Recensione: Return to Dark Castle, il gioco capolavoro per il Macintosh 128K ora sui Mac moderni

7 luglio 2018 ore 10:40 | di | 2 commenti

Return to Dark CastleLa piattaforma iOS si è dimostrata particolarmente adatta per dare nuova vita ai videogame del passato, permettendo così ai nostalgici e agli amanti del retrocomputing di giocare con grandi titoli che hanno fatto la storia dell’intrattenimento digitale.

Fortunatamente, ogni tanto qualche intrepido sviluppatore si lancia in una operazione “amarcord”, e rende compatibili con l’attuale macOS videogame degli anni ’80 e ’90 oppure propone il seguito di grandi classici, tra quest’ultimi rientra sicuramente Return Dark Castle, il terzo capitolo della fortunata omonima serie Dark Castle, che sul Macintosh 128K, nonostante il display da 9 pollici in bianco e nero, 512×384 pixel di risoluzione, girava con una grafica dettagliata e riproduceva con una qualità sbalorditiva per l’epoca l’audio digitalizzato, tutte cose che i PC di quegli anni non potevano fare altrettanto bene.

Per quanto riguarda Dark castle, è stato il primo gioco d’azione stile platform di grande successo, fu sviluppato da Silicon Beach Software, la prima azienda ad intuire le potenzialità del Macintosh in questo settore. Nel videogame si interpreta un cavaliere di nome Duncan, che attraversa un castello infestato da ogni sorta di pericolo per sconfiggere il cattivo di turno, il Cavaliere Nero. Il successo di Dark Castel fu così strepitoso che l’anno successivo fu rilasciato il sequel, Beyond Dark Castle. Anni dopo, Delta Tao ha rilasciato una versione a colori del gioco. Poi, nel 2000, Z Sculpt ha annunciato che stava sviluppando un altro sequel, Return to Dark Castle, ma a completare il lavoro ci ha pensato Super Happy Fun Fun, che in precedenza aveva rilasciato Dark Castle per i telefoni cellulari.

Return Dark Castle porte

Lo so, lo so, Return to Castle Dark è disponibile da tempo per Mac, ma solo ora ho deciso di dare il via ad una rievocazione in chiave nostalgica dei miei esordi nel campo dei videogame.

Anche se lo sviluppatore ha inserito numerose varianti, Return to Dark Castle è fondamentalmente lo stesso gioco su floppy disk per Macintosh, Apple IIGS e Amiga degli anni ’80. Infatti, Return to Dark Castle include 50 livelli, e 30 sono i livelli “storici” di Dark Castle e Beyond Dark Castle ovviamente rimasterizzati e armonizzati in una trama di gioco più elaborata. Ci sono stanze segrete da esplorare e mini giochi da portare a termine, labirinti su labirinti, nuove armi, potenziamenti, e molti altri elementi ancora che si ispirano senza mezze misure a Dark Castle and Beyond Dark Castle.

Per quanto riguarda lo sviluppo della trama di gioco, nel primo Dark Castle, il principe Duncan aveva quattro porte tra cui scegliere (una quinta conduceva al Cavaliere Nero). In Return, ci sono diverse porte in tutto il castello che conducono da qualche parte. Una volta scelta la porta e si entra, il vero gioco comincia.

Come nel primo Dark Castle, ogni camera è un rompicapo da risolvere con elementi platform. Alcune camere possono richiedere semplicemente di azionare una leva, mentre altre prevedono l’azionamento di meccanismi con chiavi da trovare “in giro”, barriere da disabilitare, e guardie da neutralizzare.

Return to Dark Castle rompicapo

Ogni camera è una sfida: ci sono uccelli che piombano dall’alto, pipistrelli appesi al soffitto in agguato, e strani folletti verdi con lunghe braccia oscillanti. La bellezza di Dark Castle, che lo sviluppatore è riuscito a replicare in Return, deriva dalla difficoltà di superare i vari ostacoli che fa quasi digrignare i denti, un elemento unico non solo negli anni ’80 ma anche adesso. Inoltre, l’eroe non solo appare un po’ strano, ma il suo comportamento è divertente, può perfino inciampare nei suoi stessi piedi, se non state attenti.

Return to Dark Castle

Chi ha giocato a Dark Castle sui Macintosh degli anni ’80, con Return avrà l’impressione di essere tornato a giocare con il videogame originale, grazie alla risoluzione 640×480 pixel, per esempio, anche se si può attivare la modalità a schermo intero. La grafica è bitmap; l’interfaccia di base del gioco è straordinariamente “vecchia scuola” e Mac-like, ma, questo è il bello di Return to Dark Castle, almeno per i giocatori che come me hanno quasi un ricordo sentimentale per questa particolare serie di giochi.

Return to Dark Castle è sorprendentemente impegnativo, ci sono quattro livelli di difficoltà, ma non bisogna farsi ingannare da quello più basso “Novice”, perché in realtà sembra più pensato per chi ha già trascorso molto tempo sui primi due capitoli, ed ora, a distanza di anni, riprende a giocare. Quindi il mio consiglio è quello di impostare questo livello altrimenti c’è il rischio di demoralizzarsi per l’eccessiva difficoltà.

Return to Dark Castle livelli

I controlli di gioco sono abbastanza facili da ricordare; la maggior parte sono raggruppati intorno i tasti WASD e il mouse serve per prendere la mira e sparare con l’arma che si impugna. In ogni caso, nelle impostazioni è possibile personalizzare lo schema dei controlli secondo i propri gusti.

Return to Dark Castle controlli

Z Sculpt ha incluso una caratteristica nel gioco che permette di registrare ciò che accade mentre si è impegnati nella partita. È inoltre possibile condividere queste registrazioni con altri giocatori di Return Dark Castle. Z Sculpt ha anche rilasciato un editor di livelli che dovrebbe permettere di creare i propri.

Il gioco vale ogni centesimo degli €11 del prezzo richiesto, ma soprattutto è un “biglietto” a buon mercato per un viaggio nostalgico nel passato negli anni d’oro dei videogame, quando la piattaforma Macintosh era la più adeguata per l’intrattenimento videoludico.

Considerazioni finali 

Z Sculpt ha fatto un gran bel lavoro, è riuscito a riproporre i primi due capitoli di Dark Castle, fondendo sapientemente nuovi elementi sempre in tema, senza quindi stravolgere il gioco originale. Return to Dark Castle garantisce numerose ore di sano divertimento “vecchia scuola”, non solo per i nostalgici del passato come me, ma anche per gli amanti dei videogame retrò.

Punteggio (da 1 a 5): 
Pro: grafica 2D vecchia scuola; musica Moody e grandi effetti sonori per creare un’atmosfera anni ’80; difficile come l’originale; ci sono i livelli rimasterizzati di Dark Castle e Beyond Dark Castle; prezzo adeguato.
Contro: anche il primo livello di difficoltà è ugualmente impegnativo.
Compatibilità: Mac OS X 10.6.6 Snow Leopard o superiore processore G3 e 128MB di RAM.   
Prezzo: €11, disponibile sul Mac App Store.
Produttore: Super Happy Fun Fun, Inc.

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Argomento: Giochi Mac

Commenti (2)

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  1. Ilfolle ha detto:

    Dal tuo articolo si vede che ami questo tipo di giochi

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