Consumatori droghe e Apple Watch: una falsa sicurezza

Una indagine giornalistica condotta da Christina Farr del network americano CNBC ha messo in evidenza un condotta estremamente pericolosa da parte dei consumatori di droghe: utilizzare il cardiofrequenzimetro integrato dell’Apple Watch (e anche quello dei dispositivi FitBit) per regolare la quantità di cocaina, ecstasy, chetamina, e altre stupefacenti da assumere.
Stando a quanto scoperto dalla giornalista, su vari social – Reddit e Twitter in modo particolare – è possibile trovare argomenti di discussione con frasi del genere:
“Faccio una pista [di cocaina – n.d.r.] e guardo l’Apple Watch. Se vedo che sono a 150 o 160 [battiti al minuto n.d.r.] significa che sto bene.”
In pratica, la “moda del momento” tra i consumatori di stupefacenti è quella di interrompere l’assunzione quando il ritmo cardiaco è troppo elevato, e di continuare a drogarsi non appena scende.
Naturalmente, su questa bizzarra tecnica è stato interpellato uno specialista, Ethan Weiss, cardiologo e professore associato presso l’Università della California, il quale ha spiegato che il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna sono influenzati anche dal consumo di cocaina, che però dispostivi come Apple Watch e altri fitness tracker attualmente non sono in grado di rilevare.
L’unica conseguenza è che con questa falsa sicurezza, un consumatore abituale di cocaina ne assumerà un maggior quantitativo, correndo ancora più rischi di avere un infarto o qualche altra complicanza cardiaca.

