Moof! Quando Spider-Mac era passato al lato oscuro dell’informatica

Complice una campagna pubblicitaria martellante, e alle entusiastiche recensioni che provenivamo da oltreoceano, ad agosto dell’anno scorso ho prenotato il Galaxy Note 7, e l’ho ricevuto esattamente il 3 settembre, il giorno prima del richiamo per l’oramai famosissimo batterygate.
In realtà, avevo deciso di passare al lato oscuro dell’informatica mobile solo per qualche mese, in attesa di acquistare ad aprile di quest’anno la seconda edizione dell’iPhone SE. L’aspetto che mi interessava approfondire del Note 7 era la stilo definita da tanti come uno “strumento professionale”.

Design
Ma, prima di tutto è il caso di elogiare la qualità dei materiali utilizzati da Samsung e naturalmente anche per l’attenzione quasi maniacale dedicata ai dettagli. Tuttavia, la scelta di utilizzare il vetro anche posteriormente ha un rovescio della medaglia: una maggiore pesantezza rispetto al Galaxy S5, l’ultimo smartphone Samsung realizzato con materiali “economici” ma leggerissimi come il policarbonato, ed anche al Galaxy 7 non Edge con il retro in alluminio.
S-Pen
Secondo Samsung, i 4.096 livelli di pressione della nuova stilo del Note 7 era il salto di qualità che tutti i professionisti di design stavano aspettando, e così, la prima cosa che ho fatto è stato di recarmi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli dove insegna un amico. Gli ho mostrato il Note 7, e illustrato le caratteristiche tecniche, ma dopo averlo provato per una manciata di secondi mi ha spiegato che il “minimo sindacale” per disegnare è un display da 13 pollici. Bocciato a libretto.

Un’altra categoria di professionisti che, almeno secondo il mio immaginario, avrebbe potuto apprezzare la possibilità di prendere appunti come con un tradizionale taccuino, è quella dei giornalisti. Così, sono andato presso la sede del “Il Mattino” dove il mio campagno di banco delle medie lavora come cronista. Niente da fare. Le interviste si registrano e per le note “al volo” utilizza una app di registrazione vocale o al massimo scrive un breve appunto con la tastiera software.
Il medico! Il medico deve sempre annotare qualcosa per qualche motivo, un farmaco, un risultato di un’analisi, ecco la categoria a cui potrebbe servire la stilo del Note 7, mi sono detto. Così, ho fatto visita ad un altro amico che ha vari studi di odontoiatria, ma, questa volta il tentativo è fallito sul nascere perché in clinica le schede dei pazienti sono gestite con una app specifica per iPad mini.
Negli oltre 30 giorni durante i quali ho avuto modo di utilizzare il Note 7 come smartphone principale, prima che Samsung disponesse il definitivo ritiro dal mercato, ho potuto verificare che le dimensioni del display non sono sufficienti per prendere neppure un breve appunto, soprattutto se si utilizza il telefono in verticale. Infatti, per un’inscrizione in palestra ho dovuto fornire il mio codice fiscale, ed ho potuto scriverlo solo in orizzontale.

Tuttavia, da disegnatore dilettante appassionato di personaggi Disney, ho avuto modo di apprezzare e non poco la S-Pen del Note 7 per disegnare Paperino & C. tanto che se un domani Apple dovesse fare un iPhone con una stilo con analoghe caratteristiche, lo comprerei volentieri per disegnare i miei schizzi.
In sintesi, la differenza di prezzo tra il Galaxy S7 Edge e il Note 7 era di una cinquantina di Euro, e sebbene la stile non era così utile, secondo me valeva la pena prendere il Note 7.

Sistema operativo
La nota dolente del Note 7, scusate il gioco di parole, è chiaramente il sistema operativo. In tutti questi anni, nonostante i vari proclami di Google e le promesse dei produttori di smartphone, non è cambiato nulla, anzi è peggiorato qualcosa. Addirittura il Note 7 aveva preinstallato Android Marshmallow quando Nougat era già disponibile da alcune settimane. È un po’ come se Apple avesse rilasciato il nuovo iPhone 7 con il vecchio iOS 9.
Progressi lato sicurezza? Nessuno. Addirittura dopo poche ore d’utilizzo è apparso un inquietante avviso che mi invitava ad attivare un anti-virus per proteggere il dispositivo. Naturalmente il sistema migliore per non correre rischi con uno smartphone non è installare un anti-malware, ma acquistare un iPhone: zero malware e di conseguenza nessun antivirus.
Consapevole delle vulnerabilità di Android e non avendo intenzione di rischiare un furto d’identità, avevo predisposto anche un “piano di sicurezza” costituito da carte di credito prepagate e account con autenticazione a due fattori, con il secondo codice da ricevere sull’iPhone SE. Sicuramente non avrei fatto una vita tranquilla dal punto di vista tecnologico con il Note 7.
Breve considerazione finale
Non ne vale la pena. Android è anche peggio di Windows e come per quest’ultimo non vedo come Google & C. possano risolvere i problemi di sicurezza nel medio periodo. Comprare un dispositivo con un livello di sicurezza paragonabile a Windows ’98 solo perché ha un bel design è un grave errore.

Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


7 commenti
Leggendoti sei stato molto garbato e delicato nel descrivere un degno rappresentate del lato oscuro.
Ma, come dicevamo un tempo: “quello che fai la notte lo vedi di giorno” e sebbene le cose migliori, spesso, vengono fuori proprio nelle notti, serve rivederle di giorno per correggere tutti quei piccoli errori che sono rimasti lì, in attesa del caffè del mattino!
Siamo adulti e maturi, non ci scandalizziamo neppure un po’ se scrivi che il Note 7 te lo ha mandato Samsung per fartelo recensire. Quattordici miliardi di dollari spesi in pubblicità devono pur avere i loro effetti link.
Questa è la ricevuta d’acquisto del Note 7 (per vederla ingrandita click qui).
E io che cercavo ina giustificazione per Stefano…
L’ho spiegato nell’articolo, avrei usato il Note 7 per qualche mese. Del resto per dire che l’iPhone è il migliore smartphone bisogna provare gli altri telefoni.
Beh, mettiamola così, la parte positiva di questa esperienza è che hai rivisto la serie (invidiabile) di amici che hai…
Sull’esperienza con quell’aggeggio, pazienza, sbagliare è umano… ma tranquillo, resterà fra di noi
eppure basterebbe poco ad android per migliorare, lasciare driver e app alle società che costruiscono e mantenere il sistema gestibile solo da google. Invece nulla, lo vogliono open source, ma obbligano a fare come dice la google stessa. A sto punto fate dictat e lasciate, come dicevo prima, driver, temi e app agli altri. Il resto è dimostrazione di come le cose possono solo peggiorare quando si pensa solo a fare cassa. Apple compresa per alcune scelte