Cloak, VPN zero-configurazione per Mac, migliora la compatibilità con El Capitan

Cloak 2.0.16 è l’ultima versione dell’applicazione zero-configurazione che permette di aggiungere sul proprio Mac una Virtual Private Network (VPN), necessaria per proteggere il traffico dati quando, per collegarsi ad Internet, viene utilizzata una rete esterna Wi-Fi o pubblica (Hotspot), che sono tutto tranne che sicure dal momento che spesso sono adoperate dai pirati informatici per rubare password, credenziali per l’accesso e-mail e altri “dati sensibili” di chi le utilizza.
Stando alle note di rilascio, con questo aggiornamento è stata migliorata la compatibilità con l’accesso ad una rete Wi-Fi quando un Mac con installato OS X 10.11 El Capitan esce dallo stop, ed è stato risolto un problema che poteva causare il crash dell’applicazione in caso di accesso negato al Portachiavi.
Dopo averla installata, è sufficiente registrarsi (gratuitamente) al servizio GetCloak.com, e poi gestire la VPN dalla relativa icona nella barra dei menu. Un vantaggio non da poco dal momento che configurare una VPN se non è difficile, è almeno una operazione noiosa da portare a termine.
Tutte le volte che si utilizza una rete Wi-Fi non sicura, cioè che non richiede una password, automaticamente Cloak entra in funzione (l’icona nella barra dei menu da nera diventa blu e appare un avviso del Centro notifiche). È possibile utilizzare Cloak anche in tutti gli altri casi – ad esempio quando si utilizza il Wi-Fi dell’albergo anche se protetto da password – cliccando sull’icona nella barra dei menu e selezionando Connect.

Cloak funziona non solo con il browser (Safari, Chrome, Firefox e così via), ma protegge tutto il traffico Web sul Mac generato da qualsiasi altra applicazione.

Cloak si basa su OpenVPN, una serie di strumenti open-source per le connessioni Secure Socket Layer / Transport Layer Security (SSL/TLS). Inoltre, dal momento che lo sviluppatore, Bit Bourgeois, è una società relativamente nuova, mi ha fatto piacere apprendere che non ospita la VPN sui propri server, ma utilizza quelli di Amazon Web Services (AWS), Rackspace, Linode, Zerigo, e Gandi.net. Inoltre, Cloak è in grado di scegliere il server più vicino a dove ci si trova, cosa che dovrebbe garantire una connessione sempre veloce.
Cloak permette di provare gratuitamente il servizio per 30 giorni, poi si può scegliere di pagare 2,99 dollari al mese per 5GB di dati o il piano dati illimitati che costa $9,99/mese.
Cloak offre anche alcune utili opzioni, come la possibilità di attivare la connessione con una combinazione di tasti (personalizzabile), abilitare gli avvisi del Centro notifiche e anche uno audio, creare un elenco di connessioni Ethernet e Wi-Fi sicuri in modo da non attivare Cloak sprecando minuti o dati preziosi.


3 commenti
Argomento interessante, quello delle VPN. Posso chiedere se nei progetti futuri c’è una possibilità di una “comparativa” tra i vari servizi? Perché al di là di qualche benchmark (oltretutto dubbio) e qualche recensione evidentemente prezzolata non ho trovato molto altro in rete. E un “lavoro alla Spider-Mac” sarebbe veramente quello che aspetto…
È quasi impossibile fare un confronto perché servizi come Cloak utilizzano varie VPN, che si trovano dislocate in differenti Paesi, quindi spesso la differenza di velocità dipende da dove ci si trova. Conviene provare i singoli servizi VPN e scegliere quello con cui ci si trova meglio. Quasi tutte le VPN offrono un periodo gratuito di prova proprio per questo motivo ?
sapete se dopo il rilascio della versione per iPhone ed iPad l’app opera vin potrà essere usta per iMac? grazie