Server Apple hackerati da minorenne australiano: rubati 90GB di dati

Apple è intervenuta per rassicurare che nessun dato relativo agli account personali dei suoi utenti sono stati rubati da un giovane pirata informatico. La precisazione è arrivata quando la notizia è apparsa sui principali giornali australiani:
“Vogliamo assicurare i nostri clienti che durante questo incidente i loro dati personali non sono stati compromessi”, ha detto il portavoce di Cupertino.
L’hacker, di appena 16 anni (il nome non è stato rivelato perchè minorenne) e nativo della città di Melbourne, ha reso una piena confessione, e stando agli atti depositati in Tribunale e alle dichiarazioni del suo avvocato, sarebbe riuscito a violare i server Apple più volte nel corso dell’anno scaricando ben 90 gigabyte di “file sicuri”.
Quando Apple ha scoperto l’intromissione nei suoi server, ha avvisato l’FBI che ha sua volta ha contattato la polizia federale australiana (AFP), che ha effettuato una irruzione nella casa dell’adolescente sequestrando due computer, un telefono cellulare e un hard disk. I documenti sensibili sono stati salvati in una cartella chiamata “Hack hacky”, stando a quanto riportano i quotidiani australiani.
A quanto pare, il giovanissimo hacker si è vantato della sua impresa su WhatsApp.


15 commenti
90GB di dati? Cosa sono i dati dei dipendenti? Non credo che 90GB di dati siano sensibili o altro.
Dati interni e degli utenti (non dei dipendenti).
Ma hanno detto che degli utenti non è stato nulla! Comunque penso che 90 GB sia poco, se ha avuto accesso a dati degli utenti che non sono i semplici database dovrebbero essere almeno di più.
Credo che Tim si tagli le parti penzolanti del corpo piuttosto che ammettere il furto di anche solo una credenziale di accesso utente, perché questo vorrebbe dire un crollo verticale di immagine, fiducia e valore in borsa.
E per una società che fa della sicurezza e inviolabilità una delle sue carte più prestigiose, tutto ciò non è accettabile.
It’s business !
C’è un detto nell’ambito degli addetti alla sicurezza informatica che dice: “l’unico computer sicuro è quello spento e sconnesso dalla rete.”
Un ragazzino di 16 anni ce lo ha ricordato.
Sono pienamente d’accordo. Nel mondo dell’informatica non esiste sicurezza. Siamo solo illusi da password sicure, crittografate e quant’altro, ma se ti vogliono hackerare – se non oggi ma domani – prima o poi ti hackerano. E basta una sola volta per spifferare al mondo i nostri dati sensibili. La sicurezza esiste solo a computer non connesso. Punto.
Io non credo che vada ad incidere la quantità dei dati ma il contenuto. complimenti al giovane australiano.
🙂
Complimenti?!
Ora Apple gli offrira’ un posto di lavoro, vedrai 🙂
beh, se un sedicenne è riuscito a bucare le protezioni della apple significa che non è un pincopallino.. anzi sa mettere le mani sui computer piuttosto bene direi.
La apple deve ritenersi fortunata.
Ho letto la notizia da varie fonti ma non si capisce, o non è stato rivelato, se si tratta dei semplici dati anagrafici degli utenti o (ben più grave) se ha avuto accesso ai documenti degli account iCloud.
Beh, se avesse avuto accesso agli account iCloud avrebbe scaricato almeno 90 TB, non 90 GB. Se avesse avuto accesso alle tabelle, Apple per legge avrebbe dovuto dichiarare il furto di dati degli utenti entro pochi giorni dalla scoperta, quindi non credo (visto che hanno negato).
Se le sue intenzioni erano solo quelle di dimostrare la vulnerabilità del sistema cosa se ne sarebbe dovuto fare di 90Tb ?
L’idea di scaricare tutto il possibile è solo di chi deve rivendere le informazioni, non di un hacker.
Ma i dati non dovrebbero essere di default criptati?
Ci sono notizie sull’Australia che vuole introdurre la legge per poter accedere ai dati crittografati da parte del governo.
Coincidenze o capri espiatori per nascondere le vere notizie scomode?
?