Moof! Un successo di Pirro

Quando ero in quinto ginnasio, il mio compagno di classe “Gianni” mi chiese se volevo far parte della sua radio libera, il mio incarico sarebbe stato quello di curare le relazioni pubbliche leggendo determinati annunci. Ne fui onorato e accettai senza pensarci su due volte.
Il mio primo annuncio da leggere riguardava il concorso telefonico a premi del giorno prima, che aveva fatto registrare un grande successo di partecipanti: +100% rispetto a quello della settimana precedente. Ero teso, ma tutto andò bene, e quando Gianni mi fece i complimenti, solo allora gli chiesi quante persone avevano partecipato al concorso, e lui orgoglioso rispose: “Hanno chiamato due persone”. Cioè al concorso precedente c’era stata una sola telefonata.
Dal punto di vista letterale, l’annuncio che avevo letto non era errato, 2 è il doppio di 1, ma chiaramente all’atto pratico quel “grande successo” era paragonabile alla proverbiale vittoria di Pirro.
In questi giorni, sta accadendo la stessa cosa con le dichiarazioni relative alle vendite dei nuovi smartphone che avrebbero la pretesa di insidiare l’iPhone.
Dopo sei settimane dalla commercializzazione del Note 7, Samsung ha fatto sapere che c’era stata una incredibile domanda, ben superiore alle attese, tanto che per soddisfare le richieste era stata addirittura costretta a posticipare il lancio del Note 7 negli altri Paesi. Tutti gli esperti di settore e siti di tecnologia hanno dato ampio risalto alla notizia, pronosticando tempi durissimi per l’iPhone. Tuttavia, alla totalità dei giornalisti è sfuggito il particolare che nel comunicato di Samsung si parlava sempre in termini percentuali, +120% rispetto al Note 5 (la versione 6 non è mai stata prodotta), senza mai rivelare i volumi di vendita.
Poi, è scoppiato – è proprio il caso di dirlo – il batterygate: quando il Note 7 è sotto carica, la batteria esplode, e Samsung non solo è stata costretta a sospendere le vendite, ma anche dovuto richiamare tutti i dispositivi venduti perché devono essere sostituiti. E così si è scoperto che i Note 7 commercializzati in sei settimane sono 2,5 milioni.
Considerato che gli iPhone 6s acquistati nei primi tre giorni di vendita sono stati 13 milioni, il grande successo in termini percentuali del Note 7 non è molto differente dal quello del concorso a premi della radio del mio ex compagno di scuola. Un successo di Pirro.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


7 Comments
Non per mettere i puntini sulle i, ma “50% di telefonate in più” rispetto ad una telefonata sarebbe una telefonata e mezza, mentre passare da 1 a 2 significa un aumento del 100%, perché (2-1)/1 = 100%
Viceversa, se da 2 scendi a 1, allora il decremento è del 50%, essendo (1-2)/2 = -50%
Quindi avresti potuto spararla anche più grossa! 😀
PS. Su Samsung… lasciamo(li) perdere!
Ooops… pardon per il refuso.
Infatti ha scritto il 100% in più
In realtà ho corretto dopo la segnalazione, erroneamente aver scritto 50% ?
L’ altro giorno son entrato in uno store nazionale e nelle vicinanze dell’ ingresso dove sono venduti cellurari, smartphone e tablet c’era pure il suddetto Note7….. ma questa bomba di prodotto in italia lo sanno i rivenditori del pericolo ? o è sol limitato in alcune nazioni ?
Il ritiro è mondiale, evidentemente il rivenditore non ha ancora restituito i modelli che aveva.
Secondo me le cose stanno molto peggio. Un portavoce Samsung ha dichiarato il 1 Settembre 2016 ad una agenzia stampa koreana, la Yonhah News Agency, che le batterie difettose riguardano meno dello 0,1% dei Note 7. Il 2 Settembre 2016, Samsung dichiara ufficialmente che alla data del 1 Settembre risultano 35 terminali bruciati, in meno di 2 settimane dall’inizio delle vendite. 35 terminali sono lo 0,1% di 35.000 terminali. Quindi i 2 milioni e mezzo di terminali “venduti” sono venduti si, ma ai distributori, ovvero “consegnati”. Quelli finiti nelle mani dei consumatori, che hanno iniziato ad usarli, sono una piccola frazione, non molti di più di 35.000. Anche perché, come abbiamo visto, le batterie difettose prendono fuoco nel giro di qualche giorno.