Moof! Microsoft insidia gli iMac, a chiacchiere

In questi giorni la maggior parte dei siti e blog ha dato enorme risalto ai buoni risultati finanziari dell’ultimo trimestre di Microsoft, in particolare alle “vendite al di sopra di ogni aspettativa” del Surface Studio, l’all-in-one di Redmond che dovrebbe sfidare gli iMac di Apple (Microsoft Surface Studio: perché sarà un flop spiegato con due immagini).
Complice un copia e incolla generale da un articolo americano scritto male, e interpretato peggio, la maggior parte dei siti italiani riportano che Apple ha trovato un valido antagonista nel Surface Studio, e la sua quota di mercato in questo particolare settore di mercato dei computer è a rischio. Tuttavia, nessun si è preso la briga di controllare se le entusiastiche affermazioni dei dirigenti Microsoft siano avvalorate da dati di vendita altrettanto entusiasmanti.
La briga me la sono presa io. Dal momento che Microsoft non fornisce le quote di mercato dei Surface Studio, mi sono rivolto ad altre fonti, in questo caso a DigiTimes che abitualmente è abbastanza ben informato e attendibile sugli ordini effettuati presso gli assemblatori asiatici: nel corso del quarto trimestre 2016 sono stati venduti 15.000 Surface Studio, mentre per il primo trimestre 2017 Microsoft ha ordinato 30.000 unità (ancora da vendere).
Sempre secondo DigiTimes, Apple ha venduto circa 4 milioni di iMac nel corso del 2016, in media 1.000.000 al trimestre… contro i 30.000 Surface Studio.
Vorrei ricordare che anche a febbraio dell’anno scorso, Microsoft si lasciò andare ad entusiastiche dichiarazioni sui volumi di vendita della sua rinnovata linea di Surface, salvo poi scoprire che l’iPad Pro da solo aveva venduto più di tutti i Surface messi insieme.
Secondo me, a Cupertino neppure si sono accorti che Microsoft ha lanciato un suo all-in-one, sono impegnati su cose più serie.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


12 commenti
Come riportare il campanile in mezzo al villaggio, complimenti
Esci dal villaggio se non ti piace.
Forse non hai capito il significato del modo di dire, peggio per te
@ Barbarroja: c’è stato un equivoco. La frase di Antonio era un complimento, significa riportare la cosa giusta nel posto giusto, più o meno ?
Scusa, 4 milioni di iMac (4.000.000) nel 2016, significa in media 330 mila (330.000) al mese circa. Comunque una bella differenza rispetto la casa di Redmond.
… giusto, 330.000 al mese e quindi, come scritto da Stefano, 1.000.000 a trimestre… 😉
Giusto per precisare il Surface Studio è stato presentato il 26 ottobre e venduto in America il 12 dicembre, per cui credo che il raffronto non vada fatto su un quadrimestre.
Comunque il 2017 ci dirà davvero come andranno le vendite.
Sempre giusto per precisare, il Surface Studio è appena uscito, è una novità, mentre l’iMac è un modello vecchio di un anno.
Poi, se Micorosft ha richiesto 30.000 pezzi, c’è poco da aspettare il 2017 per vedere come finirà. Se anche dovessero triplicare le vendite arrivando a 100.000 al trimestre, sarà sempre la decima parte degli iMac venduti. Se a Cupertino non dormono, non credo che sia per colpa del Surface Studio.
Io li vedo prodotti differenti rivolti ad utenze differenti, il Surface Studio è molto di nicchia, non venderà mai come gli iMac che sono rivolti ad un pubblico ben più ampio. Basti pensare che chiunque necessità di montare video, anche a livello non professionale, farà fatica con l’hardware del aio di Microsoft. Mi sembra molto più adatto per chi usa già i monitor/tavoletta della wakom abbinato a un tower PC, che sono una fetta di utenza molto ristretta. Il prezzo poi è decisamente elevato il che lo relega al settore pro.
Come fa lo Surface Studio ad essere rivolto ad una utenza pro se non è espandibile… ?
Come 15.000? Ha venduto di più la Fiat Duna..
Secondo me a Cupertino devono temere di più al mondo Linux che a quello Windows,che poi comunque Linux deve correre parecchio per raggiungere MacOs.