Moof! A pensar male di Apple, molto spesso si sbaglia

Quando Apple ha rimosso Finder for AirPods (€3,99) dall’App Store, una app realizzata dallo sviluppatore Deucks Pty che permetteva di trovare uno o entrambi gli AirPods perduti, la quasi totalità dei siti ha subito malignamente pensato che a Cupertino non avessero gradito l’idea che qualcuno potesse insinuare che gli auricolari fossero facili da perdere, e che quindi era necessaria una app per ritrovarli.
Nulla di tutto questo, anzi, Apple ha rimosso Finder for AirPods per evitare che chi ha acquistato i nuovi auricolari wireless potesse spendere soldi per una app inutile.
Infatti, nella prima beta di iOS 10.3 disponibile anche per i non sviluppatori, è stata aggiunto Trova i miei AirPods, che come gli altri “Trova il mio…” permette di individuare gli auricolari perduti (Trova i miei AirPods: come funziona, pregi e difetti).
Parafrasando una famosissima frase di Giulio Andreotti: A pensar male di Apple, molto spesso si sbaglia.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


17 Comments
e la misteriosa sparizione della media recensioni in stelline dei monitor LG di cui leggevo in giro? é una cosa vera?
lol scusa Stefano é solo per fare un po’ di Moof pure io 😀 ho praticamente solo devices Apple in casa a parte un Kindle dunque non é per fare polemica sterile
…e andare a controllare prima di scrivere?! Sul sito italiano mancano le stelline per il 5k e ci sono per il 4k, su quello americano ci sono per entrambi i monitor…quindi credo sia solo un problema tecnico. Io invece di pensar male di Apple comincerei a pensar male degli italiani che pensano sempre male…
Giacomo, ho solo fatto una domanda a Stefano che é l’esperto supremo in materia, se avessi mai veramente pensato male di Apple nel corso della mia vita sicuramente non gli avrei dato tutti i soldi che gli ho dato 🙂
questa sezione si chiama Moof, e credevo fosse un posto in cui poter avere anche una conversazione “leggera”
Buongiorno Stefano, mi sembra che immaginare Apple preoccupata di non far spendere soldi inutilmente ai propri clienti sia una linea difensiva quantomeno ardita. Convivono nell’App Store decine di applicazioni molto simili tra loro, con medesima finalità e con range di prezzi che vanno da 0 a tanto… e credo spetti all’utente/cliente scegliere quale di queste sia la migliore in base alle proprie necessità. Oltretutto mi pare di capire che la funzione ‘trova i miei AirPods’ sia disponibile solo in versione beta, e quindi non accessibile, in questo momento, alla stragrande maggioranza dei possessori degli auricolari Apple.
Luciano… ma quale “linea difensiva quantomeno ardita”.
Pagheresti mai €3,99 per una app che ti permette di localizzare l’iPhone perduto? No, perché esiste Trova il mio iPhone che è gratuito, e Apple non permetterebbe mai ad uno sviluppatore di vendere su App Store un app che offra lo stesso servizio.
Idem con Trova i miei AirPods.
È vero che su App Store ci sono tante app simili, ma nessuna replica a pagamento un servizio offerto da Apple strettamente collegato all’iPhone.
Poi, l’articolo è stato scritto per evidenziare che la “tesi complottista” che Apple abbia rimosso l’app Finder for AirPods per non far sapere che gli auricolari sono facili da perdere, è stata smentita dal servizio Trova i miei AirPods.
In effetti io non pagherei mai per un’alternativa a “trova il mio iPhone” che tra l’altro funzione molto bene ed è ovviamente ben integrata con l’ecosistema Apple, ma nell’App Store ce ne sono (e non poche) di app che hanno la funzione di tracciare e rintracciare un iPhone smarrito o rubato e molte di queste sono a pagamento o offrono l’acquisto in-app. Oltretutto l’applicazione Finder for AirPods, che tu stesso hai recensito in modo positivo qualche tempo fa, credo funzioni in locale sfruttando il bluetooth, senza la necessità di utilizzare connessioni con server. Non credo si tratti di capire se è migliore o peggiore di quella offerta da mamma Apple, ma semplicemente rappresenta un’alternativa (oggettivamente cara). In fondo nell’App Store c’è tanta di quella spazzatura a pagamento… Per quanto riguarda la tesi complottistica non so quale motivo abbia spinto Apple a cancellare l’app dal proprio store, ma se fosse quello da te ipotizzato, credo sarebbe un errore.
