La Tela del Ragno: HomePod spiegato a chi non l’ha capito

HomePod, l’altoparlante intelligente di Apple, è in vendita da alcune settimane negli Stati Uniti, Australia e Regno Unito. Oramai, online si trovano decine di recensioni, e tutte sono concordi nel dire che l’HomePod suona molto bene per un diffusore di questa fascia di prezzo ($350), ma Siri è un po’ limitato, se confrontato con gli altri altoparlanti intelligenti, cioè con un assistente digitale con cui dialogare, come l’Amazon Echo o il Google Home (entrambi non in vendita in Italia), che tuttavia appartengono ad una categoria di mercato completamente differente dal momento che costano in media $100, e quindi è normale che suonino non bene come l’HomePod.

L’HomePod è stato messo a confronto anche con alcuni modelli di altoparlanti Sonos della stessa categoria di prezzo, ma rimangono comunque due prodotti completamente differenti, perché i Sonos sono compatibili con qualsiasi servizio musicale, mentre l’HomePod funziona solo con Apple Music. In realtà, è possibile riprodurre anche la musica di Spotifly, ma non utilizzando Siri, quindi alla “vecchia maniera”, e se non si è interessati a dialogare con un assistente digitale, tanto vale acquistare un altoparlante “non-intelligente” di uguale qualità audio che magari costa anche meno, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Fatte queste premesse, si potrebbe arrivare a pensare che l’HomePod sia un prodotto troppo limitato, e quindi destinato ad essere un flop. Chi la pensa così, non ha capito la filosofia e soprattutto la strategia di Apple.
La voce del bilancio di Cupertino più importante dopo l’iPhone, sono i “Servizi”, che include il fatturato di tutto l’invidiatissimo ecosistema Apple (iTunes Store, App Store, Apple Music e così via). L’Home Pad, proprio come gli AirPods, è un hardware pensato principalmente per essere inserito in questo ecosistema per valorizzarlo ulteriormente, e quindi destinato esclusivamente ad un utente già Apple. Anzi, può essere un elemento che potrebbe spingere gli utenti a preferire Apple Music rispetto a Spotify.
Ad esempio, prima utilizzavo Spotify, poi ho provato gratuitamente per tre mesi Apple Music, e devo dire che i due servizi di streaming si equivalgono, forse quello di Cupertino è in grado di creare playlist e suggerire musica più in linea con i miei gusti, ma nulla di così eclatante da far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Alla fine, ho scelto Apple Music, ma solo per la migliore integrazione con Mac, iPhone e iPad. Ad esempio, trovo impagabile toccare il pulsante Siri sulla Touch Bar del mio MacBook Pro e dire: “Siri, suona un po’ di musica rock” (la stessa cosa si può fare con i dispositivi iOS).
Per lo stesso motivo, dovendo acquistare un altoparlante da mettere in salotto, la scelta ricadrebbe sull’HomePod perché potrei sedermi in poltrona, e senza neppure avere con me l’iPhone o l’iPad, chiedere si suonare qualcosa. Probabilmente, se avessi un abbonamento Spotify non comprerei l’HomePod, ma un altro altoparlante di pari qualità, Bose o Sonos, al quale inviare in streaming la musica dal mio iPhone o Mac.
Il fatto che l’HomePod sia strettamente collegato all’ecosistema Apple non è un difetto, ma il suo punto di forza. Del resto il motivo del fallimento dell’iPod Hi-Fi (a destra) è che non offriva molto di più rispetto alla concorrenza, neppure per un “fedelissimo” Apple.
In estrema sintesi, l’HomePod serve principalmente per ascoltare a mani libere la musica di Apple Music, e in questo l’altoparlante Apple non ha rivali, di conseguenza è destinato a riscuotere un successo enorme tra i 36 milioni di abbonati al servizio di streaming musicale di Cupertino.
Con i saluti del Vs amichevole Spider-Mac di quartiere
La Tela del Ragno è l’editoriale, ma senza editore, di Spider-Mac, ma come un editoriale tratta un problema o un fatto di rilevante attualità legato al mondo Apple.


10 commenti
Ciao, io devo ancora capire se si integra bene con altre app tipo Vox o Soundcloud…
È spiegato nell’articolo, se non usi Apple Music, pèarticamente è una cassa senza Siri, quindi tanto vale che prendi un Bose e qualcosa di simile.
pero’ c’e’ airplay, che non ha praticamente nessun altro. Decisamente meglio che la connessione bluetooth.
Gli altoparlanti di questa fascia di prezzo, e tutti quelli multi-room come i Sonos, sono Wi-Fi e non Bluetooth, quindi la differenza principale rimane sempre l’integrazione con Siri.
Sonos e’ wifi, ma puoi trasmettere sui loro altoparlanti solo quello che loro decidono di farti trasmettere attraverso la loro applicazione. Con airplay non hai questa limitazione.
Veramente con l’app di Sonos sei in grado di utilizzare qualsiasi servizio o dispositivo in grado di trasmettere in streaming, anche una TV smart.
puoi trasmettere youtube per esempio?
Per YouTube da iOS devi usare SonosTube.
Io quell’iPod Hi-Fi che hai messo in foto lo comprerei volentieri, a trovarlo a un prezzo decente, per il mio vecchio iPoddino…
Io quel iPod e altoparlanti/base, com’è sulla foto e mi sembra della BOSE è, ce l’ho. ?