorno mi da una grande soddisfazione.
Per dire che Jobs era un genio fuori dal comune che ha cambiato il mondo non serve di certo un premio Nobel. Questo film invece restituisce un’immagine di SJ più intima, forse quello che da fastidio a tutti i suoi “fan” è proprio lo spessore della persona, a mio parere alquanto discutibile.
Se proprio vogliamo parlare di cinema allora insieme a “Jobs” vi consiglio di guardare anche il documentario “Steve Jobs: the man in the machine” in cui si parla in maniera oggettiva del lato oscuro di Jobs e della Apple tutta.
Io adoro i prodotti della Apple ma non è possibile ignorare quanto di (anche)negativo ci sia dietro al marchio ed alla persona.
Ottimo il blog, forse faresti meglio a non parlare di cinema o comunque a non sollevare temi come la storia (torbida) di Jobs e della Apple, temi sui quali hai in più occasioni dimostrato di non essere in grado di dare un parere sereno ed imparziale.
Un caro saluto.
Un film bibliografico come Steve Jobs di Danny Boyle è anche un documento storico, e se è vero che non serve un premio Nobel per dire che Jobs era un geniale imprenditore, dal momento che la vita di Steve Jobs non si studia a scuola, è altrettanto vero che da qualche parte questa “nozione” deve essere imparata. Cosa si impara guardando Steve Jobs di Danny Boyle? Certo che non era un geniale visionario perchè è stato mostrato 1) il lato peggiore del Macintosh 128K (le vendite al di sotto delle attese), 2) il flop del neXtComputer; 3) la presentazione dell’iMac, ma solo per poterci inserire l’ennesimo litigio con la figlia.
Una cosa è certa al di là di ogni faziosa opinione: chi desidera apprendere qualcosa della vita di Steve Jobs utilizzando uno strumento cinematografico, non deve certo partire da questo film, meglio i Pirati della Silicon Valley o Jobs con Ashton Kutcher, e di conseguenza non essendoci un quarto film su Jobs, quello di Danny Boyle è senza alcun dubbio il peggiore almeno dal punto di vista della storia della tecnologia.
Come sempre, l’Uomo Ragno ha centrato il punto con competenza: puoi avere il miglior regista, i migliori attori e i migliori dialoghi, ma se la storia è raccontata male, il film non può essere che brutto.
Non ho visto il film, ma leggendo l’articolo e i relativi commenti ho avuto la conferma che l’arrampicamuri esprime la sua opinione con la consueta bravura, poi ci sono i boriosi come Gianluca e Roger Kint che si limitano ad offendere vantando competenze che non hanno.
Nel quotare ogni parola dell’Uomoragno, volevo chiede scusa a Tornatore (Gianluca) e Spielberg (Roger Kint) se ci permettiamo di commentare un film come Steve Jobs che in America ha incassato molto meno di Jobs con Ashton Kutcher (ritenuto un flop). Poi, il fatto che il “gigantesco” Steve Jobs non abbia ricevuto una nomiation all’Oscar quale miglior film e migliore sceneggiatura è solo una svista dei membri dell’Academy Award, notoriamente una banda di incompetenti. Ma per favore… se non fosse una battuta sessista vi direi che siete simpatiche come delle zitelle isteriche di 90 anni.
Mai visto film più brutto. Lo giuro. E sono maggiorenne…
Un film del quale si poteva, e si può, fare tranquillamente a meno.
Si tratta naturalmente di un opinione personale, quindi se qualcuno lo definisce un capolavoro ha un suo personale metro di misura e sono contento ci abbia trovato cosi tanto spessore e qualità.