Le app simili a Trova il mio iPhone prevedono servizi aggiuntivi che Apple non offre, e per questo sono disponibili su App Store.
Finder for AirPods e Trova i miei AirPods funzionano allo stesso modo, perché entrambe le app si basano sul collegamento Bluetooth, in più Apple offre la possibilità di localizzare gli auricolari su una mappa.
Obiettivamente, solo una persona non informata sull’esistenza di Trova i miei AirPods poteva acquistare Finder for AirPod, che per quanto valida, era una soluzione inferiore a quella offerta gratuitamente da Apple. Quindi non è un errore che Cupertino l’abbia rimossa per tutelare gli utenti.
È il caso di ricordare che Apple riceve una percentuale sul prezzo di vendita delle app, quindi rimuovendo una app a pagamento è andata contro i suoi stessi interessi.
Forse è il concetto di tutela del cliente che non mi convince fino in fondo. Quindi Apple, seguendo questa logica di tutela, dovrebbe confrontare tutte le app che offrono mappe e navigazione, ad esempio, eliminare tutte quelle che, in modo arbitrario, ritiene non adeguate e conservare nello store solo la “migliore”? E se davvero la scelta è fatta a tutela del cliente, ipotizzando che Finder for AirPods fosse stata gratuita, sarebbe ancora nello store?
Le app di navigazione a pagamento offrono cose che Mappe di Apple non ha.
Quindi, se Finder for AirPods fosse gratuito oppure offrisse “qualcosa” in più a pagamento, sarebbe disponibile su App Store.
Se questo ragionamento non fosse valido, allora la spiegazione è che a Cupertino approvano le app su App Store in base alla simpatia.
Di base “Trova le mie AirPods” non è ancora disponibile a tutti (se non installando una beta). Quindi Apple ha deciso di rimuove Fider per AirPods per motivi a mio avviso ignoti. Il dato di fatto è che non ha lasciato all’utente il libero arbitrio.
Il “libero arbitrio” è una cosa seria che non ha nulla a che vedere con una app per un telefono. Il motivo per cui è stata rimossa l’app Finder for AirPods non è “ignoto”, è stato abbondantemente spiegato.
“Il libero arbitrio è il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di scegliere da sè gli scopi del proprio agire, tipicamente perseguiti tramite volontà, nel senso che la sua possibilità di scelta è liberamente determinata.” In questo caso la mia intenzione era quella di ribadire che Apple ha di fatto scelto di eliminare un’alternativa al cliente finale. Seppur sono utente Apple dal 1996, questa cosa non mi piace.
Inoltre mi sembra di percepire (posso sbagliare) nelle tue parole “Il motivo per cui è stata rimossa l’app Finder for AirPods non è “ignoto”, è stato abbondantemente spiegato.” un un tono un po’ borioso. Tu hai espresso il tuo punto di vista, non è detto che sia corretto.
“Tu hai espresso il tuo punto di vista” veramente l’Uomo Ragno ha solo spiegato quali sono le linee guide dell’App Store che ogni sviluppatore deve seguire per vedere approvata la propria app.
A proposito di “boriosità”, arrivare a spiegare cos’è il libero arbitrio… a scuola siamo andati tutti.
La spiegazione era dovuta, visto che Stefano ha contestualizzato il concetto di libero arbitrio come altra cosa. Detto questo, seguo il blog sa sempre e lo trovo tra i migliori in Italia, non digerisco però quello voler difendere Apple a tutti costi.
Ma non è una difesa… non sono l’avvocato difensore di nessuno, è la spiegazione del perché è stata rimossa una app. Tutto qui. L’App Store ha delle precise regole, se non si rispettano ci sono delle conseguenze.
Però, ora, bisogna mettere un punto a questa lunghissima polemica.
P.S.
Apprendo dalle tue parole che 5 anni di liceo classico non sono serviti per comprendere un concetto semplice come il libero arbitrio.
Pure Flux allora… solo che quello non era a pagamento. Avranno preso “ispirazione”…
Ti sbagli Davide, hanno reso possibile a tutti usare una feature per la salute dei propri clienti.. 😉